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Milano è inimitabile, come le primarie del Pd

Un appuntamento tutto da vivere per una città unica. La destra? Provino loro a fare altrettanto...

PUBBLICATO IL 20 GENNAIO 2016 DA
 
 

Le primarie milanesi procedono spedite verso l'appuntamento del 6 e 7 febbraio. 
Per inciso, passerò il mio compleanno girando per gazebo. Il clima si scalda, almeno quello politico.
Il mio candidato, Beppe Sala, cerca di conquistare i cuori degli elettori, visto che per le menti siamo abbastanza a posto: un manager che sa come si fa, concreto e fattivo, con la credenziale Expo che indubbiamente fa dire che sì, la macchina usata la comprerei da lui. 
Insomma, fiducia in Sala.
IL BELLO DELLE PRIMARIE. Il bello delle primarie è che i candidati scoprono, o riscoprono il territorio, e vanno in giro, si confrontano, ascoltano, propongono, convincono. Non so cosa succeda nei famosi salotti milanesi, ma non ha nessuna importanza, perchè l'uguaglianza delle primarie sta proprio nel non pesare i voti, ma nel contarli.
E allora via con le foto sulla lunghezza delle code alle iniziative dei candidati. Per Sala è più semplice, le code sono d'obbligo, un elemento di continuità con Expo, si diceva davanti ad un Piccolo Teatro gremitissimo, in fila per due, tutti uguali, volti noti e sconosciuti, militanti e curiosi, giovani e giovani dentro, donne e uomini, forse anche qualche bambino: il popolo delle primarie.
UNA DESTRA PATETICA. Patetico il tentativo della destra di delegittimare un evento di democrazia, ma si sa , è come la volpe e l'uva. Ci provi la Gelmini a fare altrettanto, e poi ne riparliamo.
La sobrietà di Sala si interrompe solo di fronte ad alcune citazioni. 
La mia preferita è di Guido Vergani: 'Milano non è bella, è un tipo'.
È proprio così. Milano è un tipo, perchè è unica, è elegante e disordinata, veloce ma non affannata, moderna ma col senso del tempo. Zalone nel suo ultimo film, che mi è piaciuto più degli altri suoi (sì, li ho visti tutti, alla faccia degli snobboni), di fronte allo sciamano che afferma che “voi bianchi siete tutta testa e niente cuore”, risponde “ma no, quelli sono di Milano”. 
Luogo comune, dell'Italia della nostalgia canaglia, dello stavamo meglio quando stavamo peggio, dei paesaggi rurali dei mulini bianchi. Stereotipi della pancia piena. La verità è che Milano sta diventando anche più umana.
MILANO È UNICA. Mi piace la mia città, accidenti. E ogni volta che giro per Roma, che è la più bella di tutte e strazia il cuore coi tramonti e il cielo grande, penso che forse sono scema, ma Milano è sempre Milano, per sempre.
Degli altri candidati non parlo, in bocca al lupo a tutti.
Una cosa però vorrei dire a Francesca Balzani, a proposito della sua dichiarazione sulla ricerca scientifica e la sperimentazione animale, contro cui ha dichiarato di aver combattuto da parlamentare europea.
Tutti amiamo gli animali, e fare ricerca non significa non amarli. Ma amiamo anche gli esseri umani, e vogliamo che le scoperte scientifiche ci aiutino a curare e a guarire malattie tremende, oggi incurabili.
SPERIMENTAZIONE NON VUOL DIRE VIVISEZIONE. Nel rispetto degli animali, e nei vincoli dati dall'Europa, e sono tanti, credo che dobbiamo andare avanti con la sperimentazione. Milano e la Lombardia sono sedi di eccellenza nella ricerca scientifica, basti pensare alle tante università, ai centri di ricerca, alle aziende chimiche e farmaceutiche. 
Bloccare la sperimentazione animale, che è cosa totalmente diversa dalla vivisezione, significherebbe bloccare la possibilità di aiutare le persone ammalate. 
Facciamo procedere anche l'individuazione di metodi alternativi alla sperimentazione animale, che allo stato attuale non ci sono, ma non fermiamo la ricerca. Ne va del futuro delle persone che meritano rispetto, quelle ammalate di cancro, di malattie neurodegenerative, di tutte quelle patologie che tolgono la dignità del vivere. 
Non è fondamentalismo, Francesca, è amore per il prossimo.

 
Pubblicato in politica

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