TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Lunedì, 21 Maggio 2012- 17.57

Cronaca 

Tragedia

Morte di un pacifista

Vittorio Arrigoni ucciso per una faida interna a Gaza.

Articolo completo

 

Vittorio Arrigoni è stato ucciso. È finito in tragedia il rapimento dell'attivista italiano, volontario dell'associazione umanitaria International solidarity movement (Ism), sequestrato giovedì da terroristi salafiti nella Striscia di Gaza. Il suo corpo senza vita è stato trovato dai miliziani di Hamas dopo un blitz condotto nel pieno della notte. La Farnesina ne ha già riconosciuto il corpo, all'obitorio dello Shifa Hospital a Gaza City.
Il rapimento di Arrigoni era stato annunciato da un video, con cui il gruppo islamico dava 30 ore alle autorità di Hamas per salvargli la vita: sarebbe dovuto scadere venerdì 15 intorno alle 16, ora italiana.
NEL NOME DI AL QAIDA. I suoi carcerieri, appartenenti alla galassia salafita che si ispira alle parole d'ordine di al Qaida, la Brigata Mohammed Bin Moslama, avevano posto come condizione per la sua liberazione quella di alcuni militanti salafiti detenuti dall'esecutivo di Hamas a Gaza. 
Non hanno però aspettato di portare avanti la trattativa. Arrigoni è stato ucciso poche ore dopo il sequestro, prima dell'intervento delle forze di Hamas. Lo hanno ammazzato in modo cruento: il 36enne è stato impiccato in un appartamento, probabilmente con del filo di ferro.
Secondo le informazioni fatte circolare da Hamas, due dei tre sequestratori sono già stati arrestati. Avrebbero rivelato che l'intenzione del gruppo non è mai stata realmente di negoziare: avevano in mente fin dal principio che avrebbero ammazzato l'italiano come azione dimostrativa contro gli «infedeli».
Il pacifista italiano è finito stritolato in una drammatica faida interna fra Hamas e i gruppi integralisti della Striscia. Più moderata Hamas, almeno nell'applicazione della legge islamica, iperintegralisti i secondi, che vorrebbero imporre un califfato a Gaza.

Arrigoni vittima di integralisti che vogliono destabilizzare Gaza

Al ritrovamento di Arrigoni si è arrivati nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15, a poche ore della notizia del rapimento. Il portavoce del ministro dell'interno del governo di Hamas, Yaib Hussein, ha raccontato che le indagini hanno portato all'arresto d'un primo militante salafita, il quale ha condotto gli uomini di Hamas fino al covo dove i terroristi tenevano l'italiano.
L'uomo era rinchiuso in un appartamento nel rione Qarame, a Gaza City, che i miliziani delle Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio armato di Hamas) hanno espugnato nel giro di pochi minuti, dopo una breve sparatoria conclusa con la cattura di un secondo salafita. Per Arrigoni, però, non c'era più nulla da fare.
LA FAIDA INTERNA. Hussein ha espresso la volontà di Hamas di «stroncare ora tutti i componenti del gruppo» dei rapitori e ha condannato l'uccisione di Arrigoni, «un amico del popolo palestinese», definendola «un crimine atroce contro i nostri valori».
L'uomo di Hamas ha aggiunto che «ci sono forze che vogliono destabilizzare la Striscia di Gaza, dopo anni di stabilità e sicurezza. Ha inoltre ipotizzato che gli ultraintegralisti - protagonisti negli ultimi due anni di parecchi tentativi di sollevazione contro Hamas - abbiano sequestrato Arrigoni non tanto per cercare di ottenere il rilascio dei loro compagni arrestati, quanto perché ideologicamente ostili alla presenza di stranieri e«infedeli».
I terroristi, secondo le ricostruzioni, vogliono lanciare un segnale intimidatorio in vista del possibile arrivo d'una nuova flottiglia internazionale di attivisti filopalestinesi, attesa a Gaza per fine maggio.
LA RABBIA DELL'ANP. L'uccisione do Vittorio Arrigone è stata duramente condannata dall'Autorità nazionale palestinese (Anp), guidata da Abu Mazen. Mazen, esponente di spicco di Al Fatah, la formazione politica che ha perso il governo di Gaza nel 2006, cerca da tempo - pur tra mille contraddizioni - di sradicare l'estremismo e l'ideologia islamico-terroristi dai Territori palestinesi
«Condanniamo questo crimine odioso ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia della vittimma», ha detto alla stampa Saeb Erekat, esponente di spicco dell'Anp. «Questo crimine non ha niente a che vedere con la nostra storia e con la nostra religione», ha voluto precisare.

