L43 Blog

Visita di Obama a Cuba, tutti i retroscena

Il 21 marzo Barack Obama sbarca all'Avana: ecco tutti i retroscena.

PUBBLICATO IL 08 MARZO 2016 DA
 
 

Quali le mosse del presidente degli Stati uniti, nel corso delle 48 ore all'Avana? Il primo viaggio di un Inquilino della Casa Bianca dal 1928, cercherà di affrontare i cinque punti irrisolti delle relazioni Washington - L'Avana: l'embargo, il relativo risarcimento danni, la questione Guantánamo, la democrazia (e il rispetto dei diritti umani), e il problema migratorio, specie l'applicazione della Ley de Ajuste cubano.

Qui ci interessa però capire le mosse di Barack Obama, durante il soggiorno del 21 e 22 marzo (prima di salpare per l'Argentina con la moglie Michelle, e le figlie Malia e Sasha, che risiederanno presso la residenza dell'ambasciatore ad interim). La priorità dell'Amministrazione Usa sarà parlare e rivolgersi direttamente ai cubani: i negoziatori chiedono che a Obama sia consentito non solo fare un discorso di fronte a un pubblico numeroso, in una piazza aperta; ma soprattutto vogliono che l'intervento sia trasmesso alla televisione.

 

Insomma, qualcosa sul modello di quanto avvenuto sia in Birmania, sia al Cairo. Il fine è lanciare un messaggio di speranza ai cubani, che seppur non possa essere attuato nell'immediato, sia tenuto a mente dopo il 24 febbraio 2018; ossia dopo che Raúl Castro, terminato il mandato, si ritirerà. Le teste d'uovo dell'entourage obamiano ne sono convinte: una tale prolusione - peraltro vista con sospetto dal Governo Castro, che la giudica poco pratica - sarebbe molto influente, all'ora di decidere il futuro del Paese. Tuttavia secondo le voci che circolano, Obama dovrebbe al massimo ottenere il permesso per un discorso presso l'Aula magna dell'Università dell'Avana, che comunque sarebbe trasmesso in tivù: sul modello dell'intervento dell'ex presidente Jimmy Carter, nel 2002.

 

Un'altra analogia con la visita di Carter: il 22 marzo assisterà all'incontro di baseball tra i Rays de Tampa Bay - iscritta alla Lega professionistica nordamericana - e una selezione di Cuba. Sede dell'incontro sarà l'Estadio latinoamericano de La Habana, il Coloso del Cerro. Non si sa se Obama batterà il lancio d'inizio, ma di certo l'esperienza lo emoziona, come ha scritto su Twitter. Secondo indiscrezioni, il viaggio potrebbe essere l'occasione perché la Casa Bianca renda note nuove misure di affievolimento del bloqueo: una consentirebbe i viaggi turistici a Cuba anche in forma individuale, cosicché i nordamericani non sarebbero costretti alle visite di gruppo.

 

Un'altra permetterebbe un uso - pur limitato - del dollaro, in ambito commerciale e bancario. Capitolo dissidenti: Obama - che ha definito la visita, un'«opportunità per andare avanti» - ha manifestato la volontà di riunirsi con un'ampia rappresentanza della società civile, oppositori compresi. Secondo il portavoce della Casa Bianca, sarà il presidente a decidere con chi riunirsi - l'elenco non sarebbe stato ancora definito - e detta decisione non sarà negoziata con le Autorità cubane. Tema delicato: il segretario di stato John Kerry - che accompagnerà Obama con una ventina di congressisti - avrebbe dovuto anticipare di poche settimane il capo dello stato; però si sussurra che avrebbe desistito per divergenze sulla possibilità di riunirsi con i dissidenti.

 

Intanto i cubani, osservando le operazioni d'imbiancatura, hanno già ricostruito il tragitto di Obama. Che dovrebbe sì transitare dalle parti del Capitolio, del Prado, del Malecón, del Túnel de La Habana, e cenare in un paladar dell'Avana vecchia, ma non raggiungere la residenza del vecchio Fidel a Punto cero.

 
Pubblicato in Storie
Contrassegnato Stati uniti - Cuba - L'Avana - Obama - Castro

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

-->
prev
next