Cina, il governo chiede di seppellire i morti in verticale

Nel Paese i cimiteri sono sovraffollati e le autorità spingono la popolazione a evitare la sepoltura tradizionale. A vantaggio di misure funzionali al risparmio di spazio.

26 Febbraio 2016

Un cimitero a Shanghai.

(© Getty Images) Un cimitero a Shanghai.

In Cina ogni anno muoiono circa 10 milioni di persone, e non c'è più spazio per seppellirle.
Per questo motivo, nove governatorati cinesi hanno chiesto alla popolazione di sotterrare i propri cari in verticale.
È solo una delle misure vivamente consigliate per evitare di occupare ulteriori porzioni di terreno, necessario all'agricoltura e all'edilizia. Oltre a questa, sicuramente la più evocativa per comprendere a quali livelli di sovrappopolazione è arrivato il Paese, sono anche suggerite la cremazione, la sepoltura in mare e l'utilizzo di tombe di famiglia. Lo riferisce la Bbc.
In un Paese da 1,3 miliardi di abitanti, la carenza di spazio fisico è una questione vitale.
SCENDE IL TASSO DI CREMAZIONE. Il tasso di cremazione, nonostante gli sforzi del Partito, è sceso dal 53% del 2005 al 49,5%, mentre l'obiettivo delle autorità è di arrivare al 100% entro il 2020. Il governo ha avvertito i suoi funzionari di prendere in mano la situazione o di prepararsi ad affrontare le conseguenze di un fallimento. Da qui le linee guida sulla sepoltura, e da qui la misura di sotterrare i morti in verticale.
La notizia ha suscitato indignazione su Weibo, il social network più usato in Cina. «Anche dopo la morte», ha scritto un utente, «bisogna sottostare alle regole».
UNA POLITICA VOLUTA DA MAO. Non è la prima volta nella storia del Paese che Pechino chiede misure straordinarie di sepoltura per fronteggiare alla carenza di spazio. Già a partire dagli anni '50, Mao Zedong (la cui salma è ben intatta nel suo mausoleo a Pechino) aveva ordinato di abbandonare le cerimonie funebri tradizionali in favore della cremazione. Negli anni '80, la misura venne ammorbidita, ma nel frattempo la popolazione è continuata a crescere, e con essa il numero di morti da gestire.
Nel 2013, la rivista Quartz pubblicava un servizio in cui si descriveva la situazione del sovraffollamento dei cimiteri. «Lo spazio si sta esaurendo», spiegava la rivista, «e il prezzo dei lotti nei campisanti in alcune zone è salito anche oltre quello degli appartamenti. Le amministrazioni di città come Shanghai, Guangzhow e Zhejiang sono arrivate a pagare i residenti perché scelgano la cremazione al posto della sepoltura tradizionale».

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