SUDAMERICA

Chavez è morto, Venezuela in lutto

Annuncio in tivù del vicepresidente Maduro. I funerali l'8 marzo.

05 Marzo 2013

Il Venezuela è in lutto. Alle 22.55, ora italiana, del 5 marzo è arrivato l'annuncio ufficiale della morte, a 58 anni, del presidente Hugo Chavez.
Operato nei mesi scorsi di cancro a Cuba, Chavez (leggi il ritratto) è morto a Caracas alle 16,25 ora locale.
L'annuncio è stato dato in tivù dal vicepresidente e suo delfino designato, Nicolas Maduro, dopo che, nel corso della giornata, si erano aggravati i problemi respiratori causati da «una nuova e grave infezione».
L'ANNUNCIO DI MADURO. «È un momento di profondo dolore», ha detto Maduro, interrompendosi tra i singhiozzi, nel discorso televisivo alla nazione.
MEMBRI DEL GOVERNO RIUNITI. «Chi muore per la vita non può essere considerato morto», ha sottolineato il vicepresidente, che ha dato l'annuncio della morte di Chavez circondato dai ministri del governo bolivariano. «Nelle prossime ore renderemo noti tutti i programmi per rendere omaggio al nostro comandante», ha aggiunto, concludendo il suo intervento con un «Que viva Chavez!».
Maduro, nel corso dell'intervento a reti unificate, ha parlato di «una tragedia storica per la nostra patria», rivolgendo «un appello a tutti i connazionali di ogni età affinché siano militanti della pace e della serenità della nostra patria».
«NESSUNO PIANGA». Il delfino di Chavez ha, quindi, invitato i suoi concittadini a concentrarsi davanti all'ospedale militare dove il presidente è spirato, sottolineando che «a partire da questo momento, è proibito piangere».
«MALATTIA INOCULATA». Nel corso della giornata si erano rincorse le voci sul peggioramento delle condizioni di salute del leader venezuelano, fino a quando lo stesso Maduro aveva preso la parola, nel corso di una riunione del governo trasmessa in diretta televisiva, per adombrare lo spettro del complotto.
Chavez si è ammalato perché «è stato attaccato», aveva detto, «proprio come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat».
Per poi aggiungere che «gli storici nemici della nostra patria hanno cercato il modo per danneggiare Chavez». Nel suo j'accuse, il delfino di Chavez aveva tirato in ballo anche gli Stati Uniti, arrivando a espellere due funzionari dell'ambasciata a stelle e strisce accusati di ingerenza e cospirazione.
GLI USA RESPINGONO LE ACCUSE. Accuse respinte con forza da Washington. «Sono accuse assurde», ha detto un portavoce del dipartimento di Stato. «Dire che gli Stati Uniti sono implicati in qualunque maniera nella morte del presidente Chavez è assurdo», ha aggiunto, «respingiamo con forza queste parole». Stando al Wall Street Journal, l'amministrazione americana avrebbe commentato la morte di Chavez sottolineando che «questo è un momento tragico e difficile per la sua famiglia e per i suoi sostenitori».
TRUPPE MOBILITATE. Dopo la morte del presidente, ora c'è apprensione per il rischio caos che potrebbe colpire il Paese sudamericano. Per questo motivo, truppe dell'esercito sono state mobilitate in tutta la nazione «per far rispettare la Costituzione», ha detto il ministro della Difesa, Diego Molero. In un breve intervento poco dopo l'annuncio della morte, il ministro ha invitato «il popolo all'unità e alla concordia tra le parti». «Continueremo a lottare per l'ideale» della rivoluzione bolivariana, ha aggiunto,«con lealtà, amore e morale». «Chavez», ha ricordato, «è morto aggrappato a Cristo».
IL CORDOGLIO DI CAPRILES. Anche il leader dell'opposizione chavista ha voluto esprimere il suo cordoglio per la scomparsa del Caudillo. «In questi momenti difficili dobbiamo dimostrare il nostro profondo amore e rispetto al Venezuela. Unità nella famiglia venezuelana!», è stato il primo commento, via Twitter, di Henrique Capriles. In un altro messaggio, Capriles ha espresso la propria «solidarietà ai familiari e simpatizzanti» di Chavez.
I funerali del caudillo si terranno l'8 marzo. Intanto è stata proclamata una settimana di lutto nazionale. Le elezioni per eleggere il successore di Chavez invece si terranno entro un mese.

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