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La polizia svizzera esalta i nazi e insulta Ashley

Il collettivo del Canton Ticino: «Agenti cantonali postano foto di Hitler».

PUBBLICATO IL 27 GENNAIO 2016 DA
 
 

Ci lamentiamo spesso del passato «fascista» della polizia italiana, ma in Svizzera la situazione non è delle migliori.
Da qualche giorno le forze dell'ordine sono nell'occhio del ciclone. Il Gas (acronimo di Gente che Accende la Società) progetto editoriale e collettivo indipendente del Canton Ticino, ha scoperto il 27 di gennaio, il giorno della memoria delle vittime dell'Olocausto, post inneggianti al nazismo e al fascismo su Facebook postati da alcuni esponenti delle forze dell'ordine, si tratterebbe in questo caso di un agente della polizia cantonale.

 




«Piazza pulita!! Espulsioni di massa!! Ripristino dei controlli serrati alle frontiere, abolizione di Schengen e ritorno ad un'Europa disunita!! E ognuno a casa propria!! Gialli con gialli, neri con neri e musulmani con musulmani!! D'altronde se Dio ha creato continenti e razze un motivo c'era!! Non esiste multiculturalità e integrazione con certe etnie!! Abbiamo fallito carissimi sinistroidi!! Siamo in guerra!!».
A questo si aggiunge una foto di una parata militare nazista, con la scritta: «Il dovere è uno solo, riprendere le armi!! Usque ad finem».
Non solo. Un altro caso è scoppiato poco dopo. Se ne è accorto il giornale Ticino Online che riporta la notizia spiegando di insulti all'indirizzo di Ashley Olsen, la giovane americana uccisa da Firenze, da parte di un altro agente questa volta della polizia ferroviaria. 
«Il post incriminato», si legge, «è di alcuni giorni fa. L'agente in questione, che Tio.ch ha cercato inutilmente di contattare, commentava su Facebook un articolo di cronaca apparso su un portale italiano. Il post ha toni fortemente sessisti, e una connotazione xenofoba. 'Ta sta begn, vacca!', scrive il funzionario a margine della notizia della morte di Ashley Olsen, ragazza americana uccisa a Firenze da un clandestino con cui aveva avuto un rapporto consenziente. Per chiarire il concetto, poi, specifica (sempre in dialetto): 'Con tutti i bei giovani nostrani... sarà stata una filo-islamica'».
Ticino online ha parlato anche con Lorenzo Jelmini, segretario di Ocst polizia che ha risposto sostenendo che si tratta «di casi isolati e che non si può generalizzare». 

 



Il Gas, rispetto al primo caso scrive: «E se un giorno vostro figlio manifestasse contro il raddoppio del Gottardo e si trovasse di fronte quel sergente? E se vostro figlio non avesse tratti ariani? E se fosse fermato in polizia, trovandosi di fronte questo tutore dell’ordine che lo interroga, pensando che è un pericoloso sinistroide spalancatore di frontiere e buonista? Che tipo di protezione può garantirci quest’uomo? Che modello di ordine ha in mente se i suoi ispiratori sono questi? Di una cosa però vogliamo ringraziare questo poliziotto: è un bene che questi personaggi si espongano, che non abbiano timore di ciò che pensano. Se così non fosse non sapremmo chi sono in realtà. Invece, grazie alla poca accuratezza nell’usare i mezzi di comunicazione pubblici, si svelano per ciò che sono».
E a questo aggiunge: «Il collettivo Gas chiederà a Governo e polizia di prendere provvedimenti non solo verso il sergente, ma anche verso tutte quelle figure controverse che militano nelle nostre forze dell’ordine. Chiediamo che venga fatto un discorso preventivo che, peraltro, dal 2011 fa già l’esercito svizzero svolgendo un esame preliminare di sicurezza durante il quale vengono eliminati i pregiudicati per alcuni reati, gli instabili, ma anche persone il cui estremismo potrebbe minare la sicurezza pubblica».

 

 

 

 

 

 

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