Bruxelles: tre kamikaze in azione, quarto uomo in fuga

Identificati tre terroristi. L'artificiere Najim Laachraoui suicida in aeroporto. Ritrovato il testamento audio di Ibrahim El Bakraoui. La Turchia: «Lo avevamo preso, il Belgio lo ha rilasciato».

23 Marzo 2016

Ibrahim El Bakraoui, kamikaze a Bruxelles, era stato arrestato dalla Turchia e poi rilasciato in Olanda, su indicazione del Belgio.

Ibrahim El Bakraoui, kamikaze a Bruxelles, era stato arrestato dalla Turchia e poi rilasciato in Olanda, su indicazione del Belgio.

Hanno un nome e un volto i tre kamikaze dell'Isis che hanno seminato la morte e il terrore a Bruxelles. Sono i fratelli Ibrahim e Khalid Bakraoui e l'artificiere degli attentati di Parigi, Najim Laachraoui.
Sono stati tutti identificati dalla polizia grazie alle impronte digitali e al Dna. Sono loro gli autori delle stragi. Ancora in fuga, non identificato e ricercato il quarto uomo, quello che indossa il cappello nelle riprese delle telecamere di sicurezza dell'aeroporto di Zaventem (cosa sappiamo finora).
IL KAMIKAZE ARRESTATO E RILASCIATO. Il bagno di sangue, con i suoi 32 morti e 300 feriti, forse si sarebbe potuto evitare. O quanto meno ostacolare e prevenie se uno dei kamikaze, Ibrahim Bakraoui, arrestato in Turchia a giugno 2015 come foreign fighter, non fosse stato estradato verso l'Europa e poi lasciato libero in Olanda su indicazione delle autorità belghe, secondo le quali non risultava confermato il suo coinvolgimento in attività terroristiche. L'ennesima falla nel sistema di sicurezza di Bruxelles è stata rivelata mecoledì 23 marzo direttamente dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un'intervista alla Cnn.
MORTO L'ARTIFICIERE DI PARIGI. Per quanto riguarda invece Najim Laachraoui, le sue tracce erano state ritrovate sia nei covi recentemente perquisiti dalla polizia belga, sia su almeno due cinture esplosive. Quella utilizzata dall'uomo bomba Ismael Mostefai al teatro Bataclan di Parigi, e quella dell'altro kamikaze con falso passaporto siriano che si è fatto esplodere allo Stade de France. La sua morte da kamikaze all'aeroporto di Zaventem è stata confermata.
 

  • A sinistra: Najim Laachraoui. Al centro: Ibrahim Bakraoui. Entrambi si sono fatti saltare in aria all'aeroporto. Il terzo kamikaze, Khalid Bakraoui, è esploso in metropolitana. Il quarto uomo, in foto con il cappello, è fuggito e non è stato ancora identificato.


CACCIA AL QUARTO UOMO. Prosegue invece la caccia al quarto uomo del commando, quello fotografato con il cappello insieme ai due kamikaze, che ha abbandonato inesplosa la sua valigia-bomba e si è dileguato tra la folla. Sulla sua identità non ci sono ancora maggiori particolari.
Mentre le indagini continuano senza sosta tra le polemiche, il Belgio e Bruxelles, ancora sotto choc, si fermano per commemorare le vittime della carneficina.
LA VITTIMA D'ORIGINE ITALIANA. Tra le vittime sembra sempre più probabile la presenza di una donna d'origine italiana. Patricia Rizzo, funzionario Ue proveniente da una famiglia di emigrati originaria di Calascibetta, in provincia di Enna, risulta dispersa da martedì mattina mattina. I suoi familiari sono stati convocati nell'ospedale militare di Bruxelles, dove sono state raccolti i resti delle vittime dell'attentato alla metropolitana, per agevolare l'eventuale identificazione. Un'operazione che, per la maggior parte dei morti, si sta rivelando assai difficile e penosa a causa della devastazione subita dai corpi. E che, nel caso di Patricia Rizzo, non ha ancora portato ad alcuna certezza.
TUTTI I LEGAMI CON PARIGI. Le testimonianze e gli altri elementi emersi nelle ultime ore indicano chiaramente sia il legame tra il commando di Bruxelles e quello che colpì Parigi lo scorso 13 novembre, sia l'esplicita volontà da parte dei terroristi di massimizzare gli effetti degli attentati, utilizzando ordigni riempiti di chiodi. Inoltre, Khalid El Bakraoui è risultato essere colui che non solo aveva affittato sotto falso nome l'appartamento di Forest dove sono state rinvenute le tracce di Salah Abdeslam, ma anche la base di Charleroi che era servita per la preparazione delle stragi compiute nella capitale francese.
IL TESTAMENTO NEL COVO DI SCHAERBEEK. Tracce importanti per le indagini (15 chili di esplosivo, chiodi, un drappo dell'Isis e altro materiale per costruire ordigni) sono state trovate nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 marzo nel covo di Schaerbeek, da cui è ormai certo sia partito il commando dell'aeroporto. Lo ha denunciato ex post il tassista che ha portato i tre a destinazione, ricordando la cautela con cui i suoi clienti avevano maneggiato i loro bagagli-bomba. E sempre a Schaerbeek è stato trovato il pc con il testamento audio di Ibrahim El Bakraoui, in cui il terrorista indicava la volontà di vendicare Salah Abdeslam e allo stesso tempo la determinazione a non finire anche lui in carcere.
GLI ATTENTATI ANTICIPATI. Tutti elementi che avvalorano l'ipotesi secondo cui gli attentati di Bruxelles sarebebro stati anticipati rispetto alla data prevista, ovvero il giorno di Pasquetta. Intanto sul fronte politico la visita a Bruxelles del premier francese Manuel Valls, che si è incontrato con la Commissione Ue e il premier belga Chales Michel, ha fornito l'occasione per ribadire che ormai tra Isis ed Europa è guerra aperta. L'obiettivo di arrivare a un sistema di difesa comune, per garantire meglio la sicurezza degli Stati membri, è un'esigenza inderogabile. Così come quella di superare gli ostacoli che hanno finora impedito una più incisiva collaborazione tra i servizi segreti dei singoli Paesi, elemento chiave per la lotta e la prevenzione del terrorismo.
GIOVEDÌ RIUNIONE STRAORDINARIA DEI MINISTRI UE. In questa ottica, la presidenza di turno olandese dell'Unione ha deciso di convocare per giovedì 24 marzo una riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dei 28. Ma a Bruxelles, per tornare alla normalità, non basterà certo qualche riunione o qualche arresto. L'aeroporto resterà chiuso fino a nuovo ordine, causando non pochi disagi a chi si apprestava a partire per le vacanze di Pasqua. I trasporti hanno funzionato a scartamento ridotto, le stazioni ferroviarie sono state intasate da lunghe code dovute ai rafforzati controlli di sicurezza e le scuole sono rimaste mezze vuote.
LA PAURA CONTAGIA LO SPORT.  La paura, che i cittadini stanno cercando di esorcizzare riunendosi nel memoriale allestito davanti alla Borsa di Bruxelles, ha causato inevitabili conseguenze anche nel mondo dello sport. L'amichevole Belgio-Portogallo è stata spostata a Lisbona, e il giocatore argentino dell'Anderlecht, Matias Suarez, ha annunciato: «Ho molta paura e a giugno farò di tutto per andarmene».

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