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Cronaca 

ESTERI

Cina, il nipote di Chen rischia la pena di morte

Ha ferito un agente ma è stato arrestato per omicidio volontario.

È in programma per venerdì 10 agosto il processo contro il nipote di Chen Guangcheng, l'attivista cieco scappato negli Stati Uniti, dove vive.
Il giovane è accusato di omicidio e rischia la pena di morte dinanzi a una corte della provincia orientale dello Shandong, a Yinan.
Poco dopo la rocambolesca fuga di Chen lo scorso aprile da Dongshigu, gli agenti hanno assediato la casa dei suoi familiari. Durante una perquisizione, che gli attivisti hanno definito brutale, il nipote Chen Kegui, nel tentativo di difendere i suoi genitori che venivano picchiati dalla polizia, ha assalito gli agenti brandendo un coltello.
Da qui l'arresto per 'omicidio volontario', anche se il giovane figlio di Chen Guangfu, fratello dell'attivista cieco, non ha ucciso nessuno, ma ferito due agenti.
IN CONTEMPORANEA C'È IL CASO GU KAILAI. L'avvocato che difende il giovane, Ding Xikui, ha detto di aver appena appreso la notizia ma di non aver mai potuto avere gli incartamenti.
Secondo il legale del ragazzo e alcuni attivisti, le autorità avrebbero deciso di fissare la data del processo il giorno dopo quello che vede imputata sempre per omicidio Gu Kailai, moglie dell'ex leader del Partito comunista cinese di Chongqing, Bo Xilai, per evitare l'attenzione dei media internazionali, che seguiranno in Anhui, nell'Est del Paese, il processo alla donna.
L'AFFONDO DI CHEN. Parlando dagli Stati Uniti Chen Guangcheng ha accusato le autorità di Pechino di non aver mantenuto la promessa di non rivalersi nei confronti della sua famiglia della sua fuga negli Usa.
Ad aprile, l'attivista cieco riuscì a scappare da casa sua, dove, anche senza condanne, era di fatto agli arresti domiciliari e trovò rifugio nell'ambasciata americana a Pechino per oltre una settimana. Dopo alcuni giorni di ospedale, le autorità cinesi gli permisero di recarsi negli Usa per motivi di studio.

 

Mercoledì, 08 Agosto 2012


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