Belgio, trovate le impronte di Salah nel covo di Forest

Il terrorista latitante è stato nell'appartamento perquisito dopo la sparatoria. È uno dei fuggitivi?

18 Marzo 2016

Salah Abdeslam, terrorista in fuga dopo gli attacchi del 13 novembre a Parigi.

(© Ansa) Salah Abdeslam, terrorista in fuga dopo gli attacchi del 13 novembre a Parigi.

Ancora una volta è sfuggito alla polizia. Gli investigatori belgi che hanno organizzato il blitz a Forest del 15 marzo, per cercare Salah Abdeslam, avevano visto giusto, ma quando sono entrati nel covo era troppo tardi. Questione di settimane, giorni, o forse ore, impossibile dirlo. Salah era stato lì dentro, ma all'arrivo degli agenti era già scappato. Lo confermano le sue impronte digitali rinvenute durante le perquisizioni nell'appartamento.
IMPRONTE NON DATABILI. La procura non ha però voluto fornire altri dettagli «nell'interesse dell'inchiesta». Si apre così l'ipotesi che uno dei due uomini in fuga dall'appartemento della rue du Dries possa essere stato Salah. Le impronte digitali, però, non sono databili, quindi non si può sapere a quando queste risalgano.
Impronte e tracce di dna di Salah erano infatti già state ritrovate il 10 dicembre in un altro appartamento servito da covo terroristico perquisito a Schaerbeek, in rue Henri Bergé, dove erano state rinvenute anche tracce di esplosivo usato per fabbricare le cinture dei kamikaze.
Ciò che è certo è che prosegue la latitanza di Salah, ricercato da novembre come Mohamed Abrini. Per entrambi è stato emesso un mandato d'arresto internazionale.
UN PILASTRO DELL'ISIS. Salah, 27 anni, francese residente a Molenbeek, vicino a Bruxelles, è considerato un pilastro dell'organizzazione e dell'attuazione degli attentati, ha aiutato e accompagnato i kamikaze sui luoghi delle stragi, sicuramente allo Stade de France.
Suo fratello, Brahim, si è fatto esplodere nel bistrot di boulevard Voltaire, poco prima della strage al Bataclan. Abrini, un belga-marocchino di 30 anni, è suo complice.
Un video lo ha ripreso due giorni prima degli attentati al suo fianco in una stazione di servizio sulla A1, in direzione di Parigi. Era al volante della Renault Clio ritrovata parcheggiata nel 18esimo arrondissement di Parigi, servita per trasportare uno dei commando.
IN CELLA 13 SOSPETTI. Sono nove i kamikaze morti durante gli attacchi del 13 novembre, 13 le persone ancora in stato detenzione con l'accusa di essere collegate in un modo o nell'altro agli attentati: due sono in Francia, Jawad Bendaoud e Mohamed S., quest'ultimo accusato formalmente di essere legato a un'associazione terroristica.
Avrebbe messo in contatto Hasna Ait Boulahcen, la cugina di Abdelhamid Abaaoud, 'mente' degli attentati, con Jawad Bendaoud, intestatario del covo di Saint Denis. In 11 sono in carcere in Belgio, fra loro Mohamed Amri e Hamza Attou, i complici di Salah Abdeslam che lo riportarono da Parigi a Bruxelles e che furono fermati il 14 novembre.
Stessa accusa di fiancheggiamento per altri due fermati, Lazez Abraimi e Ali Oulkadi. Gli altri in cella in Belgio sono in qualche modo legati a Salah e sono stati tutti arrestati in perquisizioni a Molenbeek. Al di fuori di Francia e Belgio, 5 persone sono state fermate, una in Germania, una in Turchia, due in Austria e una Marocco.

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