Bruxelles, un anti-terrorismo allo sbaraglio

Due fermi nella capitale, ma non sono i ricercati. L'ennesimo flop della polizia, già finita nella bufera a novembre. Tra gattini sui social, cani feriti e surrealismo.

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16 Marzo 2016

da Bruxelles

Un agente delle forze speciali durante il blitz antiterrorismo nel quartiere di Forest a Bruxelles.

(© ansa) Un agente delle forze speciali durante il blitz antiterrorismo nel quartiere di Forest a Bruxelles.


Sui tetti di Bruxelles i gattini hanno smesso di miagolare e hanno iniziato ad applaudire. Alla fine li hanno presi! I due fuggitivi, i presunti terroristi, che il 15 marzo hanno seminato il panico nel quartiere di Forest a Bruxelles sparando raffiche di kalashnikov e ferendo tre poliziotti, sono stati arrestati.
È questo l'annuncio che tutti si aspettavano dal governatore federale il 16 marzo alle 11.30 del mattino, pochi minuti prima che iniziasse la conferenza stampa sull'esito delle operazioni.
COMMENTI SARCASTICI. L'annuncio della cattura dei due fuggitivi avrebbe dovuto bloccare, in extremis, la valanga di troll e commenti sarcastici che hanno accompagnato le ultime ore di terrore e surrealismo belga.
Ma non è così.
Perché «i due fuggitivi scappati dopo la sparatoria sono ancora in fuga», spiega il procuratore federale titolare dell'inchiesta. E le due persone arrestate durante la notte sono già state rilasciate: al momento non è certo che i due fermi siano coinvolti nella sparatoria.
Di certo c'è solo che un terzo uomo, di orgine algerina, è stato ucciso durante le operazioni. Vicino al suo corpo, oltre a un kalashnikov è stato trovata una bandiera dell'Isis e un libro sul salafismo.
Di certo c'è solo che le indagini continuano.
Ancora una volta, le operazioni di polizia avviate all'indomani degli attacchi terroristici di Parigi rischiano di finire con un altro buco nell'acqua: un pugno di terroristi in fuga e centinaia di poliziotti lanciati in un disperato quanto fallimentare inseguimento.
SALAH ANCORA LIBERO. Così è accaduto durante la caccia di Salah Abdeslam - il terrorista francese naturalizzato belga, membro del commando responsabile degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015 - e del suo complice Mohamed Abrini.
Così è successo anche questa volta.
«La storia si ripete», hanno iniziato a raccontare i cronisti accorsi il pomeriggio del 15 marzo nel quartiere di Forest, quando alle tre del pomeriggio la polizia belga e francese ha iniziato una perquisizione in un appartamento a rue du Dries scatenando l'inferno.
Scariche di kalashnikov, tre poliziotti feriti e criminali in fuga. Inizia l'inseguimento. L'ennesimo.

Cronache bestiali: gattini sui social e ansia per il cane poliziotto ferito

Il blitz anti-terrorismo a Bruxelles.

(© Ansa) Il blitz anti-terrorismo a Bruxelles.

