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L'influenza A ha ucciso oltre 500 mila persone
Lancet: «Il 59% è in Sud Asia e Africa».
L'influenza A, o H1N1, è stata molto più letale di quanto calcolato all'indomani della pandemia del 2009, con un numero di morti superiore di almeno 15 volte a quello stimato.
Il nuovo calcolo è del Cdc di Atlanta ed è stato pubblicato lunedì 25 giugno dalla rivista Lancet.
Nel primo anno della pandemia sono state confermate dai laboratori di tutto il mondo 18 mila e 500 morti a causa del virus, diversi i valori della nuova stima, basata su un modello matematico che tiene conto dei dati di 12 Paesi a diverso tenore di vita proiettandoli poi sul resto della popolazione globale.
SFATATO IL MITO DELLA SUINA. Secondo il nuovo calcolo i morti da H1N1 sono stati tra 151 mila e 575 mila, molti di più quindi di quelli 'ufficiali', concentrati per il 59% in Sud Asia e Africa: «Questi numeri», ha commentato Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) «non sono ancora da considerare preoccupanti, ma sfatano il mito secondo cui l'influenza 'suina' era meno pericolosa di quella stagionale. La verità è che anche l'influenza da H1N1 era pericolosa e l'unico fattore che ha tenuto basso il numero dei casi è che non ha colpito gli anziani, che probabilmente erano protetti dal fatto che un virus simile era già circolato nei decenni passati».
L'IMPORTANZA DEL VACCINO. Secondo l'esperto i dati confermano l'importanza della vaccinazione: «Anche questo studio ha dimostrato che tra i giovani e alcune categorie a rischio come le donne in gravidanza o gli obesi la pandemia era pericolosa almeno quanto quelle stagionali», ha affermato Rezza «questo già si sapeva all'epoca, e per questo gli esperti incitavano a vaccinarsi, ma l'invito non é stato accolto».
Lunedì, 25 Giugno 2012

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