Depenalizzazioni, i reati cancellati dal codice

Polemiche sulle scelte dell'esecutivo. Resta il reato di clandestinità. Cannabis per scopi terapeutici, il ministro Lorenzin chiarisce: era già possibile, depenalizzate solo alcune prescrizioni.

15 Gennaio 2016

Chi guida senza patente rischia un'ammenda da 5 mila a 30 mila euro, immediatamente esecutiva: niente più tre gradi di giudizio.

Chi guida senza patente rischia un'ammenda da 5 mila a 30 mila euro, immediatamente esecutiva: niente più tre gradi di giudizio.

Il governo depenalizza, ed è subito polemica.
Recependo in maniera selettiva la delega ricevuta dal parlamento, il Consiglio dei ministri non ha trasformato in illeciti amministrativi tutti i reati coperti dalla delega stessa (puniti già ora solo con una multa, non con il carcere), ma soltanto alcuni, con l'obiettivo di alleggerire i tribunali dall'obbligo di celebrare i relativi processi.
E se da una parte resta in piedi il reato d'immigrazione clandestina, la cui inutilità è stata da più parti segnalata, dall'altra viene abrogato il reato di guida senza patente, d'ora in poi punito con un'ammenda fino a 30 mila euro. La denuncia penale scatta solo in caso di recidiva.
Secondo stime del ministero della Giustizia, la depenalizzazione interesserà circa 30 mila procedimenti l’anno, il 2,5% di quelli all’attenzione dei gip.
18 MESI DI TEMPO PER FARE MODIFICHE. L'esecutivo, in ogni caso, ha 18 mesi di tempo per modificare i decreti legislativi appena licenziati e il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, prefigura già un primo dietrofront: «È bene chiarire che il provvedimento di depenalizzazione della guida senza patente non impatta sulla legge che introduce il reato di omicidio stradale. Tuttavia, grave sarebbe l'ipotesi che a guidare senza patente possa essere la stessa persona cui il documento è stato revocato in precedenza per aver commesso un fatto grave, come l'omicidio stradale. È dunque utile aprire con urgenza una riflessione sul caso. Presto ne discuterò con il ministro Orlando».
Ecco intanto cosa cambia nel codice penale.
GUIDA SENZA PATENTE: MULTA SALATISSIMA. La guida senza patente diventa un illecito amministrativo punito con una sanzione pecuniaria salatissima e immediatamente eseguibile, compresa tra i 5 mila e i 30 mila euro. Nessun processo: la denuncia penale scatta solo in caso di recidiva.
Sempre per quanto riguarda la patente, non potrà più essere concessa a chi soffre di disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne «che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell'attenzione», si legge nel decreto. Stesse restrizioni anche per chi soffre di gravi affezioni neurologiche. La commissione medica locale, tuttavia, potrà autorizzare la guida «previa valutazione». La validità del documento, in tal caso, non potrà superare i due anni.
INGIURIA: MULTA FINO A 12 MILA EURO. L’ingiuria (articolo 485 del codice penale: chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente) non sarà più un reato con i canonici tre gradi di giudizio, ma un procedimento amministrativo che porterà a multe fino a 8 mila euro in caso di ingiuria semplice, fino a 12 mila euro in caso di ingiuria aggravata.
CANNABIS, DEPENALIZZATE ALCUNE PRESCRIZIONI. La coltivazione di piante proibite è stata depenalizzata, ma solo per gli enti di ricerca che la conducono a scopi terapeutici. La depenalizzazione vale solo per gli enti di ricerca che hanno ottenuto l'autorizzazione dal ministero della Salute. Fra questi c'è l’Istituto farmaceutico militare di Firenze, autorizzato alla coltivazione di cannabis. Il ministro Lorenzin precisa: «Abbiamo già autorizzato la produzione della cannabis ad uso terapeutico, l'ho fatto io stessa nel 2015. In questo Consiglio dei ministri si sono soltanto depenalizzate alcune prescrizioni. Se ci sono delle prescrizioni in cui ci sono errori o violazioni, alla prima violazione scatta un'ammenda amministrativa molto pesante. Poi, se non si ripristina la procedura corretta, viene revocata l'autorizzazione. Da qui a parlare di depenalizzazione penso ci sia un doppio salto mortale. Questo era forse il desiderio di alcuni».
DEPENALIZZATO IL FALSO IN SCRITTURA PRIVATA. I decreti legislativi varati dal governo hanno depenalizzato anche la falsità in scrittura privata e quella su foglio firmato in bianco. Questo provvedimento è stato criticato dal segretario generale dell'Associazione nazionale forense, Luigi Pansini, che ha stigmatizzato «la trasformazione in illecito civilistico del reato di falso in scrittura privata, che, invece, molto spesso è la spia di ben più gravi illeciti penalistici, quali la truffa o reati fallimentari o societari».

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