Sofferenze bancarie, cosa prevede l'accordo con l'Ue

No alla bad bank di sistema, sì alle garanzie sulle cartolarizzazioni più sicure. Lo Stato potrà intervenire, ma a prezzi di mercato. I punti dell'intesa raggiunta a Bruxelles.

27 Gennaio 2016

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Dopo una maratona negoziale lunga sei ore, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha annunciato il raggiungimento di un accordo in sede europea sulle sofferenze delle banche italiane, ovvero su come fare per alleggerire il sistema da quei 200 miliardi di crediti deteriorati che ostacolano la concessione del credito e frenano la ripresa economica. Se gli uffici legislativi riusciranno a tradurre l'accordo politico in un provvedimento tecnico in tempo utile, il decreto sulle sofferenze potrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri già giovedì 28 gennaio, assieme alla riforma del credito cooperativo.
MECCANISMO DI GARANZIA. Il ministro Padoan ha parlato di un meccanismo di garanzia che «completa la scatola degli attrezzi per gestire i crediti in sofferenza», per finanziare il quale il governo sarebbe pronto a mettere a disposizione circa 40 miliardi di euro. Non una singola bad bank 'di sistema', ma una soluzione decentralizzata, che contempla l'acquisto da parte delle banche interessate di una garanzia statale sui crediti deteriorati.
BARCLAYS: AUMENTI DI CAPITALE PER 28 MILIARDI. Secondo le stime di Barclays, in esito a tale processo gli istituti italiani dovranno procedere ad aumenti di capitale fino a 28 miliardi di euro, che rischiano di scontentare molti azionisti.
In attesa dei dettagli tecnici, ecco cosa sappiamo finora sull'accordo raggiunto a Bruxelles.

Garanzie vendute a prezzi di mercato

Il nodo principale da sciogliere riguarda il prezzo delle garanzie sulle sofferenze. Fino a che punto lo Stato può intervenire, senza distorcere la concorrenza con gli istituti di credito di altri Paesi dell'Unione europea? Se il prezzo fosse troppo basso, le garanzie potrebbero essere considerate aiuti di Stato, vietati dalle norme europee. Se fosse più alto, il sistema bancario italiano dovrebbe assorbire perdite più pesanti. La soluzione escogitata, secondo quanto dichiarato dal commissario europeo per la Concorrenza Margrethe Vestager, soddisfa i criteri comunitari. Garanzie sui crediti «a entità separate e gestite individualmente» sono in regola, perché saranno vendute «a prezzi di mercato». Nessuna bad bank pubblica, quindi, che avrebbe assorbito le sofferenze trasferendo sullo Stato tutto il rischio della loro vendita successiva. 

Il meccanismo di incentivazione

Il perno dell’operazione è chiamato Gacs, sigla che sta per Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze.
Uno strumento che il ministro Padoan ha definito «più complicato» di una normale garanzia statale, ma che prevede un «meccanismo di incentivazione molto utile per accelerare i tempi». In altre parole, il prezzo delle garanzie è destinato ad aumentare col passare del tempo.
I diversi livelli di prezzo sono stati oggetto di lunghe negoziazioni notturne tra i tecnici del Tesoro e quelli della Commissione europea.

Come funziona lo schema per le garanzie

Secondo quanto spiegato dei tecnici della Commissione, lo schema «dovrebbe assistere le banche italiane nel processo di cartolarizzazione e spostamento dei crediti deteriorati, al momento nei loro bilanci, verso entità separate e con un managment autonomo». Le sofferenze verranno cedute a Spv (Special purpose vehicle), che le trasformeranno in titoli cartolarizzati da destinare poi al mercato. Le banche «saranno in grado di beneficiare di una garanzia statale sulle tranche senior degli asset cartolarizzati detenuti da tali entità. Queste garanzie statali sono concesse e prezzate a condizioni di mercato e quindi non costituiscono aiuto di Stato».
Con l'espressione «tranche senior» s'intendono le cartolarizzazioni più sicure, escluse quindi quelle «junior» e «mezzanine» che sopporteranno per prime le perdite.
Lo Stato, inoltre, rilascerà la garanzia solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto, dalle agenzie accettate dalla Bce, un rating uguale o superiore all'investment grade.

Le sofferenze delle quattro banche salvate svalutate al 18%

Per le quattro banche 'salvate' per decreto dal governo (Banche Marche, Etruria, Carichieti e Cariferrara) è già stato definito il prezzo a cui potranno cedere le loro sofferenze. I crediti deteriorati di questi quattro istituti di credito sono stati infatti svalutati del 18%.
Banca Akros e Prelios, martedì 26 gennaio, hanno annunciato l'avvio di Multiseller Npl, la prima piattaforma aperta (bad bank privata) per la cartolarizzazione dei crediti in sofferenza. Attualmente hanno aderito sei istituti: Banca Popolare di Milano, Banca di Credito Popolare, Banca di Piacenza, Cassa di Risparmio di San Miniato e Banca Valsabbina.

Monitoraggio da parte di Bruxelles

L'intesa politica raggiunta col governo italiano prevede che la Commisisone europea monitori l'applicazione dell'accordo, attraverso un'entità terza indipendente.
Maggiori dettagli sulla natura di tale entità dovrebbero arrivare mercoledì 27 gennaio, assieme a chiarimenti quantitativi sui prezzi per l'acquisto delle sofferenze. Bruxelles aveva fatto sapere che avrebbe dato il suo via libera se lo Stato italiano avesse accettato di farsi pagare l’1% (100 punti base), una commissione che il sistema creditizio giudicava però troppo alta. La proposta delle banche era dello 0,2 o dello 0,3% (20 o 30 punti base), per comprare una garanzia offerta dalla Cassa depositi e prestiti. I numeri finali non sono ancora stati svelati.

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