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Cronaca 

TERREMOTO

Trema tutto il Nord

Doppia scossa in Emilia Romagna: magnitudo 4.9 e 3.5.

di Luca Burini

Il Nord Italia nel panico per il terremoto. La scossa, registrata la mattina del 25 gennaio alcuni minuti dopo le 9, è stata di magnitudo 4.9 sulla scala Richter secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e di magnitudo 5.1 secondo Usgs, l'agenzia scientifica del governo degli Stati Uniti e ha avuto l'epicentro nella pianura padana emiliana, in provincia di Reggio Emilia. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche a Pomponesco e Viadana (Mantova) e Sorbolo (Parma), anche se, secondo quanto accertato dall'Istituto di geofisica, i comuni più vicini al nucleo del sisma sono quelli Poviglio, Bresciello e Castel di Sotto (guarda la gallery del terremoto).
Sempre nel reggiano, attorno alle 19, si è registrata una nuova scossa di terremoto di magnitudo di 3.5 e una profondità di 30 chilometri. I comuni prossimi all'epicentro sono ancora Poviglio, Boretto e Brescello.
Il sismologo dell'Ingv Alessandro Amato, parlando della scossa della mattina, ha spiegato che si tratta di un sisma abbastanza profondo, fra i 25 e i 30 chilometri legato ai movimenti della placca adriatica, che si estende sotto l'area pianeggiante e si deforma verso Sud, per poi scendere sotto l'Appennino. Nonostante la Protezione civile della Provincia di Reggio Emilia abbia confermato, con una nota, che «al momento non risultano segnalati particolari danni a cose o persone», ci sarebbe un numero limitato di feriti «dovuti a panico, quindi sono situazioni indirette rispetto al terremoto».
CREPE IN UNA SCUOLA. Sarebbero poi caduti calcinacci dagli edifici (anche nella 'chiesa di Don Camillo' a Brescello) e la rete di telefonia mobile è rimasta intasata per alcuni minuti. Rallentati anche i treni fra Bologna e Milano. Una replica del sisma si è avvertita alle ore 9.24, ma «difficilmente ci saranno scosse superiori, perché la zona è a bassa sismicità». Daniele Spallarossa, docente di Sismologia all'università di Genova, non ha però escluso che «altri eventi sismici, nelle prossime ore, possano essere avvertiti dalla popolazione».
Alcune crepe, seppur di lieve entità secondo i primi riscontri, sono state rilevate nella scuola elementare di Bagno, una frazione di Reggio Emilia. L'istituto scolastico, che ha sede in un edificio di non recente costruzione in via Boiardo, è stato evacuato a scopo precauzionale, come vari altri nel territorio reggiano. Sono stati subito disposti controlli sulla staticità dello stabile.

  • Nell'immagine elaborata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l'epicentro del terremoto registrato la mattina  del 25 gennaio tra Reggio Emilia e Parma.

Tremano anche Lombardia, Piemone, Ligura, Veneto e Toscana

Anche a Milano e in provincia è stata avvertita la scossa da alcuni cittadini che ha fatto tremare i piani alti di alcuni palazzi. In diversi, infatti, hanno telefonato ai vigili del fuoco e alla polizia locale, preoccupati, per chiedere informazioni. Secondo quanto precisato dai vigili del fuoco e dal 118, che hanno svolto sopralluoghi in 400 edifici scolastici, però, non sono stati registrati danni. Le unità operative sono già state allertate, pronte a intervenire in caso di necessità. Due scuole sono state chiuse in via Ugo Pisa e in via S. Orsola gli istituti sono stati prima evacuati e poi, su decisione dei rispettivi dirigenti scolastici, chiusi con gli studenti rimandati a casa. Ci sono problemi nella chiesa di San Martino a Cinisello Balsamo messa in sicurezza per la caduta di alcune statue.
PAURA IN PIEMONTE. Dopo le ore 9 Torino ha tremato. L'Istituto di Geofisica ha registrato la scossa alle 9.06 e l'ha definitiva significativa.
LIGURIA  E VENETO NEL PANICO. Il sisma è stato avvertito nello stesso istante anche in Liguria e in Veneto. Decine le telefonate degli abitanti alle centrali operative dei vigili del fuoco. Non si sono registrati, al momento, danni a cose o persone. A Verona si è deciso di far evacuare gli alunni e il personale scolastico degli istituti superiori della città e della provincia. La decisione è stata adottata in via cautelativa anche a causa della comparsa delle prime crepe sui muri.
ALLARME IN TOSCANA. Il fenomeno ha interessato anche la Toscana. In particolare, la scossa è stata avvertita a Firenze e nella parte Nord occidentale della regione, nelle province di Lucca e Massa Carrara. Gli abitanti dei piani alti dei palazzi sono spaventati.
A FOGGIA UNA LIEVE SCOSSA . Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 è stata poi registrata alle 10.04 in provincia di Foggia con epicentro nel capoluogo dauno. Lievi scosse sono state registrate anche a Rignano Garganico e San Marco in Lamis. Non ci sono feriti e non si registrano danni.

