Cronaca
LA GAFFE
Chiede aiuto alla Cgil ma è fascista: cacciato
Vicenza, il cellulare suona Giovinezza.
Mai dire corda in casa dell'impiccato. A Teresio Grigoletto,
46enne di Valdagno, in provincia di Vicenza, è successo qualcosa
di molto simile. Era alla sede della Cgil, a chiedere un consulto
per un conflitto col suo datore di lavoro, quando un amico gli ha
chiamato e il suo cellulare ha cominciato a suonare
Giovinezza, canzone che rievoca il ventennio del Duce, e
tutto ciò che ha portato.
«SONO FASCISTA». E lui, a quel punto, in un
silenzio imbarazzante, ha confessato: «Sono fascista viaggio a
testa alta e mi piacciono le cose giuste ed ora vorrei sapere da
voi l'ammontare dei soldi che mi spetta».
A quel punto, dopo essersi ripresi dallo choc, i sindacalisti
l'hanno invitato a lasciare l'ufficio: «Lei mi sta
dimostrando che è un fascista dichiarato per lei non posso fare
nulla, si rivolga a qualcun altro», gli ha detto Andrea Conzato,
responsabile del sindacato.
Lo statuto della Cgil infatti, all'articolo 3, sancisce che
l'organizzazione «respinge organizzazioni a carattere
fascista o razzista».
A Grigoletto non è restato che andar via senza una soluzione al
suo problema, quello di un uomo assunto e cacciato da una
società di vigilanza via internet per cui lavorava «anche 16
ore al giorno di lavoro. Mi hanno sfruttato e poi licenziato
senza preavviso».
«UN DIVORZIO E 28 MESI DA SENZA TETTO». Un
passato difficile quello di Teresio, un divorzio alla spalle e 28
mesi passate all'addiaccio, e proprio lì la conversione al
fascismo. Prima però un passaggio da leghista, con anni dedicati
alla causa padana: «Andavo ai raduni leghisti, facevo
volantinaggio, ero un militante insomma. Poi con quello che è
successo ho straciato la tessera della Lega e mi sono iscritto al
Movimento Destra sociale, insieme ad altri leghisti veneti e
lombardi. E quel giorno nell'ufficio legale della Cgil è
stato proprio un camerata a chiamarmi».
La sua storia è stata raccontata dal Giornale di
Vicenza, così come la posizione ufficiale del sindacaato:
«Da gennaio non è più iscritto alla Cgil ma in ogni caso il
problema non si pone. Il nostro statuto parla chiaro. La nostra
storia è quella di un'organizzazione che si è sempre
battuta contro il fascismo. Il fatto che lui si sia
autodichiarato fascista, non lascia alternative».
Giovedì, 16 Agosto 2012

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