Cannabis senza sballo

Israele, uno spinello curativo.

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04 Luglio 2012

La sperimentazione è cominciata nel 2009. Lo “spinello modificato” si è già dimostrato una cura efficace per artrite, epatite, colite ulcerosa e diabete.

La sperimentazione è cominciata nel 2009. Lo “spinello modificato” si è già dimostrato una cura efficace per artrite, epatite, colite ulcerosa e diabete.

Distese di piante di marijuana, a perdita d'occhio. Piantagioni con tanto di filo spinato, telecamere e guardie armate all'ingresso. Stesso odore, stesso colore verde acceso. Solo che non siamo in Olanda, in Marocco e tantomeno in Jamaica. Ma in Israele. Dove i coltivatori sono scienziati, e la cannabis non “sballa”.
LE PROPRIETÀ TERAPEUTICHE DELLA PIANTA. L'invenzione viene dalle colline della Galilea. Lo spinello made in Israel non provoca “trip” né ebbrezza. Si chiama Avidekel, non ha nessun effetto. Ma conserva tutte le proprietà terapeutiche della normale marijuana. Possibile? Stando ai risultati di una sperimentazione condotta dai ricercatori della Tikun Olan, la compagnia farmaceutica israeliana titolare del brevetto, pare proprio di sì.
CURA EFFICACE PER ARTRITE E DIABETE. La sperimentazione è cominciata nel 2009. Lo “spinello modificato” si è già dimostrato una cura efficace per artrite, epatite, colite ulcerosa e diabete. E la coltivazione della materia prima è ormai applicata a livello industriale.
A partire dal 2012 si è passati dalle cavie animali (topi, principalmente) a testare la droga su una decina di pazienti umani. I risultati sono stati sorprendenti.

Permettere ai pazienti di condurre una vita normale

Con la legge regionale, la Toscana punta a al riconoscimento dell’utilizzo a scopo terapeutico dei farmaci derivati dalla cannabis.

Con la legge regionale, la Toscana punta a al riconoscimento dell’utilizzo a scopo terapeutico dei farmaci derivati dalla cannabis.

Dall'esterno, non lo si nota nemmeno. Il paziente fa la sua vita di sempre: guida, va in ufficio. Non si direbbe che è “in botta” dalla mattina alla sera. Eppure è così. «Al contrario della marijuana classica, questa droga non ha alcun effetto collaterale», ha spiegato alla Reuters un ricercatore di Tikun Olan. «Allevia il dolore, e consente ai pazienti di condurre una vita assolutamente normale».
IN TOSCANA L’ESPERIMENTO TERAPEUTICO. Una grande novità per i circa 9 mila pazienti che – solo in Israele – fanno già uso di cannabis “classica” come anti-infiammatorio.
In Italia, invece, l'unica regione che ha introdotto l'uso dei farmaci cannabinoidi a scopo terapeutico è la Toscana. Una legge regionale del maggio 2012 ammette la cannabis come sostitutivo di analgesici oppiacei (ad alto rischio di assuefazione).
GLI EFFETTI COLLATERALI INDESIDERATI. Il fatto è che, nonostante sia più leggera della morfina, la marijuana ha pur sempre degli effetti collaterali indesiderati per molti pazienti. Malati di cancro, sclerosi multipla o morbo di Parkinson, costretti, per non compromettere la propria routine lavorativa, ad assumere la sostanza solo a fine giornata.

Le soluzione per ridurre gli effetti collaterali

La cannabis coltivata dai ricercatori israeliani è praticamente priva di Thc: l'elemento predominante è, invece, il cannabidiolo o Cbd.

La cannabis coltivata dai ricercatori israeliani è praticamente priva di Thc: l'elemento predominante è, invece, il cannabidiolo o Cbd.

È vero che, per limitare gli effetti collaterali, da qualche anno sono disponibili sul mercato prodotti come lo spray Sativex, prodotto dalla Bayer o dalla GW Pharmaceuticals, che assunto per via orale è in grado di contrastare in parte gli effetti del Thc, il componente della marijuana noto per i suoi effetti psicoattivi.
LA PRESENZA DEL CANNABIDIOLO. Ma il principio dell'Avidekel è completamente diverso. Quella coltivata dai ricercatori israeliani è una cannabis praticamente priva di Thc, il cui elemento predominante è, invece, il cannabidiolo o Cbd. Una sostanza dagli effetti anti infiammatori che, al contrario del Thc, non agisce sul cervello, e produce i suoi effetti benefici senza mandare “in botta” i pazienti.
Nella cannabis israeliana, il Cbd è presente al 15%, mentre il Thc è meno dell'1% . Certo, non servirà a contrastare l'uso illegale della marijuana. Ma in campo sanitario, chissà, a qualcuno potrebbe venire in mente di importarla anche in Italia.

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