Eutanasia Usa, Brittany Maynard: «Morirò il primo novembre»

Ha un cancro al cervello. «Me ne andrò con dignità. Chi può decidere per me?».

08 Ottobre 2014

Una immagine di Brittany Maynard.

Una immagine di Brittany Maynard.

Ha commosso l'America la storia di Brittany Maynard.
La ragazza californiana ha 29 anni e nel mese di gennaio le è stato diagnosticato un tumore al cervello.
Dopo un'operazione e un ciclo di cure, ad aprile i medici hanno detto alla giovane che il cancro era tornato più aggressivo di prima: le restavano solo sei mesi di vita, da trascorrere tra atroci dolori.
COMPLEANNO DEL MARITO. Così Brittany ha deciso il giorno della sua fine: morirà il primo novembre, il giorno dopo aver festeggiato il compleanno di suo marito, Dan.
La donna otterrà l'eutanasia in Oregon: Stato americano che consente il suicidio assistito, come accade anche in Vermont, Montana, New Mexico e Washington.
Ai media statunitensi la donna ha spiegato che non si tratta di un istinto suicida: «Io non voglio morire, ma sto morendo, e voglio farlo alle mie condizioni, con dignità».
Brittany ha raccontato che da San Francisco si è dovuta trasferire a Portland, perchè deve essere residente in Oregon per ottenere i farmaci che le permetteranno una fine «pacifica e indolore».

 

 

«CHI HA IL DIRITTO DI DECIDERE PER ME?». «Non voglio dire a nessuno di fare la mia stessa scelta», ha affermato la donna, «ma la mia domanda è: chi ha il diritto di decidere per me, e decidere che merito di soffrire enormemente per settimane o per mesi?».
Brittany sta utilizzando le sue ultime giornate per aiutare i pazienti dell'associazione Compassion & Choices, che si occupa dei malati terminali.
Inoltre, difende la scelta della «morte con dignità» con la campagna Brittany Maynard Fund, combattendo perché altri Stati diano il via libera alla prescrizione degli stessi farmaci.
«La mia famiglia ha dovuto affrontare enormi cambiamenti e sacrifici per permettermi di porre fine alla mia vita con dignità, come trovare un nuovo posto dove vivere e una nuova casa», ha aggiunto la Maynard, «ma ci sono tantissimi americani che non hanno la possibilità o il denaro per fare lo stesso, e questo non è giusto».

 

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