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Cronaca 

ELEZIONI REGIONALI

I fantasmi di Formigoni

Firme false, indagati dieci consiglieri del Pdl.

di Jonathan Russo

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Oltre 700 firme giudicate irregolari, una decina di indagati per falso ideologico tra consiglieri comunali e provinciali. La procura di Milano ha aperto una nuova pagina della battaglia tra i Radicali e il presidente della Lombardia Roberto Formigoni sulle presunte irregolarità alle ultime elezioni regionali, denunciate in particolare da Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, del listino ‘Per la Lombardia’.
Se sul fronte amministrativo la pratica sembra fluttuare in alto mare, su quello penale giovedì 14 aprile la procura ha dato il primo scossone dai tempi in cui, un anno fa, la Corte d’Appello di Milano escluse temporaneamente il listino del presidente riscontrando incongruenze in centinaia di firme.
PROVE «GRANITICHE». Secondo la procura, sarebbero circa 770 su 3.800 le firme del listino ‘Per la Lombardia’, ovvero quello cosiddetto bloccato che faceva capo al candidato del centrodestra, a essere state apposte illegalmente. Per effettuare la verifica gli inquirenti non si sono semplicemente affidati a una perizia calligrafica, come fatto ai tempi dell’esposto dai Radicali, ma avrebbero convocato uno per uno, in Procura, i firmatari del listino, constatando poi che 770 negavano la titolarità della firma. Per questo i magistrati parlano di «prove granitiche» a favore del reato di falso ideologico.
Dal confronto è emersa anche una novità che va oltre l’esposto dei Radicali: firme irregolari sarebbero trovate anche nella lista di partito del Popolo delle Libertà.

Legislatura non a rischio

La regolarità delle elezioni regionali non è però, al momento, a rischio. Per annullarle, infatti, sarebbe necessario un intervento da parte giustizia amministrativa. «È una delle perversioni della giustizia italiana», spiega Lorenzo Lipparini, uno dei Radicali artefici dell’esposto da cui tutto ha avuto inizio. «Mentre le indagini della procura dimostrano che avevamo ragione fin dall’inizio, sul piano amministrativo continuiamo ad avere solo delle non-sentenze, delle non-decisioni. Al momento il procedimento è arrivato al Consiglio di Stato, e con l’integrazione delle indagini della procura siamo certi che a breve verrà riconosciuta l’irregolarità delle elezioni 2010 e il consiglio regionale decadrà», prosegue Lipparini.
DAL PDL NESSUNA SORPRESA?. La notizia non sembra comunque preoccupare il Pdl, che forse attendeva sviluppi simili. A testimoniarlo, secondo fonti del partito, ci sarebbe un’intervista rilasciata nei giorni scorsi da Guido Podestà a La Repubblica, nella quale l’ex coordinatore lombardo del Pdl scaricava la responsabilità della raccolta firme su una collaboratrice di secondo piano, Clotilde Strada, e ribadiva la necessità di aspettare il vaglio della magistratura. Una linea difforme dal modo in cui nell’ultimo anno il Pdl ha sempre gestito le accuse dei Radicali, smentendo categoricamente qualunque irregolarità e rischio a livello legale.
Secondo il presidente del consiglio provinciale Bruno Dapei, comunque, «siamo di fronte a un controsenso nell’applicazione della legge. Obiettivo della raccolta firme è quello di fermare le liste fasulle, senza alcun radicamento sul territorio. Così invece il risultato è che si danneggia una lista votata in massa dai cittadini». Stringato il commento del capogruppo del Pdl in Regione Paolo Valentini sui Radicali: «Sono preda di un’ossessione. Rispettino l'azione della magistratura e i suoi tempi e meditino sulle quattro sconfitte già subite davanti al Tar e al Consiglio di Stato».
GLI INDAGATI. Alcuni degli indagati hanno già ricevuto l’invito a comparire in Procura. I nomi non sono ancora noti, anche se pare assodato quello del capogruppo del Pdl in consiglio provinciale Massimo Turci. Le indagini riguardano comunque quei consiglieri provinciali e comunali che hanno autenticato le liste in cui figurerebbero le firme false: nessun consigliere regionale è indagato, proprio perché questi ultimi non hanno la possibilità di autenticare.

Giovedì, 14 Aprile 2011


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Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia.

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Commenti (2)

eaman 15/apr/2011 | 17:43

Comunque sono proprio un branco di incapaci, in tutte le porcherie che fanno riescono a farsi beccare. Incredibili che questo branco di idioti si riuscito a prendere prendere tutto questo potere.

jan 15/apr/2011 | 09:27

I fantasmi di Formigoni
Non metto in discussione le elezioni, ma il falso ideologico lo condanno anche se si trattasse di poche firme false, è una vergogna! Quando impareranno i ricchi a non rubare ai poveri? Non ci si può fidare nemmeno di esponenti di Comunione e Liberazione. Il nord è diventato peggio del sud, tra bordelli, mafie, firme false,un bel esempio di federalismo, poi temiamo gli immigrati

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