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Cronaca 

IL CASO

Sandri, verdetto della Cassazione martedì 14

Gabriele è stato ucciso nel 2007 dall'agente Luigi Spaccarotella.

È atteso attorno alle ore 16 di martedì 14 febbraio il verdetto della I sezione penale della Cassazione che dovrà decidere se confermare o meno la condanna a nove anni e quattro mesi di reclusione per omicidio volontario nei confronti dell'agente calabrese della Polstrada, sospeso dal servizio, Luigi Spaccarotella, accusato dell'omicidio del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri colpito l'11 novembre 2007 nell'area di servizio Badia al Pino (Arezzo).
IL FRATELLO. «ESEMPIO DI DOLO EVENTUALE». «Quello che purtroppo è accaduto a Gabriele», ha affermato il fratello Cristiano «è un esempio di scuola di dolo eventuale: è inimmaginabile che un operatore esperto non si possa essere reso conto e quindi non abbia avuto la certezza del rischio di quello che commetteva sparando contro una macchina dove viaggiavano cinque ragazzi». La famiglia Sandri si attende «la conferma della sentenza di appello. Senza il riconoscimento del fatto colposo le strade italiane potrebbero diventare dei far west».

Il sostituto procuratore: «Confermare la condanna d'appello»

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Francesco Iacoviello ha chiesto che «deve essere confermata la condanna d'appello nei confronti di Spaccarotella». Per il pg, dunque, si trattò di omicidio volontario e non colposo come invece ritenuto dai giudici di primo grado.
In primo grado l'agente era stato condannato dalla Corte di Assise di Arezzo, il 14 luglio 2009, a circa cinque anni per omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento.
«NON SPARÒ ALLE GOMME». Per Iacoviello l'agente (sospeso dal servizio e che attende nella sua casa di Arezzo il verdetto della Cassazione) «non stava mirando alle gomme della Renault sulla quale si trovava Gabriele», ma «sparò perché voleva colpire la macchina e l'ha colpita». La vittima «è stata colpita al collo, se ci fosse stata una deviazione della rete, al massimo, sarebbe stata attinta al petto!». Se a sparare fosse stato «un pregiudicato, anziché un poliziotto», il giudice «avrebbe impiegato solo una manciata di secondi per condannarlo per omicidio volontario con dolo eventuale».

Martedì, 14 Febbraio 2012


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Gabriele Sandri.

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