Sui tetti di Bruxelles si vedono uomini delle forze speciali con il viso coperto che corrono sulle tegole impugnando fucili d'assalto.
Uomini tutti vestiti di nero si nascondono agli angoli delle strade con le armi puntate.
Gli elicotteri si levano in cielo e non smettono di sorvolare sulla città sino all'indomani mattina.
Le strade del quartiere vengono sbarrate dai mezzi della polizia, i trasporti pubblici bloccati.
Militari, poliziotti e forze speciali circondano il quartiere.
REAZIONI SURREALI. Un decina di colpi di arma da fuoco provengono da un'area abbandonata, in cui si nasconde almeno un terrorista.
Ed è qui che ancora una volta la cronaca diventa surreale.
Un cane poliziotto munito di videocamera viene mandato nell'area in disuso dove dovrebbe essersi asserragliato un terrorista, ma viene preso di mira da colpi di arma da fuoco e torna indietro ferito.
NIENTE FOTO SUL BLITZ. Alle sette di sera la polizia non sa ancora dire con precisione quanti siano i sospetti nell'area abbandonata.
E chiede a tutti di collaborare ovvero evitare di postare foto e informazioni sui social network che riguardano le operazioni in corso.
Non è un lockdown come quello chiesto a novembre durante la caccia ad Abdeslam, ma i cittadini capiscono l'antifona.
E subito in Rete ritornano i gattini, che ancora una volta vengono postati in maniera ironica per partecipare alla caccia all'uomo senza ostacolare le forze dell'ordine.
Questa volta però anche i cani diventano protagonisti. Sono infatti centinaia le richieste di informazioni sul cane poliziotto colpito, molte di più rispetto a quelle fatte per sapere le condizioni dei quattro poliziotti feriti. 
BIMBI BLOCCATI A SCUOLA. Intanto un centinaio di bambini rimangono bloccati negli edifici scolastici del quartiere, non possono uscire.
Chi è dentro il perimetro recintato dalla polizia resta dentro, chi è fuori dovrà aspettare ore, fino a sera inoltrata, per poter fare ritorno a casa e andare a riprendere i propri figli a scuola.
Ma non tutti possono farlo: molti abitanti del quartiere vengono sfollati e devono trascorrere la notte fuori.
La polizia ha infatti solo ristretto il perimetro di sicurezza e tutti gli abitanti di quell'area sono stati costretti a dormire nel salone del Comune.

Dopo gli attacchi di Parigi a Bruxelles sono state fatte 100 perquisizioni

I poliziotti belgi durante il blitz anti-terrorismo a Forest del 15 marzo 2016.

(© Ansa) I poliziotti belgi durante il blitz anti-terrorismo a Forest del 15 marzo 2016.

L’ultima operazione è alle 6 del mattino.
Dopo aver evacuato gli abitanti dalle loro case.
«La zona è totalmente libera e sicura, le operazioni sono terminate», fa sapere il sindaco del Comune di Forest Marc-Jean Ghyssels.
«STATE CALMI». MA COME? E mentre si inizia a ironizzare come anche questa volta l'esito dell'operazione non sia stato positivo nonostante il coordinamento con le forze di sicurezza francesi, il premier belga Charles Michel avverte: «Ci saranno altre operazioni di polizia nelle ore e nei giorni a venire. La minaccia rimane», dice, e allo stesso tempo prova a rassicurare i cittadini invitando la popolazione «a restare calma».
Una richiesta surreale visto l'annuncio e soprattutto la presenza delle forze dell'ordine che da mesi controllano la città con mezzi blindati speciali e con l'ausilio di centinaia di militari.
Sinora oltre 100 perquisizioni sono state fatte nei vari quartieri della capitale europea, 58 gli arresti affettuati.
FORZE SPECIALI ANCORA PRESENTI. Dagli attentati di Parigi l’allerta è stata portata al livello massimo, 4, a gennaio è stata abbassata a 3, ma la sorveglianza in città è stata intensificata e ai primi di marzo il governo ha deciso di prolungare la permanenza delle forze dell’ordine speciali per un altro mese. 
Da fine novembre il numero di agenti che operano a Bruxelles è stato aumentato proprio per garantire una maggiore sicurezza. Il governo federale ha messo 300 poliziotti in più per la protezione delle scuole e altri 200 militari nelle stazioni metro.
Michel dice che «ieri il livello dell'allerta è stata mantenuta al livello 3. Una nuova valutazione sarà fatta oggi dalla Ocam (l'organismo del ministero degli Interni chiamato a giudicare, sulla base delle informazioni d'intelligence, il pericolo da terrorismo, ndr)».
In fondo i due presunti terroristi di Forest sono ancora in fuga. E  nella zona di Sint-Pieters-Leeuw è già in corso una nuova perquisizione, spiega il procuratore federale.
Insomma, i gattini si tengano pronti.


Twitter @antodem

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