L43 Blog

Restare in UK dopo Brexit? No grazie

Non saranno gli inglesi a decidere del mio futuro

PUBBLICATO IL 04 LUGLIO 2016 DA Sara Pinotti

“Ci impegneremo a garantire l’attuale posizione dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito, così come dei cittadini inglesi che vivono in altri Stati della comunità europea” - Theresa May, UK, July 2016 Grazie, signora Theresa May, troppo gentile. Grazie di averci promesso che prima, durante e dopo Brexit, non verremo presi, impacchettati e rispediti a casa. Grazie di avere riconosciuto che dopo tutto, noi qui e inglesi là, siam venuti a lavorare e paghiamo tasse, sanità e pensione, e che non potete far finta di niente, far finta che i contributi non li stiamo pagando. Mettiamo però che tutta questa riconoscenza non sia un motivo abbastanza forte per farci rimanere, o per far tornare gli inglesi espatriati a casa. Mettiamo che noi in un Regno Unito fuori dall’Europa (se ancora un Regno Unito esisterà) non ci vorremo stare perché noi Millennials con il libero mercato di merci e persone ci siam cresciuti e ci è proprio piaciuto vivere con questa...

Fate l'amore, non fate la guerra

Sempre e per sempre, dalla stessa parte, mi troverai.

PUBBLICATO IL 09 AGOSTO 2015 DA Sara Pinotti

Di processi, in amore, se ne fanno tanti. Imputato, come ha osato non telefonare per quattro giorni di fila alla sua fidanzata? E lei, dottoressa, perché non ha difeso il suo amante in pubblico ma ha addirittura dato ragione a chi tanto lo stava criticando? Quante serate abbiamo passato sotto accusa, a rispondere alle domande incalzanti del nostro partner; quante volte abbiamo puntato il dito contro chi professavamo essere la persona di cui eravamo (o avremmo potuto) innamorarci. Lottando per avere ragione, discutendo per orgoglio, facendo la guerra per paura di tutte le battaglie perse e vinte in passato, con qualcun altro.  Da grande esperta quale sono (purtroppo) di ripicche di coppia, di squilibrio a metà tra gli estremi rimedi e la desolazione dell' 'a mali estremi, io me ne fotto',  mi è venuto naturale domandarmi: ma è davvero normale andare in guerra per amore? Non è che queste battaglie quotidiane significhino in realtà che innamorati non lo si è...

Di Maturitá e giovani disoccupati

Perché i 20enni inglesi fanno carriera e quelli italiani no

PUBBLICATO IL 18 GIUGNO 2015 DA Sara Pinotti

Guardo una foto che mi ritrae pochi giorni prima del mio esame di Maturitá: sono pallida e negli occhi nascondo un vago senso di terrore. Risale a dieci anni fa. Quest’anno l’esame da incubo tocca a mio fratello: 19 anni, lo stesso senso di smarrimento, e tanta sfacciataggine in piú (se possibile). Poi penso all’assistente che lavora con me qui a Oxford: 22 anni appena compiuti, in tasca una laurea, un impiego full time trovato un mesetto dopo la corona d’alloro, e fresca fresca di promozione sul lavoro. Penso a quello che mi ha detto l’altro giorno dopo che abbiamo scoperto che é stata promossa, e quindi non sará piú la mia assistente dopo tutto (avanti il prossimo e si salvi chi puó): “Mi hanno presa a un master in Storia, la mia passione. Inizia a Settembre ma non ha senso uscire dal mondo del lavoro adesso, mi hanno promossa e io resto qui a lavorare”. Scatta il déjà vú: come é possibile che io (a 26 anni non a 22) mi sia licenziata da un...

Smettere di fumare per vanità

Una buona idea per lasciare le sigarette nel passato.

