Da Putin a Le Pen: 10 personaggi chiave del 2015

Putin contro l'Isis. L'ondata Marine Le Pen in Francia. Il papa e AstroSamantha. Varoufakis, Nicolini e non solo: le figure decisive per L43 nell'anno che se ne va.

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27 Dicembre 2015

Italiani e stranieri, politici e non solo.
Profili che hanno spiccato per il loro valore negli scenari più disparati: lotta all'Isis, crisi dei migranti, contrasto del virus ebola, disgelo tra gli Stati Uniti e il duo Cuba e Iran.
Lettera43.it ha raccolto una lista dei 10 personaggi più significativi del 2015.

1. Putin: lo zar della nuova guerra al terrore

  • Il presidente russo Vladimir Putin (Getty).
     

Il tre volte presidente russo Vladimir Putin è entrato a gamba tesa nel conflitto siriano.
È accusato di colpire più i ribelli che l'Isis, ma la sua resta l'azione più netta contro il Califfato, per rappresaglia i jihadisti hanno fatto esplodere un aereo civile russo a Sharm el Sheik.
Nella guerra al terrorismo Putin ha l'appoggio anche di Israele, Gran Bretagna e Francia stanno convergendo su di lui.
SCONTRO CON LA TURCHIA. I raid russi smuovono le acque: il Cremlino ha accusato la Turchia (in particolare la famiglia del presidente Recep Tayyip Erdogan) di arricchirsi con il petrolio dell'Isis, pochi giorni dopo i turchi hanno abbattuto un caccia russo al confine e si è rischiato lo scontro tra Russia e Nato.
Ma sulla Siria la diplomazia americana tratta una soluzione politica con il Cremlino.

2. Le Pen: l’ondata francese dei blu Marine

  • Marine Le Pen festeggia la vittoria del Front National (Getty).
     

Nel 2015 il Front national di Marine Le Pen è balzato al 25,2% delle Amministrative di marzo, poi al 27,3% del primo turno delle Regionali di dicembre: primo partito di Francia, con punte del 40,7% nella Nord Calais-Piccardia, roccaforte di Le Pen.
Al secondo turno il blocco di sinistra e conservatori (i socialisti hanno invitato a votare il partito di Nicolas Sarkozy) ha fatto muro all'exploit dell'estrema destra.
OLTRE 6,7 MILIONI DI VOTI. Ma al ballottaggio il Fn ha addirittura aumentato i voti, oltre 6,7 milioni di preferenze.
Marine, che ha definitivamente rottamato il padre dopo i contrasti in famiglia sullo sfilare o no dopo le stragi di Charlie Hebdo, promette un'ondata 'blu Marine'. «Nessuno ci fermerà».
Obiettivo: le Presidenziali del 2017.

3. Francesco: il papa resiliente del Giubileo

  • Francesco all'apertura dell'anno santo del Giubileo (Ansa).


Nel 2015 l'Isis ha più volte minacciato papa Francesco.
Ed è riesploso lo scandalo Vatileaks: i corvi sono tornati a volteggiare sopra San Pietro.
In Vaticano è in corso un processo contro la fuga dei documenti e Roma è una capitale blindata.
PULIZIA E MISERICORDIA. Il pontefice deve difendersi da molti nemici interni ed esterni, ma dalla sua stanza a Santa Marta tira dritto sulla strada della «pulizia» della Chiesa e della «misericordia», le sue missioni di un pontificato globale.
Durante l'anno il papa è stato nelle Filippine e in Sri Lanka, a Sarajevo, in America Latina, a Cuba e negli Stati Uniti, infine in Kenya, Uganda e Repubblica centrafricana, rischiando la vita per stare tra gli ultimi.
Dall'8 dicembre ha indetto l'anno santo del Giubileo: quanta forza.

4. AstroSamantha: l'Italia che brilla nel cosmo   

  • Samantha Cristoforetti al ritorno dallo spazio (Getty).

L'aviatrice è la prima italiana a essere andata nello spazio ed è anche l'astronauta a esservi rimasta più a lungo nel 2015: dal 23 novembre 2014 fino all'atterraggio in Kazakistan, l'11 giugno 2015.
Quasi 200 giorni, nei quali le suo foto della Terra e del cosmo hanno incollato milioni (non solo di italiani) su Twitter. Tra un esperimento scientifico e l'altro, è apparsa in collegamento tivù dalla Stazione spaziale internazionale.
Classe 1977, Samantha è ingegnere e ufficiale aeronautico.
DAMA AL MERITO DELLA REPUBBLICA. Guidava caccia militari quando nel 2009 l'Agenzia spaziale europea l'ha selezionata terza donna tra 8.500 candidati. Parla inglese, tedesco, francese e russo.
Sergio Mattarella l'ha nominata dama al merito della Repubblica, a lei è dedicato l'asteroide 15006 Samcristoforetti, per il Financial Times è senza dubbio tra le donne del 2015.

5. Varoufakis: l’economista superstar anti-Schäuble

  • L'economista ed ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis (Getty).
     

La Syriza anti-austerity di Alexis Tsipras (due volte premier greco nel 2015) doveva portare una rivoluzione: il giovane ex comunista prometteva di scuotere l'Unione europea.
Ma presto la star è diventata il braccio destro Yanis Varoufakis, il macho e self promoter ministro delle Finanze che si è incornato contro l'omologo e mastino tedesco Wolfgang Schäuble.
MALATO DI PROTAGONISMO. Varoufakis sarebbe andato fino in fondo, Tsipras ha ceduto sull'altare dell'euro, accettando il waterboarding di Bruxelles.
Keynesiano, ex del Pasok, l'economista che buca gli schermi ha studiato nelle migliori scuole greche e inglesi e viene accusato di essere un socialista al caviale.
Malato di protagonismo e strapagato negli interventi pubblici.    

