Corea del Nord, 15 anni di lavori forzati allo studente americano

Otto Warmbier, della University of Virginia, condannato dal regime di Pyongyang per atti ostili contro lo Stato.

16 Marzo 2016

Un'immagine diffusa dall'agenzia ufficiale di stampa della Corea del Nord (KCNA) mostra Otto Frederick Warmbier in tribunale a Pyongyang.

(© KCNA) Un'immagine diffusa dall'agenzia ufficiale di stampa della Corea del Nord (KCNA) mostra Otto Frederick Warmbier in tribunale a Pyongyang.

La Corte suprema nordcoreana ha condannato Otto Warmbier, cittadino americano e studente di 21 anni della University of Virginia, a 15 anni di lavori forzati perché riconosciuto colpevole di «atti ostili» contro lo Stato.
ACCUSATO DI AVER PRESO UNO STRISCIONE. A poco più di due settimane dalla conferenza stampa tenuta a Pyongyang, con tanto di richiesta di clemenza e ammissione dei crimini commessi, Warmbier è stato sanzionato per «essersi impossessato di uno slogan politico trovato in un'area riservata al personale» dello Yanggakdo International Hotel, presso il quale alloggiava con un gruppo di turisti durante le vacanze di fine anno del 2015. Lo «slogan» altro non è che uno striscione di propaganda: secondo il racconto dello studente, era destinato alla mamma di un suo amico, che avrebbe voluto esibirlo in chiesa.
«SENTENZA ESEMPLARE». I media della Corea del Nord hanno annunciato l'arresto di Warmbier il 22 gennaio 2015. Sarebbe entrato «in veste di turista con lo scopo di condurre attività criminali contro lo Stato, con la tacita connivenza del governo americano e sotto la sua manipolazione». Il furto dello striscione è bastato a motivare «una sentenza esemplare», maturata nel bel mezzo delle tensioni internazionali provocate dalla minaccia di nuovi test nucleari da parte del regime di Pyongyang.
L'AMBASCIATA SVEDESE PROVERÀ A MEDIARE. Ad alimentare le tensioni ci sono anche le manovre militari congiunte di Seul e Washington, tuttora in corso, e le nuove sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu in risposta al test atomico del 6 gennaio e al lancio del razzo-satellite del 7 febbraio 2016. Una situazione complessa che come prevedibile renderà necessario un negoziato, con l'ambasciata svedese a Pyongyang nel ruolo di mediatrice per conto degli Stati Uniti, in assenza di rapporti diplomatici bilaterali diretti tra i due Paesi.
I PRECEDENTI E L'INTERVENTO DI CLINTON. In passato, dopo lunghe trattative, fu necessaria la missione dell'ex presidente Bill Clinton per liberare nel 2009 le due giornaliste Euna Lee e Laura Ling. A novembre 2014 il capo dello spionaggio James Clapper volò a Pyongyang per riportare a casa Matthew Miller, che aveva strappato il visto appena entrato in Corea del Nord, e il missionario americano di origine coreana Kenneth Bae, in carcere da novembre 2012. Jeffrey Fowle, altro turista americano, fu imprigionato per sei mesi, dopo essere stato fermato poco prima di salire sull'aereo di ritorno con l'accusa di aver lasciato la copia di una Bibbia in albergo.
GIALLO PER UN NUOVO SISMA ARTIFICIALE. Tra minacce di nuovi test, attacchi nucleari preventivi ed esercitazioni della Corea del Nord contro la Corea del Sud, spunta anche il giallo di un sisma artificiale di magnitudo 2.2 a 34 km a sudest di Pyongyang. Fonti della Korea meteorological administration hanno spiegato che la scossa non è il risultato di un test nucleare: il 6 gennaio scorso, in occasione del quarto test del regime di Pyongyang, il terremoto generato dalla detonazione fu di magnitudo 4.8, con epicentro a Punggye-ri, il sito nucleare nel nordest del Paese.

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