PUBBLICATO IL 10 MARZO 2015 DA Sara Pinotti

Oggi sono due mesi che non fumo.  Io che ero, sono, una di voi, fumatori incalliti. Ho fumato per 15 anni passando dalle cinque alle venti alle dieci e poi ancora alle cinque sigarette al giorno. Fumavo quanto mi veniva insomma. Quando avevo voglia. Fumavo perché ha un buon sapore.  La prima volta che ho smesso di fumare è stato per sei mesi quando avevo 22 anni. Ero giovane, fresca e immatura. Così un giorno di gennaio mi è venuta la tosse e ho smesso di fumare; poi un altro giorno di giugno ho chiesto una sigaretta al mio amico Luca perché avevo litigato col mio fidanzato di allora, ed ero nervosa. E di punto in bianco la nicotina ha ricominciato a fare parte della mia vita.  Questa volta però è diverso, qualcosa mi dice che non ricomincerò più. Questa volta voglio proprio smettere di fumare. E vi confesso che voglio smettere di fumare per vanità.  C'è che negli ultimi mesi ho realizzato alcune cose. Anzitutto ci sono quelle due mie...

Come abbiamo imparato la teoria dell'amore

Riprendere in mano canzoni, libri e film di una volta.

PUBBLICATO IL 01 FEBBRAIO 2015 DA Sara Pinotti
San Valentino sotto la neve per gli italiani.

Era prima di tutto, prima che amassimo.  Ci sono alcune canzoni, alcuni libri, alcuni film, che sono arrivati prima della stagione dell'amore. Sono melodie, immagini e parole che abbiamo incontrato per la prima volta da giovani, giovanissimi.  Prima del nostro primo amore. Prima che avessimo avuto tempo, e soprattutto occasione, di sperimentarne sulla nostra pelle il vero significato. Studiavamo la teoria dell'amore immaginandoci cosa potesse voler dire soffrirne. Riempivamo diari e pomeriggi al parco crucciandoci in fragilità che non avevamo mai provato. Sicuri che l'amore sarebbe arrivato presto, prestissimo, dandoci finalmente il diritto di piangere. Di sentirci rassicurati dall'impalpabile ma promettente significato del 'tornare a vivere' dopo una delusione amorosa: ogni sensazione nuova, non avere paura, varrà la pena viverla perché tanto dopo la sofferenza ci sarà la forza.  La pura assenza...

Ulisse o Nessuno? L'odio dell'espatriato

PUBBLICATO IL 05 OTTOBRE 2014 DA Sara Pinotti

E’ arrivato, lo sento, ormai è costante fissa di almeno un paio di giorni alla settimana: è l’odio. L’odio dovuto all’avere sopportato troppo comportamenti e attitudini che ritieni sbagliate, o assurde; l’odio dovuto all’ennesima novità che ti stupisce, in negativo; e anche l’odio dovuto al guardare le cose con occhi diversi, e rendersi conto di non tollerare chi le guarda ancora con gli occhi di prima.   Sarò più chiara: sono entrata pienamente in una delle tipiche fasi di chi si è traferito a vivere e lavorare in un Paese straniero. La fase dell’odio appunto. Vivere all'estero allarga gli orizzonti sì ma a volte fa anche diventare terribilmente accusatori per tutto ciò che è diverso dalle nostre abitudini, vecchie o nuove.   Si odiano non solo cultura e abitudini del Paese nuovo ma pure cultura ed abitudini del Paese vecchio. Sia ben chiaro: casa mi manca, sempre e comunque, ed è a casa che voglio tornare a vivere, lavorare,...

27,99 anni: capire l'importanza di saper scegliere

Io vado bene così come sono.

PUBBLICATO IL 10 LUGLIO 2014 DA Sara Pinotti

Tra due settimane è il mio compleanno, e questo significa che al momento ho 27 anni e novantanove. Un’età un po’ così, i late twenties. Quell’alone di onnipotenza dato dal senso di libertà degli early twenties inizia a sbiadire. L’entusiasmo però, quello c’è ancora. E piano piano ci si procurano i mezzi per realizzare piani, progetti, far succedere futuri. Quello che vogliamo insomma, almeno per i prossimi due anni, fino a quando compieremo i fantomatici 30, un po' lo sappiamo. Sappiamo anche se vogliamo cambiare quello che abbiamo oppure no. Il punto è 'solo' riuscire a farlo accadere. A 27 anni e novantanove si inizia ad acquistare consapevolezza di come usare le proprie armi migliori, e anche i difetti peggiori. A 27,99 anni si è avuto tempo per conoscersi bene, non del tutto, ma abbastanza per fare un bel riassunto di se stessi. Naturale che a questo punto sorga una domanda: va bene conoscere i propri pregi e difetti ma, di fatto, quanto ci si...

