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Quando la meditazione mette le ali
Nasce il floating yoga: esercizi per aria.
di Cristina Piotti
Volteggiare nell’aria e aprire la propria mente, regolarizzare il respiro, rafforzare la postura. Nonostante i puristi storcano il naso di fronte al proliferare di varianti eccentriche, yogi e yogini si trovano spesso di fronte a contaminazioni eccellenti.
L’ultima viene dall’Indonesia e si chiama floating yoga: imbragati con elastici che pendono dal soffitto, si eseguono le posizioni classiche volteggiando sospesi nell’aria. «Per certi versi, ci si sente come su un’amaca» la descrive John J Sweeney, direttore della famosa catena indonesiana di palestre Celebrity Fitness, che si è ispirato ai coreografici spettacoli aerei del Cirque du Soleil.
IL VIA A JAKARTA, POI SINGAPORE. Lo scorso giugno ha deciso di lanciare la nuova pratica nella sede di Jakarta e poi a Singapore. La proposta ha avuto molto successo e oggi la si trova in calendario accanto ai classici corsi di Vinyasa e Hata yoga.
La sua fama è arrivata in queste settimane a Mumbai, in India, dove il nuovo stile ha ricevuto l’approvazione del guru delle discipline olistiche Mickey Metha, uno dei nomi più conosciuti e più seguiti dagli amanti degli asana locali.
VIA AGLI ELASTICI ANCHE IN EUROPA. Un passo che potrebbe portare presto gli elastici nelle palestre e nelle scuole d’Europa. «Il senso di libertà e l’assenza di gravità sono una vantaggio, permettono di eseguire gli esercizi con maggior flessuosità e di concentrarsi sulla respirazione», spiega Stefania Doria, responsabile scientifica del progetto sulle tecniche di respirazione Sky, basate sullo yoga, dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Alla base ci sono sempre le posizione classiche
Attenzione però: «L’elastico rappresenta la parte concreta della ricerca del movimento, non uno strumento per fare semplici esercizi in aria». Ovvero, alla base c’è sempre lo yoga e le sue posizioni di meditazione, altrimenti si rischia di fare semplicemente pilates in aria, disciplina che tra i suoi numeri attrezzi prevede proprio l’uso degli elastici: «Il punto di incontro tra lo “yoga volante” e il pilates è quello di permettere di lavorare sulla mobilità e sulla flessibilità della colonna vertebrale», spiega la dottoressa.
Ma qui le similitudini si fermano.
BENEFICI NON SOLO POSTURALI. Il floating yoga va oltre ai benefici per postura e muscoli della schiena: «Quella dello yoga è una disciplina meditativa. La psiche, mentre si fluttua, può trarre beneficio dal senso di libertà che si ottiene dal non avere i piedi per terra», ricorda. Non solo, a livello strettamente fisico i vantaggi sono diversi: «Una maggior ossigenazione e quindi un miglioramento vascolare. E ancora, a seconda della posizione, una amplificazione del lavoro degli addominali e un buon esercizio per le articolazioni».
I VANTAGGI ANCHE PER LA CIRCOLAZIONE. Divertente, meditativa e perfetta per la circolazione. Sembrerebbe la disciplina ideale per affrontare con allegria la remise en forme primaverile. Ma la dottoressa Doria avverte: «Non si parla di provare a fare i trapezisti per aria, piuttosto di unire lo strumento dell’elastico a una disciplina importante». Sbagliatissimo improvvisarsi, dunque. « È una variate dello yoga assolutamente non adatta ai principianti, mentre può essere una buona alternativa per chi ha già una buona base, tanto da poter eseguire movimenti complessi sull’elastico senza perdere la giusta concentrazione e senza dimenticare la corretta respirazione. Il controllo del respiro nello yoga è fondamentale per ridurre ansia e stress durante la meditazione». Oltre ai neofiti però, il floating yoga non è adatto a tutte le età: «Intendiamoci: di per sé la disciplina è perfetta sia per giovani sia per meno giovani. Ma in questo particolare caso, si tratta di una variante che non consigliere oltre i 55-60 anni».
Sabato, 31 Marzo 2012

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