Primarie Usa 2016, perché l'Iowa è importante

Clinton, Bush, Obama: dal 96 alla Casa Bianca arriva chi vince il caucus in Iowa. Trump sconfitto da Cruz. Testa a testa Clinton Sanders.

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01 Febbraio 2016

Un uomo vestito come lo Zio Sam davanti a un teatro a West Des Mois, in Iowa.

(© Ansa) Un uomo vestito come lo Zio Sam davanti a un teatro a West Des Mois, in Iowa.

Gli occhi del mondo sono puntati sull'Iowa, il cosiddetto granaio d'America, dal quale per tradizione inizia la corsa alla Casa Bianca.
Si vota, sia in campo repubblicano che in quello democratico, per trovare il candidato alla presidenza, in una gara che prevede un mucchio agguerrito, sfidanti che hanno perso in partenza e sondaggisti scatenati.
Stando alle previsioni, Donald Trump e Hillary Clinton sono gli uomini da battere: ma se tirerà aria di sorpresa lo si capirà proprio in Iowa. Gli ultimi sondaggi prima di andare al voto mettono Bernie Sanders, rivale della Clinton, in testa ai sondaggi.
L'OCCASIONE PER IL GRANDE SALTO. «La prova del campo di grano», s'intitola l'editoriale del New York Times del primo febbraio a proposito dei caucus in corso nello Stato del Midwest, «piccolo e fondamentalmente rurale, popolato quasi esclusivamente da bianchi e inusitatamente religioso, l'Iowa non è un'America in miniatura. Ma è spesso il luogo di nascita di storie di successo politico che pochi avevano previsto», scrive il quotidiano. «Da Jimmy Carter a Barack Obama, il sistema dei caucus dell'Iowa è una prova del fuoco dove anche i candidati meno facoltosi, ma con molto tempo per stringere mani, hanno la possibilità di entrare nel radar della politica nazionale».
SANDERS A RUOTA DI HILLARY. Proprio Obama vinse qui nel 2008, contro una Hillary Clinton che - a distanza di otto anni - è rimasta la favorita fino alla vigilia, quando è stata raggiunta, e secondo alcuni sondaggi, superata da Sanders.
Il senatore socialista spera nell'affluenza degli elettori giovani e indipendenti, che potrebbero preferire lui a Hillary, a differenza di quelli tradizionalmente legati ai dem.
Meteo permettendo: si attende un calo repentino e una tempesta di neve a breve che potrebbe scoraggiare gli elettori.

Dal 1996 i presidenti hanno tutti vinto in Iowa

Barack Obama e Bill Clinton.

(© Ansa) Barack Obama e Bill Clinton.

Nonostante l'Iowa non sia uno Stato particolarmente popoloso o importante, l'esito dei caucus è sempre stato considerato la cartina tornasole dell'umore del Paese.
A partire dal 1996, tutti i candidati alla presidenza di entrambi i partiti hanno vinto i caucus nel granaio d'America.
I media, gli attivisti, i candidati stessi, gli elettori, tutto il mondo della politica hanno col tempo iniziato a considerare i caucus dell'Iowa sempre più importanti, e proprio per questo lo sono diventati davvero.
LA PROFEZIA CHE SI AUTOADEMPIE. La questione è particolare: per i mesi precedenti ai caucus, gli unici numeri a disposizione sono quelli dei sondaggi. Solo con l'Iowa arriva il risultato di un vero voto. Il fatto che chi ne prenda la maggioranza lo consideri una vittoria, alla fine lo rende vincente, così come chi ne prende la minoranza si abbatte, e diventa perdente.
A contribuire a questa divisione sono i media, felici di avere finalmente qualcosa di solido su cui scrivere.
In sociologia, il risultato dell'Iowa rientra nel campo della profezia che si autoedempie: una previsione (quella di un candidato più forte degli altri) che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa.
HILLARY SI GIOCA TUTTO. «L'Iowa conta, in particolare, per gli uomini di punta di quest'anno», scrive il Nyt, «in un'elezione il cui contesto è la rabbia di entrambi i partiti, lo Stato è l'epicentro della disaffezione. Per Hillary Clinton, giusto un filo davanti a Barnie Sanders, l'Iowa è un test psicologico. Molti abitanti sembrano avere dubbi su di lei, ed è virtualmente legata a Sanders. Un'ampia affluenza favorirebbe il secondo, che ha bisogno di persone giovani e non legate al partito democratico per vincere. Il suo ingresso nella partita ha sollecitato un grosso cambiamento nel gioco della Clinton. L'ex segretario di Stato ha dovuto adottare un approccio più deciso e personale. Questo potrebbe aiutarla in una corsa che si prospetta più dura di quel che tutti (lei compresa) pensassero».
L'INCORONAZIONE DI TRUMP? Se Trump è in testa per il fronte repubblicano in Iowa, con il 28% delle preferenze secondo l'ultimo sondaggio prima del voto, il senatore del Texas e beniamino del Tea Paty Ted Cruz incalza con il 23%, e anche Marco Rubio, che sembra emergere come l'alternativa moderata attirando crescente interesse, cresce lievemente e si assesta al 15%.
«L'Iowa è un duro test per Trump», continua il Times, «ma potrebbe portargli un grosso tornaconto. Avrà bisogno degli indipendenti arrabbiati per vincere, e nello Stato è improbabile che si presentino in massa. Come ha dichiarato l'analista politico Henry Olsen, 'Cruz (l'avversario principale di Trump) vince tra tutti i gruppi che dominano il caucus. Se Trump uscirà vincitore, vuol dire che può fare quello che dice, ovvero spingere gli elettori non tradizionalmente repubblicani ad andare a votare, e a votare per lui'».

 

Twitter @apradabianchi

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