Online dating: questione di nastro adesivo

Storia vera di quattro appuntamenti al buio.

PUBBLICATO IL 09 GIUGNO 2014 DA Sara Pinotti

Si sa, mai fare promesse. Quando mesi fa vi avevo promesso un nuovo post sul fantomatico tema dell’online dating non sapevo che in men che non si dica avrei perso la voglia di raccontarvelo. Scrivere è così, ti viene o non ti viene. Credo per altro che sia stata proprio la mia quanto meno poco ispirante esperienza con l’online dating a farmi passare la voglia di raccontarvela. Più che altro mi sono trovata a fare una cosa che giudicavo a priori come negativa, proprio l’atteggiamento sbagliato per iniziare una ricerca. Provare però ci ho provato. Ma non credo che questo post possa avere valore statistico. Il fatto è che dopo essermi iscritta a Ok Cupid, e avere iniziato a ricevere messaggi da giovani e meno giovani uomini che volevano provare a conoscermi, alla fine sono uscita con uno solo. Che è bastato, avanzato ed è finito dritto dritto nella spazzatura. Da qui è partita l’autoanalisi: sarà mica stata colpa mia? Quindi, alla fine, in ritardo,...

Orhan Pamuk: «La Turchia è una contraddizione»

Oxford, incontro con il premio Nobel per la Letteratura.

PUBBLICATO IL 30 MARZO 2014 DA Sara Pinotti

E' il week end delle elezioni amministrative nel suo Paese, la Turchia, ma Orhan Pamuk il giorno prima del voto si trova in Inghilterra. Sabato 29 Marzo 2014 sono andata a sentire l'intervento del premio Nobel per la letteratura in occasione dell'Oxford Literary Festival. E' stato bellissimo e ho deciso di raccontarvelo nei miei gufi, perché anche questo è parte di ciò che significa vivere all'estero, in una città fervente di cultura e con un'università potente come quella Oxford, tanto da attirare un personaggio dello spessore di Orhan Pamuk; ma anche perché vorrei andarci in vacanza presto, in Turchia, e perché amo i libri di questo scrittore.  Pamuk - ironico, vulcanico, appassionato - ha parlato di tutto: dei suoi libri, dei suoi paesaggi d'anima, dei suoi scrittori preferiti, e dell'attuale situazione turca, con il governo terrorizzato di perdere il potere tanto da bandire l'uso di Twitter e You Tube a pochi giorni dalle elezioni, in quanto fonti...

Tinder & Co. - tutta la verità sull'online dating (in the UK)

Provato per voi.

PUBBLICATO IL 20 MARZO 2014 DA Sara Pinotti

E' qualche tempo che rifletto sulla tematica dell'online dating in Inghilterra. Il fatto è che qui la stampa ne parla continuamente e no, non ci sono iscritti soltanto quelli un po' strani, un po' maniaci, un po' insicuri. Qui ci sono iscritti tutti. Erano 9.1 milioni già a fine 2012, gli inglesi iscritti a qualche sito di online dating.  Un esercito di giovani e meno giovani, donne e uomini, omosessuali ed eterosessuali, persone in cerca di un'avventura di una notte o dell'amore della propria vita.  Sono ancora tutti lì, su E-Harmony, Plenty of Fish (giuro), Match.com, OkCupid, solo per citarne alcuni.  Poi è arrivato Tinder, un'app basata su un criterio di selezione del partner ideale molto più immediato: ci sono solo le foto, pura apparenza fisica. Si clicca sì o no, e via il prossimo. Next. Soltanto quando ci 'si piace' a vicenda si può iniziare a chattare. Altrimenti niente, next, appunto. Si tratta di un vero fenomeno tra i giovani e...