L'attivista Vik Utopia cittadino onorario della Palestina

Vittorio Arrigoni era arrivato a Gaza nel 2008, a bordo di una imbarcazione che trasportava aiuti umanitari per la popolazione locale.
Era molto amato dalla gente del posto, tanto da aver ricevuto la cittadinanza onoraria per il suo lavoro a favore del popolo palestinese.
Nato 36 anni fa a Besana Brianza, in Lombardia, l'attivista era noto con lo pseudonimo di Vik Utopia. Sul suo profilo Facebook, affermava che il suo «non è un lavoro (non essendo retribuito) ma una vocazione». Arrigoni era anche curatore del blog Guerrilla radio e due anni fa aveva pubblicato il libro Restiamo umani. Un titolo simbolico: «Restiamo umani» era l'invito con cui chiudeva gli articoli che inviava al Manifesto da Gaza durante l'operazione militare Piombo fuso, campagna militare israeliana condotta per tre settimane dal 27 dicembre al 18 gennaio 2009.
Arrigoni aveva devoluto i proventi delle vendite al Center for democracy and donflict resolution, per finanziare progetti di assistenza ai bimbi rimasti gravemente feriti o traumatizzati.
Amici e colleghi dell'organizzazione umanitaria International solidarity movement hanno espresso il loro cordoglio e la vicinanza alla famiglia dell'italiano.

La madre Egidia Beretta: «Orgogliosa di Vittorio, estraneo ai palazzi di Hamas»

Dal paese di Bulciago, 2.700 abitanti, è giunto il commento commosso ma composto della madre di Vittorio Arrigoni, Egidia Beretta, sindaco del centro della Brianza lecchese: «Io e Vittorio eravamo molto uniti come idee, obiettivi e ideali, sono molto orgogliosa di lui, è sempre stato così».
Alla domanda su che cosa si sentirebbe di dire a tutte le persone che come Vittorio dedicano la loro vita agli altri e alla pace, ha risposto: «Direi loro di non perdere mai il coraggio e di avere come obiettivo non la propria realizzazione personale ma l'impegno per gli altri, soprattutto per i più sfortunati, come faceva Vittorio».
«VIVEVA A CONTATTO CON LA GENTE COMUNE». «Lui non ha mai frequentato i potenti, i palazzi di Hamas», ha detto ancora la madre, «ma viveva a contatto con la gente in un due localini di un condominio che guardava sul porto». «Ripeteva sempre: restiamo umani anche nei momenti più difficili», ha ricordato Beretta, «e io alle volte gli chiedevo: come si fa a restare umani in certi momenti? E lui rispondeva che nonostante tutto l'umanità deve esserci sempre dentro di noi e dobbiamo portarla agli altrì».
«FOLGORATO DALLA PALESTINA». Vittorio «è sempre stato così, da quando ha finito la maturità ha cominciato ad andare in Paesi diversi e in Israele e Palestina è arrivato nel 2002 quasi casualmente. Mi diceva di essere restato quasi folgorato dal Damasco Gate e dal suo arrivo a Gerusalemme Est. Ha capito», ha concluso la madre, «che il suo lavoro si sarebbe concentrato nella Palestina».
Beretta è in contatto con il ministero degli Esteri italiano per ottenere informazioni sulle modalità di rientro della salma di suo figlio.

Nel video qui sotto il racconto della vita di Vittorio Arrigoni, nelle parole dello stesso 36enne.

Venerdì, 15 Aprile 2011


Leggi la versione breve di questo articolo
File multimediali correlati a questo articolo

Vittorio Arrigoni, attivista dell'International Solidarity Movement.

