Le dieci sfide globali del nuovo anno

Giubileo. Terrorismo. Migranti. Ma anche l'incognita Brexit e le elezioni Usa. Mentre l'Italia spera nella ripresa economica. Ecco cosa ci aspetta nel 2016.

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01 Gennaio 2016

Risparmiatori sul lastrico, un Giubileo a rischio attentati e la drammatica crisi dei migranti.
Poi le grandi incognite della politica estera: le elezioni americane, il sempre più vicino referendum inglese sulla Brexit, la guerra tra Putin ed Erdogan.
Per gli economisti il 2016 sarà un anno di modesta ripresa economica, ma l’Italia è il Paese dell’Ue che carbura più lentamente.
Le banche locali vacillano, Roma e Milano sono in affannosa cerca di un sindaco e per Lettera43.it l’anno che verrà potrebbe portare i nostri soldati all’estero, nuovi tagli agli servizi pubblici. Anche un commissariamento della Troika.

 

  • I risparmiatori sul lastrico di Banca Etruria (Getty).

1. Italia in ripresa economica: ma lo scandalo bancario fa paura

Per il 2016 il Fondo monetario internazionale prevede una lenta crescita globale del 3,6%, trainata dagli Usa al +2,2%.
Per l’Unione europea un moderato +1,6%, l’Italia in ripresa ma fanalino di coda (+1,3%).
Se però con i buchi di Banca Etruria e degli istituti veneti crolla il sistema bancario nazionale, arriva la Troika? E il governo Renzi sarà costretto a cadere?
Gli economisti di Wolfgang Schäuble, il ministro delle Finanze tedesco che ha ipotecato la Grecia, mettono le mani avanti: «La legge del bail-in non si cambia, ognuno paghi suoi debiti. Anche con i risparmi dei privati sopra i 100 mila euro. Altrimenti, anche per l’Italia, ci sono gli aiuti del Fondo salva Stati Ue».

 

  • Una bambina in un campo profughi in Croazia (Getty).

2. Un altro milione e mezzo di profughi: dubbi sulla gestione dell'emergenza

I migranti entrati in Europa nel 2015 sono stati oltre 1 milione, ha registrato l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), oltre 800 mila camminando attraverso la Grecia e i Balcani.
Per il 2016, la Commissione Ue stima l’ingresso di almeno un altro milione e mezzo di richiedenti asilo: «Numeri senza precedenti» anche solo paragonati ai 270 mila migranti del 2014, pur il 60% in più del 2013.
L’Europa sta cambiando pelle in anni di sua grande debolezza e ancora si ignorano le conseguenze economiche e sociali di questo flusso epocale: come verrà gestita l’emergenza nel 2016?

 

  • Polizia e militari a Bruxelles (Getty).

3. L'allerta terrorismo: dove colpirà l’Isis nel 2016?

Il terrorismo è tornato ai livelli delle stragi delle Torri Gemelle, arretra nel Califfato ma, come un cancro, le sue cellule si espandono nel mondo.
Nel 2015 Parigi è stata sconvolta dagli attentati del 7 gennaio e del 13 novembre, in Francia c’è lo stato d’emergenza, Bruxelles è stata sotto coprifuoco. Le autorità promettono controlli incrociati, ma è possibile fermare chi è pronto a farsi esplodere anche in luoghi della quotidianità come bar e ristoranti?
L’International Centre for the Study of Radicalisation stima circa 4 mila jihadisti partiti dall’Europa: centinaia sono tornati, dopo l'addestramento nei campi dell’Isis o di al Qaeda.
L’antiterrorismo non è riuscito a fermarli, anzi l’allarme si è aggravato e la domanda più pressante è: dove e quando colpiranno nel 2016?

 

  • Un agente di polizia a San Pietro (Getty).

4. Le sfide di Roma: tra Giubileo e possibili elezioni

Per l’Italia, il 2016 è l’anno del Giubileo della misericordia. Francesco lo ha proclamato inaspettatamente, mentre l’Isis lanciava minacce al Vaticano e mentre a Roma esplodeva la crisi in Campidoglio, sfociata nelle dimissioni del sindaco Ignazio Marino.
Sarà un successo come l’Expo? Intelligence e forze di sicurezza saranno in grado di impedire attacchi terroristici in una delle metropoli più visitate al mondo?
Entro la fine dell’anno santo (20 novembre 2016) si attendono milioni di turisti e forse pure si vota: nella capitale commissariata, per ora comanda il prefetto Francesco Paolo Tronca. Di certo si voterà a Milano per le Comunali ed è rebus sui candidati.

 

  • Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin (Getty).

5. Lo scontro tra Erdogan e Putin: sullo sfondo il risiko siriano

Nel 2015 la Nato ha dovuto più volte gettare acqua sul fuoco per scongiurare una guerra tra Russia e Turchia. Ankara, membro dell’Alleanza atlantica, ha abbattuto un caccia russo, il Cremlino ha sfoderato i missili e minaccia rappresaglie.
Ma fino a che punto si spingeranno lo “zar” Putin e il 'sultano' Erdogan? In Siria i due presidenti hanno interessi contrapposti: l’uno appoggia il regime, l’altro i ribelli, inclusi i jihadisti più pericolosi. In Iraq Erdogan ha mandato 1.200 soldati, un’invasione terrestre: gli Usa hanno intimato di ritirarli, il papa parla di «terza guerra mondiale a pezzi».