Sanremo oltre confine: la grande bellezza e l'enorme disastro

Festivàl e sprechi.

PUBBLICATO IL 23 FEBBRAIO 2014 DA Sara Pinotti

Metti la finale del Festivàl di Sanremo e una combriccola di italiani emigrati in Inghilterra. Dato che ogni occasione è buona per fare caciara, e che vivere all'estero ti spinge a fare delle cose inedite - e inaudite - è deciso: sabato sera ci si trova tutti a casa della Robi a vedere il Festivàl.  Tra crema di pecorino sardo, prosciutto crudo da affettare al coltello, ciambellone nutella e mascarpone e un bicchiere di vino rosso (due, tre), eccoci lì nel nostro solito panorama interregionale a urlare contro la tivù, sovrapponendo vocali chiuse a vocali aperte, perché lo dice anche il vincitore delle nuove proposte 2014, Rocco Hunt: Il mio accento si deve sentire. Guardare Sanremo all'estero è una cosa curiosa, soprattutto per chi, come me, il Festivàl non lo ha mai veramente seguito in passato.  Forse è stata colpa di nuove canzoni non indimenticabili, oppure di Fazio, che come hanno notato tutti, si è divertito a rigurgitare sul palco l'ossario di...

Cosa fanno veramente gli italiani all'estero: colmano abissi culturali

Badaba Bupi.

PUBBLICATO IL 02 FEBBRAIO 2014 DA Sara Pinotti

La settimana scorsa hanno spopolato sul web due articoli de Il Fatto Quotidiano che davano visioni contrapposte riguardo a come gli italiani che vivono all'estero passino abitualmente il proprio tempo.  Da una parte si sosteneva che gli italiani all'estero non fanno altro che stare con altri italiani, mangiano solo cibo italiano, se vivono nel Nord Europa o in Canada si lamentano del freddo, se sono in Australia svolgono lavori umili che in Italia non si sarebbero mai sognati manco di avvicinare. Soprattutto, gli expat in Italia per Natale - fetta di salame alla mano - guardano dall'alto in basso i connazionali rimasti a casa, con tutti i problemi della politica nostrana.  Dall'altra c'è chi ha sostenuto che gli italiani all'estero sono sì interessati a ciò che succede in Italia ma perché amano il loro Stato e lo ameranno per sempre, e vogliono sapere rispondere debitamente a qualunque straniero chieda con un ghigno di derisione: Ma perché Berlusconi non è...

L'amore libero. Un'ammissione

La nuova canzone dei Tiromancino.

PUBBLICATO IL 21 GENNAIO 2014 DA Sara Pinotti

guardati. nei tuoi occhi ora c'è una nuova luce. dal mio letto ti rivesti e te ne vai. tanto poi tornerai. non lo so se li invidio quelli che passano da un amore all'altro, che gli basta un paio di mesi e sono a posto. come fate? dico, a esporre le ferite e le paranoie? a fargliele leccare, quelle ferite, che poi si sente il sapore del sangue che a me fa schifo. e brucia. e non fa niente se dà sollievo, dopo un po'. semplicemente è più facile fare la cosa più difficile, ovvero torturarsi, prima, anestetizzarsi poi, evitare sempre. non mettersi in ballo con un altro possibile amore. che la cosa più facile sarebbe solo rinnamorarsi, appunto. oggi ho sentito la nuova canzone dei Tiromancino. anche noi italiani che viviamo all'estero a volte ascoltiamo la radio italiana. la canzone si intitola Liberi e parla del sogno di un amore perfetto, o della realtà di un amore perfetto. quello in cui ognuno dei due fa quello che gli pare eppure finisce sempre per scegliere...

Darling, metti la birra in frigo

Ovvero: cosa succede quando frequenti un ragazzo inglese.

