De Luca assolto in appello: «Anni di calvario per nulla»

Il governatore campano era stato condannato a un anno in primo grado per abuso d'ufficio. Adesso può governare senza lo spettro della legge Severino.

05 Febbraio 2016

Il governatore campano Vincenzo De Luca.

(© Ansa) Il governatore campano Vincenzo De Luca.

Vincenzo De Luca assolto in appello con formula piena, perché il fatto non sussiste. Il presidente della Regione Campania ora può governare senza temere gli effetti della legge Severino, per altro già sospesi in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla piena legittimità della norma.
De Luca era stato condannato a un anno in primo grado per abuso d'ufficio, per aver nominato nel 2008, quando era sindaco di Salerno, un project manager per la realizzazione di un termovalorizzatore in aggiunta al tecnico già designato. L'opera non vide mai la luce.

 

 

DUE ORE DI CAMERA DI CONSIGLIO. La Corte d'Appello di Salerno, presieduta da Michelangelo Russo, ha invece assolto il governatore della Campania dopo due ore di Camera di Consiglio. Per l'interessato è la fine di un incubo politico. Al telefono con il suo avvocato Paolo Carbone, il primo a comunicargli la notizia, il governatore è esploso esclamando: «Finalmente»!. Assieme a De Luca sono stati assolti anche gli altri due imputati nel processo: il dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta, e il capo staff di De Luca all'epoca dei fatti, Alberto Di Lorenzo.
DE LUCA: «AGGREDITO DA POLITICA E MEDIA». Incassato il verdetto favorevole, De Luca non ha atteso a lungo per rendere pubbliche le sue riflessioni: «Anni di pesante aggressione politica e mediatica, per nulla. Anni di un calvario che avrebbe fatto scoppiare il cuore a chiunque. Abbiamo retto per le profonde motivazioni ideali e morali, e per l'assoluta serenità di coscienza», ha detto il governatore. Che non ha perso l'occasione per lanciare un monito alla politica: «Mi auguro che si esaurisca, nel dibattito pubblico, la tendenza dilagante a calpestare con disinvoltura la dignità di persone e famiglie oltre le regole di uno Stato di diritto. Mi auguro che si affermi l'abitudine a confrontarsi civilmente, in un clima di rispetto reciproco. L'essere uomini è più importante delle bandiere di partito».
LA SODDISFAZIONE DEL PD. Diversi gli attestati di soddisfazione da parte degli esponenti campani del Partito democratico, tra cui Antonio Bassolino, mentre a Roma si riaccende il dibattito sulla legge Severino, con la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, che rilancia la necessità di rivedere la legge. Il senatore dem Andrea Marcucci commenta: «Il Pd sul caso De Luca ha difeso lo stato di diritto. Essere garantisti equivale ad essere civili. Speriamo che questo caso insegni a tutti ad essere più cauti nelle polemiche e nei giudizi, anche dentro il Pd».
DISSEQUESTRATO ANCHE IL CRESCENT. Per De Luca, fatta salva l'ipotesi di un ricorso in Cassazione da parte della procura, la vicenda si chiude nel migliore dei modi. Nella stessa giornata di venerdì 5 febbraio, dopo due anni, è stato dissequestrato anche il Crescent, il mega-complesso edilizio a forma di mezza luna progettato dall’architetto Ricardo Bofil e voluto da Vincenzo De Luca quando era sindaco di Salerno. Sabato verranno rimossi i sigilli e da subito riprenderanno i lavori. Le condizioni poste dai giudici per il dissequestro (tra cui i nuovi permessi per costruire e il pagamento della prima rata relativa agli oneri di urbanizzazione) sono state infatti soddisfatte dai costruttori. Il processo per le presunte irregolarità urbanistiche commesse nella realizzazione del Crescent, in cui sono imputate 22 persone tra cui lo stesso De Luca, però prosegue. Le prossime udienze sono state fissate per il 23 febbraio, il 4 aprile e il 18 aprile 2016.

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