Decreto banche, tutte le misure

Holding unica per le Bcc, cartolarizzazione delle sofferenze e stop all'imposta di registro sulle vendite giudiziarie. Così il governo prova a sbloccare il credito.

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11 Febbraio 2016

Il premier Renzi e il ministro dell'Economia Padoan hanno presentato alla stampa il decreto banche.

(© Ansa) Il premier Renzi e il ministro dell'Economia Padoan hanno presentato alla stampa il decreto banche.

Una holding unica per le Banche di credito cooperativo, con possibilità per gli istituti di credito di non aderire e requisiti minimi della capogruppo fissati da Bankitalia. Garanzie pubbliche sulle sofferenze cartolarizzate, ma solo sulle tranche più sicure. E poi un disegno di legge delega di riforma del diritto fallimentare, per accelerare il recupero dei crediti da parte delle banche.
Sono i tre pilastri su cui si fonda il decreto varato mercoledì 10 febbraio dal Consiglio dei ministri, da cui sono rimasti fuori i criteri per i rimborsi agli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti che verranno riconosciuti come truffati dall'arbitrato. Il premier Matteo Renzi ha assicurato: «Arriveranno a giorni, non c'è nessun rinvio, le misure previste sono sostanzialmente pronte».

Riforma del credito cooperativo: in vigore tra 18 mesi

La riforma del credito cooperativo è destinata a entrare in vigore tra 18 mesi.
Lo schema prevede l'obbligo per le Bcc di aderire a un gruppo bancario cooperativo, che abbia come capogruppo una società per azioni con un patrimonio non inferiore a 1 miliardo di euro. L'adesione avverrà attraverso contratti di coesione, cioè senza ricorrere a fusioni che costringerebbero i singoli istituti a perdere la licenza bancaria. Le Bcc manterranno comunque la maggioranza del capitale della holding.
ALMENO 200 MLN DI PATRIMONIO PER NON ADERIRE. Attualmente, il credito cooperativo italiano è diffuso in 364 banche locali, 15 federazioni locali, un'associazione nazionale, tre gruppi bancari di servizi.
Gli istituti che non intenderanno aderire saranno liberi di farlo, ma dovranno avere un patrimonio minino di almeno 200 milioni di euro. Al momento, ha ricordato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, sono una decina le Bcc che possiedono con tale requisito. Chi decidesse di restare fuori, dovrebbe inoltre versare all'erario il 20% e non potrebbe operare come banca di credito cooperativo, ma trasformarsi in una Spa oppure optare per la liquidazione.

Sofferenze, cartolarizzazione garantita dallo Stato

Il Consiglio dei ministri ha varato anche l'approvazione dei Gacs, le garanzie pubbliche sulla cartolarizzazione delle sofferenze, concordate a Bruxelles con la Commissione europea e 'bollinate' dal commissario Margrethe Vestager. Le scelte italiane, ha certificato Vestager, non violano le regole europee sulla concorrenza e non costituiscono un aggravio eccessivo di spesa pubblica.ne prevedo
GARANTITI SOLO I TITOLI SENIOR. Come funziona lo schema? Pensato per agevolare le banche che intendono trasformare in titoli le sofferenze accumulate nei lunghi anni della crisi, ne prevede lo smaltimento attraverso una società veicolo per la cartolarizzazione privata. Che potrà acquistare dalle banche i crediti in sofferenza, raggrupparli e venderli agli investitori, con livelli di rischio differenziati. Ci saranno i titoli junior (i più rischiosi), i titoli mezzanine (intermedi) e i titoli senior. I più sicuri, cioè quelli che sopportano per ultimi le eventuali perdite causate da un recupero crediti parziale o inferiore alle attese. Soltanto i titoli senior possono beneficiare delle garanzie pubbliche, mentre i titoli junior e mezzanine non potranno essere rimborsati finché non lo saranno i primi.
PREZZO CALCOLATO SULLA BASE DEI CDS. La garanzia potrà essere concessa a patto che i senior abbiano previamente ottenuto un livello di rating nvestment grade da un'agenzia riconosciuta dalla Banca centrale europea. La garanzia, inoltre, sarà efficace solo quando la banca si sarà liberata del 50% dei suoi titoli junior. Il prezzo della garanzia sarà deciso dal mercato, e verrà calcolato prendendo come punto di riferimento i prezzi dei credit defaul swaps degli emittenti italiani con un livello di rischio corrispondente a quello dei titoli garantiti. Sarà inoltre crescente nel tempo, a partire dal terzo anno, per incentivare un rapido recupero dei crediti.
In tutto, le sofferenze accumulate dal sistema bancario italiano ammontanto a circa 300 miliardi.

Stop all'imposta di registro per chi compra immobili all'asta giudiziaria

Infine, ecco le nuove norme sul recupero crediti.
Nel decreto è stata inserita l'esenzione dall'imposta di registro del 9% per chi acquista immobili alle aste giudiziarie, sostituita da una flat tax di 200 euro.
C'è però una condizione: per avere l'esenzione, l'immobile dovrà essere rivenduto nei 24 mesi successivi all'acquisto.
In questo modo l'esecutivo vuole provare a rimettere in moto il mercato delle aste giudiziarie, e allo stesso tempo ridurre almeno del 9% la svalutazione delle sofferenze bancarie legate agli immobili dati in garanzia per prestiti e mutui. 
DDL DELEGA PER LA RIFORMA DEL DIRITTO FALLIMENTARE. «Le vendite all'asta saranno per tutto il 2016 esenti dall'imposta di registro, vale più di 200 milioni ed è un messaggio per semplificare la questione dei crediti incagliati», ha dichiarato Renzi. In seguito arriverà, attraverso un disegno di legge delega varato dal Consiglio dei ministri, anche il riordino complessivo del diritto fallimentare. «Il sistema italiano è solido, non è il più preoccupante del mondo. Sono molto più preoccupato per le banche di altri Paesi, anche più solidi dell'Italia. Perché una crisi del sistema bancario, ad esempio in Germania, avrebbe certamente effetti anche da noi», ha concluso il premier.

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