PUBBLICATO IL 12 GENNAIO 2014 DA Sara Pinotti

Parte dell'esperienza del vivere in un Paese straniero è frequentare la gente del luogo.  Vi ho parlato a lungo delle mie nuove amicizie ma fino ad ora avevo steso un velo pietoso sulle relazioni amorose.  Ora però sento che è arrivato il momento di parlare dei ragazzi inglesi. La verità è che non ho grande esperienza in materia ma mettendo insieme ciò che è accaduto a me e quello che è successo ad alcune amiche penso di riuscire a tracciare una buona panoramica. E' una strada piuttosto lineare, poco tortuosa, con un unico, grosso - smisurato - incombente - ostacolo, proprio nel bel mezzo del cammin di questa vita Oltre Manica: sto parlando dell'alcol. Qualsiasi cosa si faccia, la bevanda alcolica è sempre lì, si frappone tra te e le relazioni che cerchi di instaurare. Si tratta di un ingombrante terzo incomodo. Proprio la birra, in particolare, è stata la principale causa del naufragare dei miei vaghi tentativi di frequentare dei maschi...

Ho fatto 15 colloqui di lavoro in due mesi. E...

PUBBLICATO IL 02 DICEMBRE 2013 DA Sara Pinotti

...quando ho iniziato a scrivere questo post, una settimana fa, il titolo finiva così: 'e sono ancora disoccupata'. Oggi, invece, ho ricevuto un'offerta di lavoro. E ho accettato. Il contratto non l'ho ancora firmato ma pare sia in viaggio verso la mia cassetta della posta, qui a Oxford. Mi hanno detto che è permanente. Ho pure 25 giorni di ferie l'anno. Io resto guardinga, se non vedo non credo. Oggi, comunque - duedicembreduemilaetredici - è arrivata la chiamata: a gennaio, se tutto va bene,  mi occuperò di marketing di libri alla Oxford University Press. Dopo il master, il lavoro, quindi, è arrivato. Ci sono però voluti 15 colloqui. Sì, ho fatto15 colloqui di lavoro in due mesi. Il numero 13 è stato quello fortunato, in barba alle dicerie scaramantiche: mi hanno assunta. Gioia e tripudio. Adesso posso lasciare andare il respiro trattenuto per gli scorsi 15 mesi (guarda caso). Posso sorridere, comprarmi il biglietto per il concerto dei Backstreet Boys e persino...

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Una giornata tutta per me

PUBBLICATO IL 07 NOVEMBRE 2013 DA Sara Pinotti

(Avvertenza: questo post potrebbe deprimervi o farvi preoccupare per me. Ma vi giuro che sto facendo un sacco di cose belle e non sono sempre così triste). La vita di chi cerca lavoro è improbabile. L'unico impegno reale che ho quasi tutti i giorni è scrivere la rassegna stampa per Lettera43, che vuol dire svegliarsi alle 7 e avere finito alle 9 - e di conseguenza avere tutta una lunga giornata davanti. Ci sono diverse occupazioni cui dedicarsi. La prima sarebbe chiudere il pc e tornarsene a dormire - ma poi quando mi risveglio mi sento useless, quindi ormai sto sveglia. L'altro giorno ho deciso di esplorare la nuova zona in cui ho affittato una stanza, Jericho, che poi sarebbe il quartiere più fighetto di Oxford, se così si può definire. Sono quindi andata a fare colazione da Branca, un bar che ha incorniciato un poster degli amaretti di Saronno della Lazzaroni. Ho preso un cappuccino e un pain au chocolate, seduta su una confortevole poltrona di pelle marrone. Tutto...

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Rimettersi a posto il Karma

PUBBLICATO IL 28 OTTOBRE 2013 DA Sara Pinotti

Ce ne vuole di tempo per rimettersi a posto il Karma, quando hai fatto disordine. La prima volta che ho sentito la necessità di aggiustare il dentro, il fuori, la testa, il cuore, la pelle e i capelli, è stata nel 2008. Eccomi là, in partenza alla volta della Sicilia insieme alla mia amica dell'asilo, dove la luce ti trapassa e i segreti possono nascondersi soltanto nei pigri spiragli d'ombra. E' stato quello il primo momento in cui mi hanno detto che dovevo ripulirmi il Karma. Concordo, sembra una scemenza. Ma noi che un'occhiata all'oroscopo perché no, e magari pure una serata tarocchi e vino rosso con le amiche, il beneficio del dubbio tendiamo a concederlo, fosse anche solo per sentire un brivido lungo la schiena, immergerci nell'ennesima riflessione esistenziale e dimenticarcene il giorno dopo col profumo del primo caffè. Così, è successo che siamo finite in un negozio di pietre dove una misteriosa ragazza ci ha fatto un gioco con i numeri, una roba di date di...