5 foto
FOTO

Commenti (10)

folk70 16/apr/2011 | 22:52

Accecati dal Rancore
Caro lupusetagnus sono d'accordo con te, leggere certi commenti altro che pelle d'oca..
Gente come Boaz che scrive accecato dall'odio non si ferma a riflettere prima di scrivere certe fesserie.
Una vita piena di rancore e frustrazione alimenta la vostra rabbia...
Se sapesse veramente chi era Vittorio e il suo lavoro abbasserebbe i toni e misurerebbe le parole.
Ignorante e presuntuoso.

lupusetagnus 16/apr/2011 | 12:48

Grazie Vittorio
leggo alcuni commenti e mi viene la pelle d' oca .....avremmo bisogno di tante persone come Vittorio....
e sono certo che altri arriveranno e si batteranno per ideali e cause anche molto lontane da noi....
alla sua famiglia e ai suoi amici un sentito messaggio di partecipazione al loro dolore.

Boaz 16/apr/2011 | 12:10

cultura ed inteligenza araba!!!
inteligenza e cultura araba ! : Dopo ogni strage compiuta in Israele, i palesinesi festeggiano per le strade di Gaza distribuendo dolciumi alla popolazione, mi ricordo le manifestazioni di gioia nella strade di Copenhagen piena di arabi alla vista del crollo torri gemelle 21.11.2001 , questi sono gli amici della sinistra chic italiana!!! e all'improviso state scoprendo che il mondo arabo è pieno di dittature feroci adossando anche qui la colpa all'occidente , (ma se le dittatura fan parte della cultura araba)

ferruccio 16/apr/2011 | 10:46

Una morte strana
E' comunque una morte strana, c'è odore di faide tra palestinesi ma anche di servizi segreti. Chissà se la verità verrà mai fuori

Boaz 16/apr/2011 | 09:31

Finto pacifista, guerra fondaio
Altro che pacifista, s'immergeva nell odio, formentava l'odio il falso pacifista... pacifinto. viveva d'odio.Israele è uscita da Gaza 7-8 anni fa e lui Da buon pacifista avrebbe dovuto avvisare i suoi amici arabi (non troppo inteligenti) che il continuo lancio di missili razzi , kamikaz ed altre delizie non giovavano agli arabi di Hamastan!! la situazione a Gaza cadde sulla sua coscienza e quella di altri "pacifisti one way"

agenor 15/apr/2011 | 19:04

pacifisti?
ma, l'Italia ha bisogno di " volontari" che si schierino,parteggino,e con popoli adusi al terrorismo (oltre una studiata spropositata proliferazione,per poi potersi lamentare,essere tanti e poter vantare pretese internazionali:nella ‘striscia’ di 40 KM,rapidamente 1.500.000 abitanti,come nell’intera Liguria) o piuttosto di raccoglitori di pomodoro in Campania?Chi semina spine, non vada senza scarpe.

LUCCAR 15/apr/2011 | 10:48

non ho parole. è una delle tantissime brutte giornate.

folk70 15/apr/2011 | 09:56

Tristezza Infinita
Stamattina ho sentito la triste notizia alla radio mentre andavo a lavorare e me ne sarei tornato a casa..
Una tristezza infinita mi ha suscitato. Nel tempo (quando a Gaza sotto le bombe israeliane non erano rimasti più giornalisti, tranne lui) avevo imparato ad amare e rispettare Vittorio, il suo lavoro, il suo coraggio, la sua pietas..
Un abbraccio forte a tutte le persone a lui vicine.
Ci mancherai.
Enrico Rambaldi

Fabio 15/apr/2011 | 09:11

Come siamo ridotti!
Gli italiani considerati infedeli occidentali!?
Come sono lontani i tempi di Andreotti al ministero degli Esteri, quando la nostra politica in Palestina, in Libano e in Medio Oriente ci faceva ritenere interlocutori attendibili e autorevoli.
Ora i nostri voolontari vengono utilizzati per la guerra interna tra le fazioni dei palestinesi e il nostro governo conta molto meno di zero. Complimenti a Frattini e ai suoi inutili consiglieri.

malaspi 15/apr/2011 | 06:23

antenati morti
I gruppi apocalittici che rivendicano a sè purificazioni in nome della morte si armano della disumanità sconfessata anche dal Corano ( la legge del taglione rivendicata dal biblico Pentateuco è attenuata con l'indennizzo: Sura,II,v.178). Di più le rivolte magrebine in nome della dignità relegano i deliri salaffiti nel passato come avviene di tutte le ideologie anti-vita. Molta gioventà islamica capisce che non si può vivere solo per darsi e dare la morte...

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati