Whistleblowing, come funziona la legge sulla delazione

Approvata alla Camera la norma che disciplina la denuncia di illeciti sul lavoro. Ora la parola passa al Senato. Ecco che cosa prevede il testo e come è disciplinato l'istituto negli altri Paesi.

21 Gennaio 2016

Primo passo per introdurre il whistleblowing, ovvero la delazione, nell'ordinamento giuridico italiano.
La Camera ha approvato una proposta di legge in base alla quale chi denuncerà corruzione o illeciti compiuti dai colleghi, nel pubblico come nel privato, sarà tutelato anche se per la denuncia non sarà riconosciuto alcun premio. 
AMPLIATE LE PREVISIONI DELLA SEVERINO. Il provvedimento, che ora passa al Senato, amplia le disposizioni della legge Severino estendendola agli enti pubblici economici e agli enti di diritto privato sotto controllo pubblico.
Inoltre allarga la tutela al settore privato inserendo specifici obblighi a carico delle aziende. 
FORZA ITALIA CONTRARIA. Contro le nuove norme Forza Italia, che per bocca del deputato Francesco Paolo Sisto definisce il provvedimento «ignobile, una barbarie giuridica che introduce negli ambienti di lavoro un clima invivibile di accusa segreta e di delazione».

1. Il testo: previste tutele contro il licenziamento

Il testo approvato in prima lettura prevede che qualora il dipendente pubblico, nell'interesse dell'integrità della Pa, denunci all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) o alla magistratura condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in base al proprio rapporto di lavoro non possa essere sanzionato, licenziato o sottoposto a misure discriminatorie riconducibili alla propria segnalazione.
Eventuali misure di discriminazione contro il whistleblower saranno sanzionate dall'Anac con multe da 5 a 30mila euro. 
SEGNALAZIONE IN BUONA FEDE. Perché la segnalazione dell'illecito sia valida è necessario che sia fatta in buona fede. Ciò significa che il dipendente che segnala un illecito deve avere una «ragionevole convinzione fondata su elementi di fatto, che la condotta illecita segnalata si sia verificata».
L'identità del whistleblower non potrà essere rivelata e a tale scopo si potrà ricorrere anche a strumenti di crittografia.
NO A DENUNCE ANONIME. Non sono però ammesse segnalazioni anonime. 
Per evitare il rischio calunnie si prevede che, nel caso si accerti l'infondatezza della segnalazione o la mancanza di buona fede, scatti il procedimento disciplinare e l'eventuale licenziamento. 
La tutela del whistleblower si estende anche al privato prevedendo che nei modelli organizzativi predisposti dalle aziende in base alla 231, la legge per la prevenzione dei reati, siano inserite anche norme a tutela della riservatezza di chi segnala illeciti e contro eventuali misure ritorsive e discriminatorie.

2. La disciplina negli altri Paesi: Usa e Gb all'avanguardia

Il termine whistleblower fa riferimento all'immagine del poliziotto che usa il fischietto (whistle) per segnalare un illecito. Quindi è passato a indicare il lavoratore che, accorgendosi che nel proprio ambiente di lavoro avviene un illecito, decide di denunciarlo.
I Paesi dove sono la pratica della delazione è maggiormente sviluppata sono gli Stati Uniti e il Regno Unito, dove è garantito l’anonimato delle denunce, la tutela contro licenziamenti, distaccamenti e mobbing nonché una ricompensa nel caso in cui la denuncia porti alla scoperta di reati. Negli Usa, in base al Dodd-Frank Act dal 2010, il premio può arrivare al 30% della somma recuperata.
LAVORATORI FRANCESI PROTETTI. In Francia i lavoratori sono tutelati dal licenziamento o da discriminazione nel caso rivelino condotte illecite anche se non è previsto che le aziende adottino espressamente policy riguardo al whistblowing.
IN GERMANIA MANCANO NORME SPECIFICHE. In Germania invece non ci sono norme specifiche a disciplinare la delazione ma è prevista comunque una protezione per chi è stato licenziato per avere denunciato un illecito in ambito lavorativo.

3. Le disposizioni della legge Severino: il primo passo nel 2012

In Italia il primo passo avanti verso una legge che disciplinasse la delazione è stato fatto con l’emanazione della legge Severino del 2012.
LA NORMA SI APPLICA SOLO AL SETTORE PUBBLICO. In un articolo si dispone l’obbligo di denuncia di pratiche abusive negli ambienti di lavoro pubblici all’autorità giudiziaria (Corte dei conti, diretto superiore e all’Anac). Al momento la legge si applica solo alla Pa e non tutela l’anonimato. 

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