Charlie Hebdo, Rai: polemiche per la mancata diretta dell'attentato

La strage di Parigi seguita solo da Rai News24. Scambio d'accuse tra Gubitosi e Leone. Solo venerdì 9 arriva il cambio di programmazione sulle reti generaliste. Il commento di Caldarola: ora chiudete la Rai.

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09 Gennaio 2015

Gubitosi e Leone: i due sono finiti nel mirino per il caso Charlie Hebdo che la Rai ha raccontato con Rai News24.

Gubitosi e Leone: i due sono finiti nel mirino per il caso Charlie Hebdo che la Rai ha raccontato con Rai News24.

Altro che mancato rispetto del servizio pubblico. In Rai, ormai, siamo davvero alla resa dei conti finale. E, come nella miglior tradizione fiabesca, alla fine ne resterà uno solo.
Dietro alla pessima prova offerta dalla tivù di Stato in occasione dei drammatici fatti di Parigi e della strage di Charlie Hebdo, avendo scelto di non modificare la programmazione della prima serata (solo venerdì 9 gennaio la Rai ha comunicato di aver cambiato la scaletta dei programmi per seguire gli attacchi in Francia), si cela uno scontro senza esclusione di colpi fra il direttore generale, Luigi Gubitosi, e il timoniere di RaiUno, Giancarlo Leone.
RAI, SCONTRO AI VERTICI. I due, come raccontano a Viale Mazzini i bene informati, non si sono mai amati. Anzi, secondo qualcuno, si odierebbero proprio.
Difficile collocare nella giusta posizione le ragioni di questo rapporto, anche se in Rai vicende simili sono all’ordine del giorno.
MASI VS GARIMBERTI. Ai tempi della direzione generale di Mauro Masi, per esempio, era noto a tutti che il manager voluto da Silvio Berlusconi non poteva vedere l’allora presidente del Consiglio di amministrazione Paolo Garimberti. I due non perdevano occasione per attaccarsi pubblicamente e ignorarsi nei corridoi di Viale Mazzini.
Nel caso Gubitosi-Leone le radici dell’antipatia sarebbero ancora più profonde e intersecherebbero la strada con le scelte prossime venture da parte dell’esecutivo guidato dal premier Matteo Renzi.

La scalata al potere dell'uomo-azienda Leone

Il direttore di RaiUno, Giancarlo Leone.

(© ImagoEconomica) Il direttore di RaiUno, Giancarlo Leone.

L’attuale direttore di RaiUno è considerato l’uomo-azienda per antonomasia, conoscendo meglio di tutti segreti e gossip della tivù di Stato. Avendo salito tutti i gradini della scala del potere aziendale - a volte grazie alle sue capacità (indiscusse per i più) in altri casi in virtù dei rapporti politici (tanti e trasversali) - Leone ha sempre vissuto sulle montagne russe: a seconda del direttore generale di turno la sua parabola è scesa o si è impennata. Ma non è mai rimasta ferma.
Anche oggi il sismografo Leone non è affatto inerte, avendo orecchie disposte ad ascoltare le sue indicazioni su come rimettere in carreggiata la Rai.
MONTI DIETRO GUBITOSI. Gubitosi, catapultato in tivù dal governo di Mario Monti, è sempre stato considerato un corpo estraneo rispetto all’azienda. Da tutti.
Poco incline all’ironia, molto attento ai conti, ma non altrettanto ai bilanci politici, ha finito per alienarsi il credito (minimo a dire il vero) con Palazzo Chigi. Che non lo ha mai voluto ricevere.
Certo, contatti con questo e quello - sottosegretari e qualche ministro - ci sono pure stati. Ma mai risolutori.
RISPETTO DEL GOVERNO. Siccome in Rai il partitone aziendale è governativo per definizione, la maggior parte dei dirigenti ha deciso di diventare ecumenico: 'Rispetto le direttive del settimo piano di Viale Mazzini, ma ascolto i richiami della politica (e ovviamente rispondo)'. Questo atteggiamento prevale sempre. Anche quando è sostanzialmente debole come in questa fase.

Charlie Hebdo, RaiUno contava sul lavoro di Rai News24

Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

(© ImagoEconomica) Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

Paradossalmente Gubitosi e Leone rappresentano al meglio gli opposti di questa forbice, che può tagliare tanto con la politica quanto con l’azienda. Ecco perché mercoledì 7 gennaio dopo la strage in Francia, Leone ha sostanzialmente atteso le indicazioni del direttore generale - che non sono mai arrivate - essendo convinto che Rai News24, rete alla quale ha concesso finanziamenti ben superiori ai risultati ottenuti, fosse la soluzione al problema.
TUTTO SUL CANALE ALL NEWS. Gubitosi, a sua volta, non ha mobilitato il direttore di RaiUno nella convinzione che facendo ciò avrebbe danneggiato il canale All news diretto da Monica Maggioni.
Il risultato, pessimo sotto tutti i punti di vista, è che la Rai rischia davvero di dover smettere di fregiarsi del titolo di servizio pubblico.
GOVERNO IMMOBILE. Ovviamente questo quadro d’insieme alimenta una serie di quesiti. Davvero il governo può continuare a far finta di nulla? Ed è accettabile la versione offerta dall’azienda di Stato secondo la quale gli eventi sono stati raccontati da Rai News24 che ha seguito in diretta le reazioni al drammatico attacco terroristico in Francia, ottenendo solo un ridicolo share pari allo 0,66%?
SANREMO ULTIMO SCONTRO. No, niente di tutto ciò è accettabile. Anche perché dietro ai fatti conosciuti, nei corridoi di Viale Mazzini, dove si parla di un Gubitosi molto arrabbiato con Leone, che avrebbe già fatto il mea culpa per non aver anticipato Porta a Porta, si vanno consumando vere e proprie faide.
La sensazione, arrivati a questo punto della storia, è che il direttore generale dovrà rivedere i suoi piani mentre il titolare di RaiUno sa di giocarsi tutto con il prossimo Festival di Sanremo. Che non sarà la solita kermesse canora, ma la prova del nove per i duellanti. E ovviamente, alla fine ne resterà uno solo.

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