Cronaca
I DATI
Cina, leader tra i Paesi boia
Delle 5 mila esecuzioni mondiali, primato a Pechino con 4 mila. Dietro Iran (676) e Arabia Saudita (82).
Sono state almeno 5 mila le esecuzioni nel 2011 a fronte delle almeno 5.946 del 2010.
A renderlo noto è il Rapporto annuale sulla pena di morte stilato da Nessuno tocchi Caino secondo il quale Cina (4 mila esecuzioni), Iran (676) e Arabia Saudita (82) sono i primi 'Paesi boia' del 2011.
Sono 155 i Paesi che hanno deciso per legge o in pratica di abolire la pena di morte, di questi 99 sono totalmente abolizionisti, sette gli abolizionisti per i crimini ordinari, ciqnue sono gli stati che hanno attuato una moratoria delle esecuzioni e 44 quelli che hanno previsto abolizioni di fatto cioè che non eseguono sentenze capitali da almeno 10 anni o che si sono impegnati internazionalmente ad abolire la pena di morte.
BOIA ANCHE IN GIAPPONE. La macchina della morte non si è fermata neanche in Giappone, unico Paese industrializzato e democratico assieme agli Stati Uniti, che applica ancora la pena capitale.
Il Giappone ha eseguito proprio il 3 agosto la condanna a morte a Tokyo e a Osaka di due condannati. Il boia era rimasto fermo nel 2011 nel 2012, il 29 marzo, tre detenuti erano già stati impiccati per omicidio nelle prigioni di Tokyo, Hiroshima e Fukuoka.
I due giustiziati erano Junya Hatori (40 anni) e Kyozo Matsumoto (di 31), condannati alla pena massima per due omicidi compiuti rispettivamente nel 2002 e nel 2007.
Con quelle odierne, sono 5 le condanne a morte eseguite sotto il governo di Yoshihiko Noda, che è premier da settembre dell'anno scorso dopo le dimissioni del suo collega di partito, Naoto Kan.

Venerdì, 03 Agosto 2012
Pena di morte, preoccupano Cina e Iraq
10/04/2013 Amnesty International: «682 esecuzioni in tutto il mondo».

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