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Cronaca 

LA VIOLENZA

Arancia meccanica a Perugia

Donna stuprata davanti alla nipote. Poi il furto.

Violentata durante una rapina in una villetta isolata nella campagna alle porte di Perugia: è quanto successo la notte del 3 febbraio a una donna di 54 anni, originaria del Sud America, che insieme alla nipote, di 14 anni, era nella casa dove abitano la figlia e il suo compagno (assenti in quel momento). Un colpo che ha fruttato circa 20 mila euro in gioielli e denaro (custoditi in una cassaforte) a due malviventi probabilmente originari dell'Est europeo. Sono ora ricercati dai carabinieri del comando provinciale perugino.
La donna non abita nella villetta, in località Resina, ma in un altro appartamento del capoluogo umbro.
LA VIOLENZA SESSUALE NELLA TAVERNA. Nella sera del 3 febbraio, come talvolta faceva, si era però recata lì per stare insieme alla nipote mentre la figlia e il suo compagno, proprietario dell'abitazione e titolare di un'attività erano al lavoro.
Verso le 22.30 la donna ha aperto la porta di casa per far uscire il cane e a quel punto - secondo quanto emerso dall'indagine dei carabinieri - i malviventi hanno fatto irruzione con il volto coperto con degli scaldacollo utilizzati a mò di passamontagna ed armati di fucile e pistola.
I due hanno subito cominciato a minacciare nonna e nipote per farsi rivelare dove fosse la cassaforte e consegnare la chiave, ma le due hanno risposto di non saperlo. Improvvisamente uno dei rapinatori - hanno accertato i militari - ha costretto la donna a seguirlo in taverna. Lontano dagli occhi della nipote l'ha così violentata.
Intanto l'altro malvivente cercava di rassicurare la quattordicenne rimasta con lui in un salone della villetta. «Tranquilla, stai tranquilla» le avrebbe ripetuto più volte. Dopo diversi minuti anche la nonna è stata nuovamente condotta lì e tutti insieme, senza che ci fossero altre violenze, hanno
atteso fino a mezzanotte quando nella villetta sono tornati il proprietario e la sua compagna.
FAMIGLIA LEGATA COI CAVI PRIMA DELLA FUGA . Sotto la minaccia delle armi i due hanno costretto l'uomo a indicare dove fosse la cassaforte e a consegnare la chiave.
Hanno così prelevato contanti e preziosi per circa 20 mila euro, nonché una pistola priva di caricatore.
Prima di allontanarsi i malviventi hanno legato la famiglia utilizzando i cavi di caricabatterie per telefoni cellulari.
Quindi la fuga, poco dopo la quale l'uomo è riuscito a liberarsi e a dare l'allarme.
La donna violentata è stata portata in ospedale e ricoverata in stato di choc con una prognosi di sei giorni. Le sue condizioni non sono comunque gravi.
I carabinieri hanno invece subito avviato le indagini che si indirizzano in particolare sulla pista straniera. Forse dell'est europeo come lascerebbe ipotizzare l'accento dei rapinatori.
Diversi gli elementi al vaglio degli investigatori che però mantengono un riserbo assoluto sugli accertamenti in corso.

Sabato, 04 Febbraio 2012


Commenti (2)

jasonarrow 05/feb/2012 | 23:03

senza tanti sconti
Carcere duro a vita...ma sappiamo benissimo che la legge italiana è abbastanza garantista!!!

Alessandromagno 05/feb/2012 | 10:48

Yes we can !
Ma sì, ricerchiamoli ed acchiappiamoli, tanto a metterli fuori se non ci pensa Paola Severino a condannarli a lavare i piatti in qualche pizzeria, ci penserà sicuramente la Cassazione !!

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