6. Suu Kyi: la futura premier di Myanmar  
 

  • Aung San Suu Kyi durante un comizione in Birmania (Getty).
     

Il 2015 è stato l'anno della vittoria politica della dissidente e leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi.
A 70 anni il Nobel per la Pace oppresso dal regime militare, per oltre 10 anni agli arresti domiciliari, a novembre ha vinto le prime elezioni libere con il 70% dei voti andati alla sua Lega nazionale per la democrazia.
«TRANSIZIONE MORBIDA». Il presidente uscente Thein Sein ha accettato di incontrarla, ammettendo la sconfitta e aprendo a una «transizione morbida» per il trasferimento dei poteri.
La Costituzione birmana impedisce di diventare capo di Stato a chi, come Aung San Suu Kyi, ha figli con la cittadinanza straniera. Ma sarà premier e a marzo 2016 si insedierà il nuovo parlamento.

7. Nicolini: sindaco dei lampedusani e di tutti i migranti     

  • Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa durante la visita del papa (Getty).
     

Il Time ha incoronato la cancelliera Angela Merkel persona dell'anno, per aver accolto i siriani in Germania.
Ma i tedeschi hanno premiato un'italiana, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, per l'impegno profuso - da anni - nell'accoglienza di tutti i migranti.
A dicembre l'associazione di Stoccarda Die Anstifter ha insignito l'ambientalista siciliana, primo cittadino dell'isola dal 2012, del premio della Pace 2015, per il suo messaggio politico sulla gestione del fenomeno migratorio in contrapposizione alle politiche europee.
«LA CAUSA DELLA CRISI SIAMO NOI». Alla cerimonia è andato uno dei soccorritori del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
«Onorata per il prestigioso riconoscimento», ha detto Nicolini ricordando in una lettera che le «migrazioni non sono la causa della crisi dell'Occidente. Semmai sono le nostre politiche di rapina e di sfruttamento ad avere aggravato le condizioni di povertà e disagio che mettono in fuga le persone dall'Africa».

8. Khamenei e Raul Castro: le guide del disgelo con gli americani

  • La guida suprema iraniana Ali Khamenei e il presidente cubano Raul Castro.
     

Nell'anno del disgelo tra gli Usa e il cosiddetto asse del male, la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha inviato due lettere ai giovani occidentali, la prima dopo le stragi jihadiste alla rivista satirica francese Charlie Hebdo il 7 gennaio, la seconda dopo gli attentati dell'Isis del 13 novembre a Parigi.
«OPPORTUNITÀ DI DIALOGO». Contro il terrorismo, «oggi dolore comune tra noi e voi», la massima autorità iraniana regista dell'accordo storico sul nucleare invita le nuove generazioni a porre le «basi per un rapporto giusto, rispettoso e nobile con il mondo dell’islam», auspicando che le «sfide dolorose creino un’opportunità di dialogo».
RIAPERTA L'AMBASCIATA USA ALL'AVANA. Nel 2015, per la prima volta l'Iran siede al tavolo di Vienna tra i mediatori dei negoziati sulla Siria, mentre a Cuba, Oltreoceano, un'intesa tra il presidente Raul Castro e gli Usa ha fatto riaprire l'ambasciata americana all'Avana.
«Abbiamo profonde differenze, ma dobbiamo imparare l'arte di convivere in modo civilizzato con esse», ha detto Raul, smantellando il socialismo reale del fratello.

9. Demirtas: lo Tsipras dei curdi nel parlamento turco

  • Il leader curdo dell'Hdp Selahattin Demirtas (Getty).
     

Nel 2105 un partito curdo è entrato per la prima volta nel parlamento turco.
Selahattin Demirtas, lo Tsipras della sinistra radicale turca, è riuscito a riunire i candidati indipendenti curdi e filocurdi (Demirtas è curdo, di militanza socialista) in una formazione politica, il Partito democratico del Popolo (Hdp), che potesse superare lo sbarramento del 10% delle Legislative.
STORICO QUARTO POSTO. A giugno l'Hdp è arrivato quarto, con il 13,1% e 80 storici seggi.
Diversi attentati dopo (dalle bombe al comizio di Diyarbakır, alla strage di Suruc dei volontari curdi in partenza per Kobane a quella dei pacifisti di Ankara), al voto anticipato di novembre Demirtas è riuscito a mantenere il partito in parlamento.
Ma resta un bersaglio: oltre 160 curdi sono morti e 1.000 feriti negli attacchi in Turchia. Quasi 200 le sedi dell'Hdp colpite, centinaia i dirigenti politici arrestati.

10. Gli ebola fighter di Emergency: in Africa in prima linea

  • I volontari di Emergency guariti da ebola Stefano Marongiu e Fabrizio Pulvirenti.
     

Nell'anno della sconfitta di ebola l'ong italiana Emergency è stata in prima linea in Africa.
Un medico, il siciliano Fabrizio Pulvirenti, e un infermiere, il sardo Stefano Marongiu, volontari dell'organizzazione umanitaria, hanno contratto il virus in Sierra Leone mentre prestavano servizio uno dei centri medici, e nel 2015 sono guariti da ebola.
PREMIATO GINO STRADA. Il Time aveva nominato nel 2014 persone dell'anno gli ebola fighter.
Un anno dopo il fondatore di Emergency, il chirurgo e pacifista Gino Strada, è stato il primo cittadino italiano (tra 128 candidature da 53 Paesi) a ricevere, a novembre, il premio Nobel alternativo «per la sua grande umanità e la sua capacità di offrire assistenza medica e chirurgica di eccellenza alle vittime di guerra ingiustizie».

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