Coprifuoco a Charlotte, morto l'uomo ferito nelle proteste

Proseguono le proteste, ma senza scontri. Un altro afroamericano ucciso a Baltimora.

23 Settembre 2016

Un'immagine delle proteste di Charlotte contro la violenza della polizia sugli afroamericani.

(© Ansa) Un'immagine delle proteste di Charlotte contro la violenza della polizia sugli afroamericani.

Terza notte di proteste a Charlotte, la seconda in stato d'emergenza, la prima col coprifuoco. E un altro giovane afroamericano ucciso a Baltimora. Non si placa la tensione razziale negli Stati Uniti.
In Maryland, dopo alcuni giorni di agonia, è morto Tawon Boyd, 21 anni. A causare il decesso le conseguenze di una colluttazione con cinque poliziotti che lo hanno immobilizzato a terra. Erano giunti nel suo appartamento dopo una chiamata in cui si denunciavano «comportamenti strani» da parte del ragazzo, che era comunque disarmato. La famiglia della vittima ha denunciato un uso eccessivo della forza da parte degli agenti.
La città del North Carolina, invece, è ancora scossa dall'uccisione di Keith Lamont Scott, e dalle conseguenti manifestazioni contro le forze dell'ordine. Il capo della Polizia Kerr Putney ha dichiarato che una persona è stata arrestata, precisando che il fermo è stato possibile grazie ad un video, ma che verrà diffuso solo «al momento opportuno».
IN CENTINAIA PER STRADA. Centinaia di persone hanno marciato per ore scandendo slogan, mostrando cartelli, rimanendo per strada anche dopo la mezzanotte, quando è scattato il coprifuoco indetto dal sindaco. Ed è morto l'uomo colpito gravemente da alcuni spari la notte del 22 settembre, in circostanze ancora tutte da chiarire.
Il governatore della North Cartolina aveva dichiarato lo stato di emergenza in città, dando il via libera all'intervento della guardia nazionale per affiancare la polizia che presidia Charlotte in assetto antisommossa.
Il coprifuoco il passo successivo, ordinato a partire dalla mezzanotte fino alle sei del mattino, per l'intera città, e che resterà in vigore prevedibilmente per alcuni giorni, fino a quanto le autorità riterranno che non sarà più necessario. «È stato indetto dopo consultazioni e attente valutazioni», ha spiegato la sindaca di Charlotte, Jennifer Roberts, «è stato ritenuto il modo migliore per mantenere la calma».
NESSUN DISORDINE REGISTRATO. E al momento sembra funzionare, visto che a differenza di quanto accaduto 24 ore prima, non si sono registrati disordini per l'intera serata. Soltanto un episodio ha alzato l'allerta, quando alcuni manifestanti si sono staccati dalla marcia di protesta principale e hanno raggiunto un'autostrada nel tentativo di bloccarla, ma sono stati subito dispersi e senza scontri o tensioni.
La situazione resta quindi sotto controllo, al punto che allo scattare del coprifuoco centinaia di manifestanti rimanevano ancora in strada ma la polizia non è intervenuta né ha intenzione di intervenire «fino a quando non ve ne sia necessità».
Però le tensioni restano e sono altissime: a scatenare la protesta a Charlotte è stata la morte dell'afroamericano Keith Lamont Scott per mano della polizia. Non sono ancora del tutto chiare le dinamiche dell'episodio, esiste un video che però per il momento è stato visionato soltanto dalle autorità e dai familiari di Scott,
I MANIFESTANTI VOGLIONO VEDERE IL VIDEO. Ma i manifestanti ne chiedono la diffusione a gran voce. Lo hanno scandito durante la marcia nella notte, lo hanno ripetuto ai media, lo hanno scritto su picchetti. Il punto è che, dalle immagini, come ha confermato anche il capo della polizia di Charlotte, non si capisce se Scott stesse davvero puntando una pistola verso i poliziotti quando è stato colpito, ma finora questa era stata la versione ufficiale.
«Ambiguo» è stato definito il video anche dalla sindaca Roberts, per questo «io tendo alla trasparenza e a voler diffondere il video», ha detto però la prima cittadina, «ma sono consapevole che al momento c'è un'indagine in corso».
Le tensioni a sfondo razziale tornano così a percorrere il Paese in maniera palese e con nuovo clamore mentre mancano meno di sette settimane alle elezioni presidenziali e con i candidati impegnati nel rush finale.
CLINTON E TRUMP CERCANO DISTENSIONE. Hillary Clinton sembra aver voluto centellinare i suoi interventi sul tema e in queste ore pare sia concentrata a prepararsi per il primo duello tivù fissato per lunedì 26 settembre.
Donald Trump invece tenta un 'equilibrismo' a lui in parte nuovo: da un lato ribadisce di essere lui il candidato per «la legge e l'ordine», ma dall'altra fa appello all'unità e non solo, parla direttamente alla comunità afroamericana che notoriamente non costituisce il suo 'elettorato naturale'.
Però il tycoon non si tira indietro e ci prova: «I disordini nelle nostre strade sono una minaccia per tutti i cittadini pacifici, devono finire e devono finire adesso», ha detto, «le principali vittime di queste violente manifestazioni sono i cittadini afroamericani rispettosi della legge che vivono in queste comunità e che vogliono solo crescere i loro figli in sicurezza e pace».

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