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Joele è morto. di Un'Immigrata Disoccupata

PUBBLICATO IL 23 OTTOBRE 2013 DA Sara Pinotti

Joele Leotta Collegarmi a Lettera43 oggi e leggere che un ragazzo di Nibionno è stato ucciso in Inghilterra (e il suo amico picchiato a sangue) con l'accusa di rubare lavoro agli inglesi, non è stato un gran buongiorno. Questione di immedesimazione, suppongo. Casa mia, in Italia, non dista molto da Nibionno. E poi anche io ormai da un anno vivo in Inghilterra e al momento sto proprio cercando lavoro. Qui, mica in Italia. Joele e Alex: brutalmente malmenati per cause ancora oscure ma che è facile ricondurre alla discriminazione razziale e, ancor di più, alla disperazione. Disperati sono coloro che li hanno picchiati, e hanno tolto la vita al 19enne partito con un sogno appena una settimana fa. Anche Joele e Alex, però, erano disperati: giovanissimi, gli è bastato dare un'occhiata al mercato del lavoro in Italia per decidere di provare. Farsi coraggio, preparare una valigia, prenotare un aereo e partire. Via dall'Italia e dalla disoccupazione, pronti per l'English...

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L'odore d'Autunno a Milano

PUBBLICATO IL 21 OTTOBRE 2013 DA Sara Pinotti

@Sa Non so voi. Io sono un'olfattiva. Il mondo lo affronto annusando. I profumi, quelli che si comprano nei negozi, si avvicendano nella vita di una ragazza olfattiva come le stagioni, e va a finire che certi anni li identifica con il profumo che era solita spruzzarsi addosso ogni mattina. Per me c'è stato il periodo giovane, giovanissimo, di Dune. Quello in cui copiavo la mamma, tra gli Champs-Elisées. Poi l'incertezza di Davidoff Woman. La crescita con Coco Mademoiselle. La libertà insieme a Magnifique. Il ritorno meditativo a Coco, che Chanel è sempre Chanel. I profumi raccontano al cervello anche la storia dei tuoi fidanzati. Davidoff Man, senza un merito particolare, è ancora il mio profumo da uomo preferito. Annusare per davvero, comunque, non è questione di essenze e boccette. Noi olfattivi ragioniamo per le narici, e seguiremmo gli odori che ci piacciono persino in capo al mondo. Quello della pelle resta sempre il più importante. E' l'odore che si sente tra...

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Era meglio American Pie

PUBBLICATO IL 12 SETTEMBRE 2013 DA Sara Pinotti

Immaginatevi quando vi vengono a trovare i vostri parenti a casa. Le voci, le risate, il ciangolare di piatti e bicchieri, i ‘ma va a dar via el cul’, il caffé, il sugo sulla tovaglia. Ecco, prendete questo senso di familiarità, tenetevelo caldo e fate i vostri paragoni, anche se forse possono capirmi solo coloro che in Inghilterra ci hanno passato almeno qualche mese. Dopo un anno in college, mi sono finalmente trasferita in una casa vera. La cucina è un sogno, tutto è nuovo e accogliente, iper pulito. In giardino ci sono un melo, una griglia, e persino uno di quei ‘funghi’ che d’inverno fanno stare al caldo. La ragione di questo lusso, raro in Inghilterra tra le case affittate, è perché in realtà vivo insieme al proprietario. Trattasi di un giovane biondino che ha acquistato l’immobile due anni fa e ha deciso di affittarne alcune stanze: nelle ultime due estati si è impegnato nella ristrutturazione, sistemando tutto a dovere. Ne dovrei essere felice....

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