Bruxelles, l'ombra del legame con Parigi

Lo stesso esplosivo di novembre. Abrini e Laachraoui ancora ricercati. Sono coinvolti?

22 Marzo 2016

Salah Abdeslam e Mohamed Abrini insieme in una stazione di servizio pochi giorni prima degli attentati di Parigi.

(© Ansa) Salah Abdeslam e Mohamed Abrini insieme in una stazione di servizio pochi giorni prima degli attentati di Parigi.

A distanza di ore dagli attentati che hanno sconvolto Bruxelles è ancora mistero sui reali esecutori degli attacchi all'aeroporto e alla metropolitana della capitale belga.
Due persone sono state fermate, altre cinque sarebbero braccate dalla polizia. Mentre i giornali belgi hanno diffuso la prima immagine dei presunti kamikaze di Zaventem, due dei quali sarebbero morti nel corso dell'esplosione.
LEGAMI CON PARIGI? L'interrogativo che molti ora si pongono è se esistano collegamenti tra l'organizzazione che ha pianificato gli assalti di Parigi del 13 novembre e l'affondo al cuore dell'Europa di queste ore.
QUATTRO GIORNO DOPO LA CATTURA. Può davvero essere stato la cattura di Salah Abdeslam ad accendere la miccia dell'attentato che ha devastato il Belgio? Secondo fonti dell'intelligence di Baghsdad, gli attacchi «sono stati pianificati due mesi fa a Raqqa, in Siria»: Bruxelles, tuttavia, «non era indicata tra gli obiettivi». Sarebbe finita nel mirino dei terroristi «a causa dell'arresto di Salah».
LO STESSO ESPLOSIVO. Oltre a questo, l'utilizzo dell'esplosivo Tatp, un mix chimico di facile composizione cui spesso fanno ricorso gli attentatori fai-da-te, lo stesso utilizzato nella capitale frencese, ha fatto pensare a un possibile coinvolgimento dei medesimi attentatori.
ANCORA DUE RICERCATI. Arrestato Salah, all'appello mancano infatti ancora due dei terroristi che hanno organizzato gli attentati parigini dello scorso 13 novembre: Mohamed Abrini e Najim Laachraoui, anche noto come Soufiane Keyal.
ABRINI L'ARTIFICIERE. Il primo, 30 anni con doppia nazionalità belga-marocchina, è considerato l'artificiere delle stragi di novembre. Era stato filmato proprio in compagnia di Salah in una stazione di servizio dell'Oise, 48 ore prima degli attentati. I due erano a bordo di una Clio, la stessa auto utilizzata durante gli attacchi. Su di lui pende un mandato di cattura internazionale, diramato dalla polizia belga.
L'altro terrorista ancora in fuga era noto inizialmente come Soufiane Kayal, ma le sue generalità si sono rivelate false. Il terrorista aveva infatti utilizzato una falsa carta d'identità belga. Anche lui avrebbe contribuito alla logistica degli attentati di Parigi.
IL NETWORK DI SALAH. Nel covo di Moleenbeek, dove è individuato Salah, sarebbero stati trovati degli indizi che avevano fatto supporre che il jihadista in questi mesi non se ne fosse stato nascosto senza fare nulla ma che stesse collaborando alla progettazione di nuovi attacchi. Un’ipotesi confermata anche dal ministro degli Esteri belga Didier Reynders, che ha parlato del fatto che Salah avesse ricostruito attorno a sé durante i quattro mesi di latitanza un network di jihadisti. Anche Laachraoui e Abrini potrebbero essere stati ospiti dell’appartamento dove è stato catturato Abdeslam Salah e sarebbero riusciti a fuggire in attesa di entrare in azione.

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