Family Day, il vademecum per i manifestanti

Evitare contestatori e giornalisti. E non muoversi da soli. I consigli per i partecipanti al corteo.

29 Gennaio 2016

Manifestanti di un'associazione promotrice del Family Day

(© Ansa) Manifestanti di un'associazione promotrice del Family Day

Fervono i preparativi per il Family Day.
E all'improvviso spunta pure un bizzarro vademecum per i manifestanti pronti a riversarsi nelle strade di Roma.
A promuoverlo 'Giuristi per la vita', uno dei gruppi che hanno organizzato l'evento, il cui presidente, l'avvocato Gianfranco Amato, è membro del Comitato promotore della manifestazione.
E i consigli non mancano. Per prima cosa, si suggerisce di non rispondere a «provocatori», né a giornalisti «che fanno domande sull'utero in affitto o altri temi del genere». Buona cosa, poi, è spostarsi a gruppetti di due o tre persone.
«EVITARE PROTAGONISMI». Il «suggerimento» è «evitare protagonismi». «È probabile che a margine della manifestazione» - si legge nel post - «vi siano dei contestatori e/o attivisti. Non possono quindi escludersi a priori, possibili cori, striscioni, ostentazioni plateali, provocazioni», o anche «lanci di oggetti», anche se «dovrebbero esserci le forze dell'ordine per farvi fronte».
«UNA RISPOSTA SBAGLIATA ROVINERÀ TUTTO». Ma c'è un altra insidia: «Potrebbero cercare di intervistarvi e/o filmarvi, con atteggiamento all'inizio pacato, come fossero semplici curiosi o giornalisti. Ebbene, evitate di rilasciare dichiarazioni, che potrebbero essere strumentalizzate o distorte. Una sola risposta sbagliata può delegittimare l'intera manifestazione».
Quindi, «anche se vi sentite la persona più preparata della terra su tematiche relative a famiglia, adozioni, utero in affitto e altro, rifiutatevi cortesemente ma decisamente di rilasciare interviste».
«MUOVERSI IN GRUPPO». Amato consiglia anche «di rimanere in gruppo». Tra i contestatori «può sempre nascondersi qualche persona troppo esaltata sulla quale il fenomeno di massa fa scattare meccanismi aggressivi». «Organizzatevi a gruppetti di due o tre persone» - viene consigliato - «e scambiatevi recapiti anche telefonici per tutelarvi meglio». Infatti potrebbero servire dei testimoni qualora si subiscano reati («percosse, minacce, lancio di oggetti, ingiurie dirette a una persona») e si voglia presentare «o la querela o l'azione risarcitoria». E in ogni caso, concludono gli Avvocati per la vita, «siamo a vostra disposizione».

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