Quando le bombe colpiscono gli ospedali

Il raid sull'ospedale pediatrico vicino a Idlib è l'ultimo di una lunga serie: oltre 300 attacchi a strutture sanitarie dal 2011. Dalla tragedia di Kunduz, in Afghanistan, alla campagna saudita in Yemen.

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29 Luglio 2016

Mentre le diplomazie dei Paesi coinvolti nel conflitto siriano cercano di arrivare a un cessate il fuoco che non sia solo sulla carta, sul terreno lo scontro non accenna a fermarsi.
Il 29 luglio un ospedale pediatrico vicino a Idlib è stato colpito da una raid aereo che ha causato vittime tra pazienti e medici.
Sotto le bombe sono morte almeno due persone, familiari dei pazienti in visita. Al momento i feriti accertati sono tre, ma il bilancio è provvisorio.
INCERTEZZA SUI RESPONSABILI. Ancora non si a da quale delle parti in conflitto sia stato condotto il raid, ma la cittadina è nelle mani dei ribelli del Libero esercito siriano e, assieme alla struttura sanitaria, sono stati colpiti e gravemente lesionati anche un edificio adiacente della Difesa civile, un corpo volontario di auto-tutela che opera nelle zone del Paese controllate dalle forze ostili al regime di Bashar al Assad.
OSPEDALI NEL MIRINO. La tragedia del 29 luglio non è nuova in scenari di guerra come la Siria, ma anche l'Afghanistan e lo Yemen, dove a più riprese le bombe hanno colpito ospedali e strutture sanitarie.
Ecco i casi più recenti.

 

  • Uno dei civili feriti nel bombardamento che ha colpito l'ospedale di Idlib, in Siria. © Ansa

Siria, oltre 300 operazioni contro strutture sanitarie dal 2011

In Siria diverse sono state le occasioni in cui i russi sono stati accusati di infierire sulle strutture sanitarie. Dall'inizio dei bombardamenti, a settembre 2015, l'aviazione di Mosca in supporto alle forze di terra è stata accusata di diversi raid sugli ospedali: il Cremlino, da parte sua, ha sempre respinto le accuse e incolpato gli Stati Uniti.
Tra il 24 e il 25 luglio sette ospedali da campo e una banca del sangue allestiti nella città siriana di Aleppo e nei dintorni sono stati colpiti dai bombardamenti dei caccia russi e da quelli dell'aviazione del regime di Bashar al Assad.
UCCISO L'ULTIMO PERDIATRA DI ALEPPO. Tre mesi prima, il 28 aprile, tre raid aerei avevano colpito l’ospedale al Quds di Aleppo, gestito da Medici senza frontiere. Tra le vittime, almeno 50, anche tre bambini e l’ultimo chirurgo pediatra rimasto nella zona controllata dai ribelli, Wasem Maaz.
Il 9 febbraio , un ospedale supportato da Msf nel governatorato di Dara’a, nel Sud della Siria, è stato colpito da un bombardamento che ha ucciso tre persone e ne ha ferite almeno sei, tra le quali un’infermiera.
ALMENO 25 ATTACCHI DALL'AUTUNNO. L'organizzazione Medici senza frontiere segnala almeno una ventina di attacchi su strutture sanitarie a partire dalle operazioni russe, senza tuttavia precisare i responsabili dei singoli attacchi.
Considerato, però, che le zone bombardate dagli Usa sono quasi esclusivamente quelle controllate dall'Isis, è probabile che responsabili dei raid denunciati dall'ong siano il regime di Assad o i suoi alleati iraniani e russi.
L'organizzazione Amnesty International ha fatto sapere di aver documentato oltre 336 attacchi su strutture ospedaliere dall'inizio del conflitto, nel 2011, e la morte di oltre 697 membri del personale medico. Amnesty punta l'indice contro Damasco e i suoi alleati, sospettati di essere responsabili della maggior parte degli attacchi.

 

  • La mappa dei raid russi in Siria dal 29 gennaio al 7 febbraio. La stragrande maggioranza dei bombardamenti sono stati compiuti sulle postazioni dei ribelli (Fonte: Institute for the study of war).

 

Afghanistan, 42 innocenti morti nella tragedia di Kunduz

Ha sconvolto il mondo il caso dell'ospedale di Kunduz, in Afghanistan, bombardato dall'aviazione americana il 3 ottobre nella convinzione che fosse occupato da miliziani talebani.
Di guerriglieri islamici, però, non c'era traccia e morirono nell'operazione 42 innocenti, dopo continue chiamate alla base Usa da parte di Medici senza frontiere (che gestivano l'ospedale) per interrompere l'attacco.
 

  • L'ospedale di Kunduz dopo il raid Usa (Fonte: GettyImages).

 

BOMBE SULLA SEDE DELLA CROCE ROSSA. A partire dal bombardamento alla sede della Croce Rossa a Kabul nel 2001, colpito per incidente dall'aviazione Usa nel primo mese dell'invasione, i raid sui civili hanno vanificato definitivamente qualsiasi tentativo americano di apparire come una forza di liberazione. Il sito d'informazione The Intercept ha stilato una lista degli incidenti più gravi causati dalle forze armate americane nei vari scenari mondiali in cui sono impegnate.

Yemen, Msf denuncia tre attacchi negli ultimi tre mesi

Il 10 gennaio, a Razeh, nel Nord dello Yemen, sei persone sono morte in un attacco aereo non ancora attribuito.
Quel che è sicuro è che la coalizione di Paesi del Golfo guidata dall'Arabia Saudita sia responsabile di diverse azioni contro strutture sanitarie negli ultimi dieci mesi di bombardamenti.

 

  • Un ospedale bombardato in Yemen (Fonte: GettyImages).


L'IMBARAZZO DELLA GRAN BRETAGNA. Medici senza frontiere ha denunciato almeno tre attacchi negli ultimi tre mesi, e la direttrice inglese della ong ha scritto una lettera aperta sul Guardian chiedendo spiegazioni al governo di Londra, alleato e fornitore (insieme agli Usa) di quelle stesse bombe che continuano a provocare vittime nella popolazione civile.

 

Twitter @apradabianchi

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