L43 Blog

Utero in affitto, Messico eden per stranieri?

Messico: la riforma di dicembre 2015 vieta l'utero in affitto per coppie gay, e stranieri. Si teme però un boom del business, nell'illegalità.

PUBBLICATO IL 02 MARZO 2016 DA
 
 

Nei giorni in cui le espressioni maternità surrogata e utero in affitto sono sulle prime pagine, ci pare opportuno approfondire cosa accade - sotto questo profilo - in Messico. Paese che - come i media italici hanno declamato - sarebbe un eden per le coppie del mondo intero - comprese quelle omosessuali - che desiderano ricorrere alla gestazione "conto terzi" (o gravidanza su commissione).

Ebbene, va chiarito che da dicembre 2015 il termine eden è improprio: il Congresso dello Stato di Tabasco - l'unico ove sin dal 1997 si permetteva la pratica anche a stranieri e coppie gay - ha, infatti, modificato quella parte del Codice civile che disciplinava l'istituto. D'ora in avanti la maternità surrogata sarà ristretta alle coppie - sposate ed eterosessuali - messicane, ove la «donna contrattante» sia di età compresa tra i 25 e i 40 anni; e sempreché un certificato medico attesti - per quanto riguarda la futura madre - una condizione di sterilità, o controindicazioni mediche per portare a termine la gravidanza.

 

E poi, l'intero procedimento deve rimanere sotto la supervisione della Secretaría de Salud. Così il Codice civile dello Stato al confine con Guatemala - nel sudest - si è uniformato alla legislazione di Sinaloa: l'unica altra entità ove è regolata la pratica, consentendola; (vi sono poi altri due Stati, che invece espressamente la proibiscono). In ambedue gli Stati si conferma il carattere solidaristico - non a scopo di lucro - dell'operazione; ciononostante, nei fatti, il previsto e legale rimborso delle spese mediche sostenute dalla madre surrogata, finisce per essere un compenso mascherato. Qualche anno fa anche il Distretto federale tentò di disciplinare l'istituto, ma la proposta di legge non entrò mai in vigore.

 

La misura restrittiva è stata imposta - oltre che dall'esigenza di frenare prevedibili abusi - dal comportamento delle Autorità federali. Che in alcuni casi hanno atteso vari mesi, prima di rilasciare il passaporto - per l'uscita dal Paese - ai bambini, che erano stati "prenotati" dalle coppie (etero e omosessuali) straniere. La riforma ha inferto un brutto colpo al turismo medico e al business della maternidad subrogada - tutto centrato nelle cliniche di Tabasco - reso florido dai flussi di coppie straniere, specie statunitensi e spagnole. E' sorprendente la lettura degli opuscoli informativi, pubblicati dalle agenzie dedite all'affare del vientre de alquiler. E soprattutto è interessante leggere i listini dei prezzi.

 

Le soluzioni standard costano sui 45mila euro, senza tener conto dell'alloggio in Messico, dei biglietti aerei, o delle spese per risolvere gli aspetti burocratici all'estero. In questo caso, si offre una gestazione surrogata, sia con donazione di ovuli esterni alla coppia, sia con quelli della futura mamma, che così sarebbe anche la madre genetica. E nel caso di donanti esterni, si specifica che «podemos ofrecerte cualquier perfil étnico». Grazie alla nostra rete di «agenzie di donanti di ovuli internazionali», si chiarisce, «possiamo offrirti ogni profilo etnico». La normativa di Tabasco, secondo alcuni, potrebbe essere aggirata, ricorrendo a madri surrogate al di fuori della legalità. Con un click a una pagina di Facebook ( https://www.facebook.com/MadreSubrogadaVientreEnRenta ) possono incontrarsi molte offerenti: in questo caso, se da un lato i prezzi scendono sino a 15mila euro,  dall'altro si possono moltiplicare i problemi legati al passaporto per il neonato, e al rischio di truffe.

 
Pubblicato in Storie

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

-->
prev
next