Expo, querelle tra parco del Ticino e ministero dell'Ambiente

L'allarme del Parco del Ticino: rischio siccità. L'esposizione consuma 3 metri cubi al secondo. Il problema è il livello del lago Maggiore. Ma il governo nega.

di

|

05 Aprile 2015

Il rendering delle vie d'acqua che attraverseranno il sito di Expo.

Il rendering delle vie d'acqua che attraverseranno il sito di Expo.

Expo a secco? Non bastavano i ritardi nei lavori, ora ci si mette anche l'acqua. O, meglio, la sua possibile mancanza. Già perché è innegabile che sia un elemento centrale dell'Esposizione universale dedicata all'alimentazione. Com'è possibile, infatti, «nutrire il Pianeta» senza?
Non solo. Il sito espositivo è attraversato da canali, le famose «vie d'acqua». Trovarsele asciutte sarebbe una figuraccia. Senza contare gli impianti di refrigerazione. Nei mesi estivi non proprio un particolare.
TRE METRI CUBI AL SECONDO. In tutto Expo 'beve' tre metri cubi al secondo.
Acqua che arriva in ultima battuta, attraverso il canale e le dighe del Consorzio Villoresi, dal Ticino. Alimentato a sua volta, dal lago Maggiore. E qui cominciano i problemi.
A lanciare l'allarme, e non da oggi, è il Parco del Ticino. «Fino a giugno del 2014 il livello del lago è stato mantenuto a un metro e mezzo sullo zero idrometrico», spiega a Lettera43.it il vice direttore Luigi Duse.
LA LETTERA DELLA SVIZZERA. La Svizzera, dall'altra sponda, si è lamentata appellandosi a una convenzione degli Anni 40. E così «il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti senza approfondire minimamente», continua Duse, «ha accettato di tornare a un metro». Eppure, come conferma il presidente del consorzio Est Ticino Villoresi Alessandro Folli «per anni non ci sono stati problemi». Mentre di periodi di siccità ce ne sono stati, negli ultimi 15 anni, almeno sei o sette volte.
RISCHIO INQUINAMENTO. Non solo. Un abbassamento del Ticino aumenterebbe l'inquinamento. Gli scarichi non sarebbero diluiti a sufficienza. E nel caso di esondazione del Seveso - non esattamente un'ipotesi remota - si riverserebbero nel fiume liquami e fanghi. Non esattamente una bella presentazione per un evento che pone l'accento anche su sostenibilità e ambiente.
Ma non è finita qui. La querelle, tecnica e complessa, dura da anni. E alle lamentele della Confederazione si sono aggiunte quelle degli albergatori della costa piemontese del lago che avrebbero fatto pressioni per abbassare il livello delle acque, a causa del rischio di esondazioni. Eppure non dovrebbero esistere costruzioni sotto i 2 metri dallo zero idrometrico. In più, continua Folli, lo scorso anno nonostante le piogge i danni sul lago Maggiore sono stati limitati.
UNA BATTAGLIA PER 50 CENTIMETRI. Insomma, questi 50 centimetri sono fondamentali secondo Duse. Soprattutto se si considera che corrispondono a 100 milioni di metri cubi d’acqua. «In caso di siccità, la biodiversità del fiume andrebbe distrutta. Senza contare le 7 mila aziende agricole che producono per gran parte riso, nel Vercellese e in Lomellina». Quindi non si tratta solo di garantire la buona riuscita di Expo. Ma di garantire l'irrigazione dei campi e i raccolti.
DENUNCIA CONTRO IL MINISTERO. Il parco ha addirittura sporto denuncia al ministero dell'Ambiente e al Tribunale delle acque chiedendo la sospensiva del provvedimemento che riporta a un metro il limite previsto.
Folli, anche se preoccupato per il fiume, è meno catastrofista. Secondo lui l'Expo non corre alcun rischio. «Il Villoresi ha firmato un accordo e garantirà l'approvigionamento, che è già cominciato», afferma sicuro. Ma non meno arrabbiato. «Durante la sperimentazione di 1 metro e 25 non si sono mai verificati problemi. Chiediamo 25, 30 centrimetri. A Roma non conoscono la situazione di questa area».
Per Folli basterebbe un anno, «per stare tutti tranquilli». E successivamente trovare un nuovo accordo con la Svizzera.
Ma il Ticino alimenta anche quattro centrali idroelettriche. Le conseguenze di una eventuale siccità sono immaginabili, soprattutto «con il mutamento climatico che stiamo vivendo», affonda Folli. Che, se da un lato difende a spada tratta l'Expo, dall'altro non accetta prese di posizione contro il buon senso.
LA RISPOSTA DI ROMA. E il ministero dell'Ambiente? Rimanda ogni accusa al mittente. Il Ticino, spiegano da via Cristoforo Colombo, non può rimanere a secco perché alimentato dal lago Maggiore. Nessun allarme, dunque. L'innalzamento del livello del lago sarebbe poi stato «abusivo». Con il rischio di allagamento per le zone rivierasche. La convenzione con la Svizzera, infine, a quanto risulta a Roma, è perfettamente vigente. «È stata impugnata una lettera del ministero in cui si affermava che il livello doveva essere di un metro sopra lo zero idrometrico». In altre parole, si è messa in dubbio l'efficacia di una lettera in cui sostanzialmente si diceva di rispettare la legge.
La giustizia farà il suo corso e si sta esaminando il caso. Oltre agli scongiuri, ai pannelli di camouflage, alle inchieste sarebbe il colmo dover affidarsi alla danza della pioggia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Van der Bellen, presidente di un'Austria spaccata

Austria, vince il candidato dei Verdi. Con lui donne, laureati, abitanti delle città. Con Hofer uomini, operai e montanari. La sfida ora sarà mettere tutti d'accordo.

prev
next