Corea del Nord, bomba H: cosa sappiamo

Dalla magnitudo del terremoto e dall'analisi dei campioni atmosferici gli indizi più importanti. Il test nucleare di Pyongyang provoca le prime ritorsioni da parte di Seul.

07 Gennaio 2016

Una foto senza data, pubblicata dall'agenzia nordcoreana Kcna, mostrerebbe Kim Jong-un nell'atto di ordinare il test della bomba H.

(© Ansa) Una foto senza data, pubblicata dall'agenzia nordcoreana Kcna, mostrerebbe Kim Jong-un nell'atto di ordinare il test della bomba H.

All'insegna del Songun, la politica dei «militari prima di tutto» avviata negli Anni 90 dal caro leader Kim Jong-il, la Corea del Nord continua a perseguire le sue ambizioni di potenza nucleare e afferma di aver fatto esplodere sottoterra una bomba all'idrogeno miniaturizzata.
Al test atomico condotto mercoledì 6 gennaio, che ha provocato un sisma di magnitudo 5.1 a Nord di Kilju, nei pressi di un sito militare utilizzato dal regime,
la Corea del Sud ha reagito limitando l'accesso alla zona industriale di Kaesong, condivisa fra le due Coree. Una prima ritorsione economica, che ha fatto seguito alla condanna espressa da tutto il mondo, Cina compresa. Seul ha anche ripreso la propaganda al confine con gli altoparlanti.
Ma sulla natura dell'ordigno testato di Pyongyang ci sono ancora molti dubbi. Ecco cosa sappiamo finora.
 

1. Gli effetti dell'esplosione

Il Servizio geologico americano ha detto che l'esplosione ha generato onde sismiche equivalenti a un terremoto di magnitudo 5.1. Tuttavia, per stabilire l'effettiva potenza della detonazione, occorre capire a quale profondità sia stato effettuato il test.
Secondo le prime stime della Rand Corporation, la potenza dell'ordigno oscilerebbe tra i 10 e i 15 chilotoni: poco oltre il test precedente, condotto nel 2013.

2. I precedenti test del regime nordcoreano

Pyongyang ha effettuato test nucleari nel 2006, nel 2009 e nel 2013.
Nei primi due casi gli analisti ritengono che si sia trattato di ordigni al plutonio. Nel 2013, invece, si è diffusa la notizia di una bomba all'uranio arricchito, ma la conferma definitiva non è mai arrivata.
LE RISORSE DELLA COREA PER USO MILITARE. Le bombe all'uranio sono molto più difficili da realizzare e da gestire rispetto a quelle al plutonio. Mentre il plutonio per uso militare viene arricchito in strutture di grandi dimensioni, più facili da individuare, per l'arricchimento dell'uranio è possibile utilizzare centrifughe più piccole, che possono essere nascoste più agevolmente. La Corea del Nord ha esaurito le sue scorte di plutonio per uso militare, ma possiede riserve abbondanti di uranio sotto forma di giacimenti minerali di uranite.

3. Le ragioni dello scetticismo

Le prime analisi del test nucleare non concordano con le rivendicazioni del regime, che afferma di aver testato con successo una bomba all'idrogeno miniaturizzata.
La dimensione stimata dell'esplosione suggerisce per contro che Pyongyang non sia riuscita a far esplodere un ordigno termonucleare completo. In questo caso, infatti, ci si sarebbe aspettati un'esplosione della potenza di 100 chilotoni o più.
RIDOTTA LA VIOLENZA DELL'ESPLOSIONE. «La violenza della detonazione appare ridotta per essere una bomba all'idrogeno», ha dichiarato James Acton, direttore del Nuclear Policy Program al Carnegie Endowment for International Peace. A seconda della profondità del test, inoltre, è possibile che i suoi effetti siano stati parzialmente amplificati. Una bomba termonucleare completa avrebbe dovuto generare un terremoto più violento, attorno ai sette gradi di magnitudo.

4. Dai campioni radioattivi la prova decisiva

Per sapere con maggiore certezza che cosa è stato fatto detonare occorre analizzare il materiale radioattivo rilasciato dal sito del test, raccolto in campioni atmosferici. Aerei ricognitori americani sono decollati nella notte dall'isola di Okinawa, nel Sud del Giappone. Fra questi c'è un Rc-135, specializzato nella raccolta di dati ottici ed elettronici. Gli Stati Uniti hanno in programma di usare anche i Phoenix WC-135, per analizzare l'atmosfera al largo della costa nordcoreana.
RICOGNIZIONE DALL'ESITO INCERTO. Sull'esito delle analisi, tuttavia, non ci sono garanzie: non è detto che i campioni possano essere raccolti.
Nel frattempo continueranno le analisi sismiche, per avere un'idea più chiara della profonità dell'esplosione e della sua reale potenza.
I risultati definitivi, in ogni caso, potrebbero arrivare soltanto fra qualche settimana. Dopo il test del 2013, ad esempio, le radiazioni furono rilevate 55 giorni più tardi.

5. L'importanza della miniaturizzazione

Esattamente come nel 2013, la Corea del Nord ha affermato di aver testato una bomba miniaturizzata.
Un dettaglio non trascurabile, dal momento che proprio la miniaturizzazione consentirebbe di montare l'ordigno su un missile balistico intercontinentale, oppure su un missile balistico lanciato da un sottomarino.
PUNTO INTERROGATIVO SUL DESIGN DELLA BOMBA. Qundi, se quanto dichiarato dalla Corea del Nord fosse vero, il regime avrebbe la possibilità di colpire con armi atomiche non solo i Paesi vicini, ma anche gli Stati Uniti. Anche su questo punto però gli esperti sono scettici.
La potenza di un'esplosione può essere stimata sulla base dei suoi effetti fisici. La natura del materiale nucleare impiegato attraverso l'analisi dei campioni atmosferici. Ma il design di un ordigno esploso è molto più difficile da verificare a posteriori.

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