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Se fossi il padre di Manuel Foffo non penserei a Vespa ma al suicidio.

Quando un figlio uccide un uomo e un padre uccide il senso della vergogna

PUBBLICATO IL 10 MARZO 2016 DA
 
 

La vicenda dell'omicidio di Luca Varani mi ha colpito molto. Il vuoto di senso che emerge da questa vicenda è impressionante. Come giustamente ha scritto Michele Masneri sul Foglio sembra di trovarsi al cospetto di pessime incarnazioni del Pat Bateman di Bret Easton Ellis. Esseri senza destino, senza dignità, senza coscienza, senza cervello, senza cuore. Esseri senza niente e che nel niente dovrebbero tornare a marcire.

Non voglio inseguire il populismo di una Rita Dalla Chiesa qualunque che invoca la pena di morte  per questi scarti umani - anche se vorrei tanto essere populista come Rita Dalla Chiesa per invocare la pena di morte per questi scarti umani - ma spero che possano marcire letteralmente in galera.

Ma la cosa che mi ha sconcertato è stato apprendere oggi, da varie fonti, che il padre di Foffo, uno dei due assassini,  la sera successiva al macello compiuto da suo figlio non ha trovato niente di meglio da fare che andare da Vespa, in quello sterilizzatore d'intelligenza che è Porta a Porta.

La mia morbosità per la tendenza all'ignominia di certa gente mi ha fatto guardare questo spettacolo. Sono rimasto senza parole.

Ho visto un uomo che come segno di fatica aveva solo qualche fiacca borsa sotto agli occhi, traccia labile di sonni tormentati. Nulla di più. Ho visto un uomo nel suo abito preciso, con un'accesa cravatta rossa che risultava quasi offensiva - nella sua sfrontata e inadeguata vivacità - che dava la sensazione di essere tutto sommato orgoglioso di essere lì, su quelle fottute poltroncine bianche riecheggianti il jingle di Via col Vento.

Ho visto un uomo che era quasi comico nel non capire un cazzo di quello che Vespa gli diceva, per esempio smentendo solennemente che suo figlio tirava di cocaina dall'età di 10 anni, non avendo compreso che si faceva riferimento al fatto che pippava da 10 anni.

Ho visto un uomo che recitava il mesto e patetico copione del padre bonario dell'Italia peggiore, di quell'Italia sempre pronta a giustificare ogni cosa, del padre che del figlio - che ha appena squartato un ragazzo di 23 anni per divertimento - dice che era sempre stato un 'ragazzo modello, un ragazzo contro la violenza, un autodidatta (che cazzo significa questo me lo sto ancora chiedendo!), un ragazzo molto buono, forse eccessivamente buono e anche riservato, un ragazzo che ha un quoziente intellettivo superiore alla media'. Cristosanto, mi son detto, da dove esce tutta questa brutale ignoranza? Perché lo fanno parlare? Perché anzichè dire che suo figlio è una bestia ignorante che a 29 anni si fa ancora mantenere da un padre che pare senza vertebre, giustifica in televisione il fancazzismo di un fuoricorso cronico succhiacocaina a tradimento?

Insomma, infliggendomi la visione di questo spezzone di pornogiornalismo, in cui va in scena il necronarcisismo di un vecchio uomo senza dignità, ho provato un profondo senso di sconfitta della fiducia nel genere umano. Perché ho visto un uomo che non avrei voluto vedere in televisione, a parlare di un figlio reo confesso di un omicidio, quasi giustificandolo; un uomo che avrebbe dovuto stare chiuso nel silenzio della sua vergogna di genitore fallito, distrutto dal dolore che avrebbe sentito nell'immedesimarsi nei genitori del ragazzo macellato dal proprio figlio e dal suo compare; un uomo che avrebbe dovuto solo piangere nella stanza buia della sua casa, in pigiama e non con l'abito della festa, chiedendosi solo 'perchè mio figlio è questo essere?'; un uomo che avrebbe dovuto sprofondare nella vergogna, quella vera, profonda, che ti si attacca addosso, la 'Vergogna' raccontanta da John Maxwell Coetzee nel suo mirabile romanzo.

E alla fine ho pensato che se fossi stato il padre di Manuel Foffo ieri sera non avrei pensato quale vestito indossare e quale cravatta abbinare per andare nel decadente salotto di Bruno Vespa. No. Se fossi stato il padre di questo 'animale' (così si è definito lui stesso, nei verbali), avrei pensato solo a una cosa: al mio suicidio.

Burp

Twitter: @jerkfull

Facebook: Jerk Full

 

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