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Cronaca 

Ministero Istruzione

Scuola, taglio di 20mila docenti

Gelmini: «Non penalizzeremo il pubblico».

Nel confermare che la scuola italiana non subirà ulteriori tagli rispetto a quelli già inseriti nel piano di razionalizzazione, il ministro dell' Istruzione Mariastella Gelmini ha assicurato che il governo ha stanziato le stesse risorse messe a disposizione dall'esecutivo
di Romano Prodi sul comparto dell'educazione scolastica. «Non ci sono nuovi tagli», ha assicurato a margine di una
conferenza a Milano lunedì 7 marzo, «il piano di razionalizzazione viene confermato e sulle spese di funzionamento quest'anno non ci saranno problemi, a differenza dell'anno scorso. Abbiamo stanziato le stesse risorse disponibili ai tempi di Romano Prodi».
I DATI DEL MIUR. Eppure i dati del Miur raccontano un'altra cosa. Luciano Chiappetta, il direttore generale, ha  comunicato che soprattutto a causa dell'applicazione della riforma Gelmini alle superiori, nel prossimo anno vi saranno circa 8mila docenti di ruolo in esubero: «Circa l'85%», commenta la Gilda degli insegnanti, «può trovare una ricollocazione in base alle abilitazioni o ai titoli di studio posseduti e, quindi, mediante la mobilità volontaria. Solo circa 1.300 unità di personale docente in esubero si trova attualmente a disposizione, in quanto non dispongono di titoli spendibili». Nessuna indicazione è stata data, invece, a proposito delle novità sull'incremento dei licei musicali e coreutici, che dal prossimo anno scolastico diventeranno in tutto 40 e 10: di sicuro, per il momento, c'è solo il dato che l'85% delle richieste verranno respinte.
Il direttore generale ha promesso, comunque, che probabilmente le decisioni prese verranno rese note nel corso dell'incontro di lunedì prossimo.
IN TOTALE QUASI 20MILA TAGLI. I 19.700 mila tagli di cattedre nella scuola pubblica si applicheranno a tutte le regioni italiane, ma soprattutto a quelle meridionali e nelle Isole, dove il prossimo anno si registrerà un decremento degli alunni iscritti: a comunicarlo ai sindacati è stato il ministero dell'Istruzione. Durante l'incontro è stato anche confermato l'alto numero di insegnanti che lasceranno il servizio per andare in pensione: si tratta di 27.400 docenti, che sommati agli attuali 23mila posti vacanti lasciano il saldo delle cattedre a disposizione dei precari (circa 30mila) altamente in positivo.
GELMINI «NON PENALIZZIAMO PUBBLICO». «Pensare che ci sia da parte del governo la volontà di penalizzare la scuola pubblica è semplicemente un nonsense», ha assicurato la Gelmini,  in vista della manifestazione di sabato indetta per difendere l'istruzione pubblica. Gelmini ha confermato che tanto il piano di razionalizzazione quanto le nuove strategie per rilanciare l'insegnamento sono finalizzati all'obiettivo di offrire una istruzione di qualità, sia essa offerta dagli istituti statali o da quelli privati-parificati. «Io ritengo che la scuola sia sempre pubblica»,  ha detto Gelmini, «sia quando si tratta di scuole statali, sia quanto si tratta di paritarie: il problema è come migliorare la scuola pubblica nel suo complesso e offrire agli studenti scuole di qualità».

 

Lunedì, 07 Marzo 2011


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