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Cronaca 

La minaccia di Al Qaeda

Germania sotto scacco

La stampa tedesca commenta le misure di sicurezza antiterrorismo.

Articolo completo

Da Berlino
Pierluigi Mennitti

Questa volta l’allarme è serio: la Germania è sotto minaccia di un grave attentato terroristico islamico. In una conferenza stampa inusuale, convocata in tutta fretta, il ministro degli Interni Thomas de Maziére ha abbandonato la prudenza che lo aveva contraddistinto nelle settimane passate (leggi l'articolo) e ha citato luoghi, obiettivi e anche un periodo: dal 22 novembre sino a fine mese.
Sommando informazioni provenienti dai servizi di sicurezza di un Paese alleato (presumibilmente gli Usa) e interni, «esiste il concreto pericolo di un grave attentato terroristico entro i confini nazionali», ha detto il ministro. Le segnalazioni riguardano un commando di due o quattro uomini, appartenenti al gruppo di Al Qaeda, che starebbe tentando o è già riuscito a entrare in Germania con l’intenzione di colpire luoghi affollati e compiere una strage.

La pista della Namibia

E il primo segnale è venuto da lontano, dalla Namibia, e precisamente dall’aeroporto di Windhoek, capitale del paradiso vacanziero dell’ex colonia africana. Come ha raccontato la Bild il 19 novembre, mentre un boeing della Air Berlin rollava i motori in pista, gli addetti alla sicurezza hanno individuato un pacco contenente una carica esplosiva collegata a una miccia e a un timer.
L’aereo con i 296 vacanzieri è partito in ritardo alla volta di Monaco dove è atterrato in nottata e in Namibia sono volati gli esperti di antiterrorismo tedeschi di stanza in Sud Africa per stabilire se si fosse trattato di un diversivo per testare le misure di sicurezza dello scalo namibiano o se l’intenzione fosse quella di spedire il pacco in Germania.
Ipotesi, quest’ultima, che de Maziére ha caldeggiato a margine della riunione dei ministri dell’Interno dei Länder tedeschi ad Amburgo, un incontro che tradizionalmente si svolge a novembre, ma che questa volta è stato utilizzato per coordinare le misure di sicurezza.

Monaco, Amburgo, Berlino nel mirino

Monaco è uno degli obiettivi concreti citati dal ministro degli Interni del Rheinland-Pfalz, Karl Peter Bruch, come ha scritto la Süddeutsche Zeitung, il quale ha aggiunto alla lista anche Amburgo, Berlino e la regione della Ruhr, l’ex zona mineraria ancora per due mesi capitale europea della cultura.
Ma quel che mette più angoscia in queste ore è l’informazione fornita dai servizi sull’intenzione dei terroristi di voler colpire luoghi affollati come i mercatini di Natale, che nei prossimi giorni apriranno i battenti in tutte le piazze del Paese. Una tradizione che attira da sempre cittadini tedeschi e turisti stranieri e che negli ultimi anni è diventato un volano decisivo per il turismo invernale in Germania.
Il Berliner Morgenpost ha spedito un suo cronista sul Gendarmenmarkt, dove gli addetti stanno allestendo stand e tende per quello che è diventato il più grande Weihnachtsmarkt della capitale (il mercato di Natale). «Siamo in contatto con una ditta di sicurezza privata per rafforzare i controlli agli ingressi», ha detto la responsabile Gunda Kniep, che dal 18 novembre è in contatto con gli uomini dei servizi segreti.
Lo stesso avverrà per gli altri mercatini, dove al fianco delle forze dell’ordine saranno impiegati addetti alla sicurezza di ditte private: «Faremo tutto il possibile affinché le persone possano sentirsi tranquille visitando le nostre bancarelle». Ma quanto il dispiegamento di forze possa essere insufficiente, lo dimostra un semplice numero: solo a Berlino, sono 60 i mercatini aperti nelle settimane pre-natalizie, alcuni tutti i giorni, altri solo nel fine settimana. Particolare preoccupazione suscita il tradizionale mercatino ebraico, il Chanukka-Markt, che si tiene all’interno del Museo ebraico di Kreuzberg.

L'appello del ministro: «Cittadini collaborate»

Nel frattempo, come ha riportato la Welt, in tutta la Germania è stata alzata la soglia di allarme attorno agli obiettivi tradizionalmente sensibili come stazioni e aeroporti, metropolitane, ambasciate ed edifici pubblici.
Misure non consuete in un Paese che pure non è nuovo, specie negli ultimi tempi, a minacce da ambienti islamici e che al suo interno ha covato e cova cellule dormienti pronte ad attivarsi in ogni momento. Così, fa un certo effetto osservare i poliziotti armati che pattugliano i nodi del traffico aereo e ferroviario o guardare la piazza di fronte al Parlamento federale transennata da barriere, anche se il capo della polizia ha lamentato in tivù che le forze sono insufficienti e i meccanismi di controllo inadeguati, soprattutto per quel che riguarda il supporto legislativo alle indagini preventive.
Nella sua conferenza stampa, de Maziére aveva anche lanciato l’appello ai cittadini a collaborare, aprendo gli occhi e segnalando alle forze dell’ordine ogni pacco sospetto o valigia abbandonata e non lasciarsi prendere dall’isteria. Ma se per la prima volta l’allarme è preso sul serio nella sua gravità, non tutti riescono a tenere i nervi saldi, neppure tra i politici. Così, ha scritto sempre la Welt, il responsabile degli Interni del Land di Berlino, il socialdemocratico Erhart Körting, ha invitato i berlinesi ad andare oltre un normale livello di attenzione: «Se percepite qualcosa negli appartamenti vicini», ha esortato Körting, «magari laddove di recente si sono trasferite strane persone la cui vita non si fa osservare, e che parlano in arabo o in una lingua straniera che non capite, allora avvisate le autorità affinché diano un’occhiata a quel che succede».

Il terrore psicologico è già scoppiato

«Ai responsabili politici tocca l’ingrato compito di stabilire quando è il caso di allarmare la popolazione», ha commentato lo Spiegel «e una volta vengono accusati di aver detto troppo, l’altra di aver detto troppo poco». Gli attentati più recenti come Madrid, Londra e Mumbai, non si sono potuti evitare, nonostante gli avvertimenti preventivi delle autorità.
«Questa volta de Maziére ha cambiato aggettivo», ha concluso il magazine, «parlando di segnalazioni concrete invece che astratte, come aveva fatto in precedenza. Ed è immaginabile che, passata la data del 30 novembre, le misure di sicurezza verranno prolungate anche nelle settimane successive. Che Al Qaeda sia davvero in grado di compiere un attentato stragista in Germania non è dato sapere. Ma un successo psicologico lo ha già ottenuto, il terrore non è solo una bomba, ma anche la paura che si riesce a diffondere prima».

Venerdì, 19 Novembre 2010


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Il palazzo del Bundestag, sede del Parlamento tedesco, a Berlino transennato per motivi di sicurezza.

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