Cronaca
MEDIO ORIENTE
Siria, 55 attivisti uccisi dai militari: 39 solo a Homs
Due esplosioni ad Aleppo. A Roma caos davanti all'ambasciata.
Sarebbero 55 le vittime, di cui 39 solo a Homs, dell'offensiva militare governativa contro le sacche di resistenza in Siria del 10 febbraio. A riferirlo, il Supremo consiglio della rivoluzione, una delle sigle degli attivisti in rivolta. Secondo il viceministro degli esteri russo Mikhail Bogdanov, citato dall'agenzia Itar-Tass, forze speciali del Qatar e della Gran Bretagna starebbero agendo sul territorio.
ALEPPO: DUPLICE ATTENTATO. Due violente esplosioni hanno scosso Aleppo. Secondo le fonti citate da al Arabiya, le deflagrazioni - definite dall'agenzia di Stato Sana «attacchi terroristici suicidi» - sarebbero avvenute nei pressi del quartier generale della polizia nella città. Secondo l'agenzia, ci sono «25 morti e 175 feriti tra militari, civili e agenti delle forze di sicurezza».
Il colonnello siriano Riad al Assaad, comandante dell'Esercito libero siriano (Esl) formato dai disertori che si sono uniti ai manifestanti anti-regime, ha accusato il governo di Damasco tramite la tivù panaraba al Arabiya di esser dietro al duplice attentato compiuto ad Aleppo.
ATTACCO A HOMS. Qualche chilometro più a Sud, nella città di Homs, i carri armati del regime hanno lanciato un attacco contro il quartiere di Inchaat.
Sarebbero almeno 30 i corpi senza vita giunti nella mattina del 10 in un ospedale improvvisato nel quartiere di Bab Amro, nella parte Sud-occidentale della città, da cinque giorni sotto il fuoco dell'artiglieria governativa. A riferirlo, un medico da campo sul posto. Identificatosi come Ali Hazzuri, il medico ha affermato che «centinaia di feriti non possono essere curati e soccorsi» a causa della mancanza dei medicamenti necessari. L'ospedale improvvisato a Bab Amro era stato colpito mercoledì 8 da colpi di mortaio e in parte danneggiato.
PROTESTA A ROMA. Nel frattempo, in Italia, 10 attivisti siriani hanno tentato di entrare nell'ambasciata, in piazza dell'Ara Coeli, al centro di Roma, ma sono stati bloccati dalla Digos che ha iniziato a interrogarli.
I dimostranti stavano manifestando per protestare contro la situazione politica in Siria, messa in ginocchio dagli scontri tra gli attivisti e il regime di Bashar al Assad. Scontri ai quali, secondo fonti d'intelligence, hanno recentemente preso parte anche truppe turche, britanniche e qatariote.
RUSSIA, LA DUMA AL VOTO SULLA SIRIA. Sul fronte diplomatico, da segnalare che la Duma, il ramo basso del parlamento russo, ha in agenda il 10 febbraio il voto su una risoluzione sulla Siria che chiede di prevenire uno scenario libico e l'interferenza straniera per cambiare l'attuale leadership del Paese.
Il presidente della commissione affari internazionali, Alexei Pushkov, ha spiegato che si tratta di una risposta «alla reazione durissima e talvolta anche isterica di alcuni Paesi» al veto russo contro la risoluzione occidentale proposta al Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Il re saudita Abdullah ha affermato che il veto contro il regime siriano, «ha scosso la fiducia nelle Nazioni Unite» e che «non preannuncia nulla di buono».
Venerdì, 10 Febbraio 2012
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tutto un'po' strano...
a me quello che sta succedendo in medioriente,dall'iraq all'afghanistan,passando dalla libia e dalla siria e dall'iran,mi lascia molto perplesso in quanto ritengo che si nascondano molte cose ed a noi giunge solo una parziale verita' forse manipolata in qualche sua parte.
Mi sembra piu' uno stravolgimento voluto dall'occidente tranne forse per l'egitto e la tunisia....forse....
Come mi e' sempre sembrata strana la rivoluzione in Romania e la fine dell'ex urss...mah chissa' se ci stanno raccontando molte panzane ed invece non e' in atto una guerra geopolitica???
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