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La prescrizione della prescrizione

PUBBLICATO IL 23 SETTEMBRE 2016 DA
 
 

La sensazione che si coglie scorrendo qualsiasi motore di ricerca é di grande sconforto: nessuno pare voglia risolvere il problema della prescrizione.
Si potrebbe quasi sostenere che lo stesso problema si sia 'prescritto'.
Dal Governo sono venuti annunci di una rivisitazione dell’istituto nel contesto di altre riforme e l’assicurazione che tutto sarebbe stato risolto entro l’estate.
Di fatto ció non é successo e nel frattempo si continuano a prescrivere moltissimi reati, alcuni di nessun allarme sociale, ma molti relativi al mondo della corruzione e altri  afferenti a fatti gravissimi, con ulteriori sofferenze per le parti offese.
Sempre di piú si assiste al coinvolgimento di rappresentanti politici e burocrati in inchieste su casi di corruzione inevitabilmente a rischio di prescrizione.
Sempre piú numerose sono e saranno le sentenze di condanna in primo grado seguite da sentenze di prescrizione nei gradi successivi.
Mentre si fa nulla o poco per consentire la celebrazione in tempi solleciti dei processi, si continua a regalare l’istituto della prescrizione ai corrotti.
E’ evidente che questo Governo, o questa maggioranza se si preferisce, non sono stati fin qui in grado di produrre un testo condiviso.
Da parte di molti si auspica una regolamentazione che blocchi il corso della prescrizione quando inizia il processo di primo grado.
Da parte di altri invece si insiste su allungamenti dei tempi in modo piú o meno articolato e si critica la tesi sopraindicata, sostenendosi che potrebbe prolungarsi sine die la soggezione dei cittadini alla pressione giudiziaria.
Sono state offerte alcune soluzioni che suggeriscono di assicurare la precedenza ai processi di corruzione ed altre di compromesso sugli allungamenti dei tempi di prescrizione oggi previsti.
E’ stata altresí prospettata l’eliminazione della prescrizione dopo le sentenze di primo grado.
Mediazioni politiche non riescono a sbloccare la situazione.
Escludere che la prescrizione continui a decorrere a processo iniziato é certamente la soluzione più radicale ed ha una sua logica. 
Giova anche osservare che una soluzione simile non é stata mai provata in Italia e che invece tutte le soluzioni relative ad allungamenti dei tempi, sospensioni ed interruzioni, almeno negli ultimi anni non hanno funzionato o hanno fuzionato solo favorendo corrotti e delinquenti e mascherando l’inefficienza del legislatore, incapace di incidere radicalmente per escludere l’esistenza dei reati di scarso rilievo.
Sostenere che pubblici ministeri e giudici potrebbero procrastinare i tempi dei processi con danno degli imputati, è affermazione priva di riscontri e dunque varrebbe la pena di provare una volta per tutte a risolvere un problema di gravità enorme.
La sensazione che la classe politica non voglia intervenire sul tema per scelta, o non possa per accordi di maggioranza, é sempre più avvertita e il non decidere a distanza di anni da annunci di significato diverso costituisce certamente un ulteriore segno del distacco tra società civile e rappresentanza politica.
Il problema della prescrizione é dunque per molti un tema di poco momento, un tema per il quale le attese dei cittadini possono essere disattese o sacrificate, di fatto favorendo la corruzione. 
Sempre di piú si ha la sensazione di sentirsi sudditi: incapaci di comprendere l’abolizione dell’inutile reato di immigrazione clandestina, inidonei ad esprimere alle elezioni candidati non imposti dai centri di potere, chiamati a subire leggi elettorali ed impegni per eventuali modifiche delle stesse, costretti ad ascoltare annunci di epocali riforme non seguite dai fatti o da assunzioni di responsabilitá. 

 
Pubblicato in giustizia

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