 

 

  • Scontri a Sud-Ovest di Tripoli (Getty).

6. I conflitti in Libia e Iraq: nel contingente straniero anche soldati italiani

Il 2016 potrebbe essere anche l’anno di una nuova missione militare in Libia, a guida italiana.
Non una guerra della Nato come nel 2011, ma un intervento di peacekeeping per disarmare le milizie e far arretrare l’Isis.
Il piano, in preparazione all’Onu, prevede 5 mila caschi blu italiani e forse altri contingenti stranieri di rinforzo, a presidio delle frontiere terrestri e dei palazzi del governo di Tripoli: come sul cantiere della diga irachena di Mosul, gli italiani saranno bersaglio di attentati terroristici. 

 

  • I leader mondiali alla Conferenza sul clima di Parigi (Getty).

7. L'emergenza climatica: l'accordo del Cop21 non sarà in vigore prima del 2020

Al Cop21 di Parigi, i leader del mondo hanno firmato un accordo sul clima che per gli ottimisti è storico.
Ma il protocollo per contenere al +1,5% il surriscaldamento del pianeta (e cioè le emissioni nocive) sarà firmato nel 2016 e non sarà in vigore prima del 2020.
Non è poi un accordo vincolante e tutto viene lasciato alla buona volontà dei singoli Stati. Cina inclusa, che nel 2015 è stata teatro di due apocalittici disastri ambientali: l’esplosione, ad agosto, di tonnellate di sostanze chimiche nel porto industriale di Tianjin poi la recente frana di una montagna di rifiuti e fango nella megalopoli di Shenzhen.
A Natale l'Italia nella morsa dello smog, la Gran Bretagna e gli Usa delle calamità naturali. Quanta altra natura sarà devastata nel 2016?

 

  • Il candidato repubblicano Donald Trump (Getty).

8. La corsa alla Casa Bianca: Trump insidia Hillary Clinton

Barack Obama si appresta a lasciare lo studio ovale della Casa Bianca a riforma sanitaria e svolta energetica compiute.
Nel 2015 il presidente degli Usa ha firmato i disgeli storici con Cuba e l’Iran, e dopo di lui per l’opinione pubblica europea sarà il turno di Hillary Clinton.
I repubblicani sono da anni in crisi d’identità, ma per le Presidenziali del 2016 il ventre molle degli Usa potrebbe riservare sorprese: il plurimiliardario Donald Trump, che vorrebbe cacciare tutti i musulmani dagli States, per esempio vola nei sondaggi. Checché ne dicano gli avversari, è lui il supercandidato della destra, sarà anche il nuovo presidente?

 

  • Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

9. I tagli all'istruzione pubblica: dopo la Buona scuola, la Buona università

La riforma della Buona scuola di Matteo Renzi ha fatto scattare oltre 100 mila proposte d’assunzione per insegnanti nel 2015 e il governo promette 180 mila regolarizzazioni entro il 2018.
Ma migliaia di supplenti (tra i 20 e i 30 mila, secondo la Cigl) non hanno ancora ricevuto le buste paga del nuovo anno scolastico, alcuni fuori sede sono costretti a mangiare alla Caritas.
La colpa sarebbe di disguidi informatici nell’emissione dei cedolini, ma il problema è anche di fondi: nel 2015 sono stati ridotti da 800 a 680 milioni per le supplenze. E il governo prepara anche la riforma della Buona università: quanti tagli all’istruzione pubblica porterà il 2016?

 

  • Bandiere del Regno Unito e dell'Unione Europea.

10. L’anno del referedum sulla Brexit: l’Ue rischia di perdere pezzi     

Non ci sono solo le Presidenziali Usa o l'incertezza sul prossimo governo spagnolo.
Il premier inglese Cameron ha accelerato la marcia verso la Brexit: il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue potrebbe essere anticipato dal 2017 alla prima metà del 2016.
I migranti premono, le destre euroscettiche avanzano sotto l’insegna di Marine Le Pen e Londra vuole svincolarsi dalle regole comunitarie.
Per gli analisti le conseguenze economiche e politiche di una Brexit sarebbero enormi in Gran Bretagna e negli Stati dell'Ue, ma non è detta l’ultima parola. Nel 2014 gli scozzesi votarono no all’indipendenza.
 

Twitter @BarbaraCiolli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoi 01/gen/2016 | 10 :55

Articolo da maestrina politica. Dov'è scritto che l'uscita di GB e magari di Danimarca e Repubbliche Baltiche sia un danno per l'Europa? E Trump non è uno stellone per i Democratici che, con lui come antagonista, tornerebbero a vincere? Roma e Milano in affannosa ricerca di Sindaco; ma davvero? e quando l'avranno votato sarà un orgasmo? Ciolli ma che giornalismo è il suo?
Auguri a tutti i commentatori e lettori di L43. Auguri anche alla Redazione.

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