  • Nell'immagine del Mediterranean Sismological Center, la «striscia» di scosse registrate la mattina del 25 gennaio. In pochi minuti si è assistito ad una serie di terremoti dal Medio Oriente attraverso la Grecia fino al Nord Italia.

L'epicentro nel paese di Peppone e Don Camillo

A Brescello, il paese di Peppone e Don Camillo dove il terremoto ha avuto il suo epicentro, c'è stata «tanta paura» ma, sostanzialmente, niente danni ad eccezione di qualche crepa e qualche calcinaccio caduto nella chiesa del parroco nato dalla fantasia di Giovanni Guareschi. «C'è stata tanta paura», ha osservato il sindaco di Brescello, Giuseppe Vezzani, «mai sentito, a mia memoria, una scossa di questa intensità. Mi sono precipitato a scuola insieme ai tecnici, non abbiamo riscontrato danni e il piano di evacuazione ha funzionato: erano usciti tutti».
«LA GENTE È SCESA IN STRADA». Riandando con la memoria intorno alle 9 di questa mattina, il sindaco ha poi spiegato che «la gente è scesa in piazza e in strada» allarmata dalla scossa sussultoria, ma in paese «non si sono registrati danni, solo qualcuno lieve in tre chiese del paese» senza alcuna conseguenza.
«I danni» ha osservato don Giovanni Davoli, riferendosi alla chiesa di Santa Maria Nascente, più comunemente nota come la 'chiesa di Don Camillo, «sono circoscritti nelle navate laterali della chiesa. Sono caduti dei calcinacci e in alto ci sono delle crepe. Ci vogliono i tecnici per valutare se siano strutturali o meno».
«DANNI CIRCOSCRITTI». Alcuni calcinacci sono caduti anche nella chiesa della Concezione e in quella di Lentigione, anche qui senza particolari conseguenze. Al momento della scossa, ha ricordato don Davoli, «sembrava di sentire il motore di un Tir ingabbiato nelle mura di casa. Ho sentito l'armadio che scricchiolava e», ha proseguito il parroco, a Brescello dal 2007, «sono sceso a salutare e a sincerarmi delle condizioni di don Giuliano, il parroco emerito qui da 30 anni, e poi sono andato in parrocchia» a controllare se vi fossero danni. In paese, dove splende un sole primaverile nonostante le temperature rigide, gli abitanti raccontano di una grande paura al momento della scossa, ma poi di una sostanziale tranquillità-

Nella notte scosse nel veronese

Nella notte del 25 gennaio un'altra scossa di terremoto di magnitudo 4.2 è stata registrata a 00.54 in provincia di Verona. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10,3 km di profondità e epicentro in prossimità dei comuni di Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant'Anna d'Alfaedo. Non risultano danni a persone o cose.
La scossa è stata seguita all'1.05 da una replica di 2.1 gradi della scala Richter.
Sarebbero quattro in totale le scosse registrate nella zona delle Prealpi venete dalla sera del 24 gennaio (le prime due di magnitudo 2.7 e 2.1 alle 20.41 e alle 20.49).
La sismologa Giovanna Cultrera, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha chiarito che non ci sarebbe un legame diretto fra la scossa avvenuta nel Reggiano e la sequenza di terremoti avvenuti nella zona di Verona: «Tuttavia entrambi i fenomeni sono legati al movimento della placca Adriatica».

Mercoledì, 25 Gennaio 2012


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