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Cronaca 

capitali da visitare

Berlino come New York

Multiculturale e strategica, per il Morgenpost è la città del momento.

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Da Berlino
di Pierluigi Mennitti

Multiculturale, creativa, alla moda. La città dove molti vorrebbero vivere, che tutti devono visitare e alla quale in mezzo milione hanno chiesto l'amicizia, ricambiata, su Facebook. Se provate a dire a un berlinese che si tratta della sua città, probabilmente alzerà le spalle, vi prenderà per pazzi e, nel migliore dei casi, vi manderà a quel paese con una di quelle espressioni sgarbate che fanno parte del franco e irrispettoso gergo locale. Eppure per gli stranieri è proprio così: Berlino è la città del momento.
NOTORIETÁ MONDIALE. Se ne compiace, ovviamente, il Berliner Morgenpost, che ha spiegato ai suoi lettori come la fama della capitale tedesca abbia ormai raggiunto una notorietà mondiale che forse solo New York può ancora vantare (e, difatti, per rimanere nel campo un po' frivolo della popolarità su Facebook, è l'unica metropoli che annovera più fan). «Mai come in questi anni così tanti studenti stranieri frequentano le università berlinesi, così tanti turisti hanno visitato la nostra città, tante imprese locali hanno esportato beni e servizi in tutto il mondo e tanti cittadini sono venuti dall'estero per acquistare una casa sulle rive della Sprea», ha celebrato il quotidiano.
UNA TRATTA AMBITA. Un tempo snobbata dalle compagnie aeree internazionali (e prima della caduta del Muro tagliata fuori per legge anche dai collegamenti diretti della Lufthansa con le altre città tedesche), gli aeroporti cittadini sono sempre più ingolfati dalle nuove rotte di voli tradizionali e low-cost in arrivo da ogni angolo del globo, tanto che l'apertura il prossimo anno di un grande aeroporto internazionale a sud-est della città giunge addirittura in ritardo rispetto alle esigenze attuali.

Berlino, città senza frontiere

Capitale della creatività artistica lo era già da tempo, una sorta di swinging London degli anni Duemila, culla di ogni sogno da realizzare, che sia una mostra o una galleria d'arte, una rappresentazione teatrale o cabarettistica, un'atelier di moda possibilmente d'avanguardia. Ora crescono anche altri settori: «Secondo uno studio dell'Ibm, Berlino sta approfittando della sua rilucente immagine internazionale per affermarsi definitivamente come luogo d'eccellenza per gente giovane e creativa», ha rivelato il Morgenpost. Una scossa elettrizzante che attraversa la capitale tedesca riunificata, rivitalizzandone la vita culturale e l'economia e offrendole l'opportunità di ritagliarsi un ruolo da protagonista per i prossimi decenni. Soprattutto in nuovi settori.
UN CENTRO STRATEGICO. «Un interesse crescente non solo in Europa ma anche in Asia: per i nostri clienti la capitale tedesca è divenuta la sede strategica in cui spostare il loro business, soprattutto perché, proprio come Hong Kong, Berlino si caratterizza per uno spirito multiculturale e per la presenza di persone provenienti da etnie e culture differenti», ha confermato Stephen Wong, direttore del ufficio di Hong Kong che ha appena inaugurato la sua rappresentanza a Berlino. In tempi di globalizzazione, è certamente una marcia in più. E Mark Wilson, responsabile operativo della Netjet, la seconda azienda mondiale fornitrice di aerei, ha detto: «Già oggi Berlino è un centro importante per l'economia tedesca e internazionale, ma la sua collocazione geografica al centro della nuova Europa allargata la pone in prima fila anche per lo sviluppo futuro di settori innovativi».
ECONOMIA IN CRESCITA. Insomma, se i berlinesi ancora non se ne sono accorti e gli altri tedeschi continuano a guardare con sospetto la loro capitale un tempo generosamente assistita, «l'economia cittadina si è già fortemente internazionalizzata, la quota delle esportazioni delle sue aziende è sensibilmente cresciuta negli ultimi anni e la sua posizione risulta sempre più attraente per le imprese straniere». Sempre secondo lo studio di Ibm, «nessuna città tedesca ha ottenuto nel 2009 così tanti investimenti diretti come Berlino».
ATENEI SENZA FRONTIERE. Le università sono il motore centrale di questo sviluppo. «In Germania, dopo Monaco, è la Freie Universität di Berlino il centro di ricerca preferito dai ricercatori stranieri, mentre il numero degli studenti nelle tre università della capitale provenienti da altri paesi è salito dai 5.000 del 2001 ai 22.360 di oggi, raggiungendo la quota del 18% rispetto al numero totale», ha concluso il Morgenpost. Tra questi, 1.300 cinesi e un migliaio di russi che arricchiscono il panorama di una città davvero senza più frontiere.

 

Lunedì, 10 Gennaio 2011


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