Francesco Nuti, la procura di Prato: «Picchiato dal badante»

La denuncia partita dalle rivelazioni del sostituto. In un biglietto la frase: «Ho paura».

29 Gennaio 2016

Francesco Nuti

(© Ansa) Francesco Nuti

L'attore e regista Francesco Nuti sarebbe stato maltrattato, umiliato e picchiato dal suo badante georgiano.
È quanto ricostruito dalla procura di Prato in una indagine per maltrattamenti scaturita da un racconto del sostituto del badante, un assistente dell'attore che sostiene di aver assistito ai maltrattamenti.
DENUNCIA DEL FRATELLO. A portare l'accaduto a conoscenza della procura è stato il fratello del regista, Giovanni Nuti.
Nel procedimento il gip di Prato ha disposto l'allontanamento del badante georgiano dall'abitazione. L'interrogatorio si svolgerà tra 10 giorni. Durante l'indagine, Francesco Nuti, ha avuto un incontro con il sostituto procuratore Antonio Sangermano per essere ascoltato come vittima: nel corso dell colloquio avrebbe scritto in un biglietto la frase «ho paura».
MALTRATTAMENTI PER UN ANNO. Secondo quanto accertato dalla procura, i maltrattamenti sarebbero andati avanti da almeno un anno, ovvero da quando la madre del regista - disabile dal 2006 - non abita più con lui. A cavallo tra il mese di dicembre e gennaio un ragazzo africano chiamato a sostituire il badante (che di lì a poco sarebbe dovuto partire per una vacanza), avrebbe assistito ai maltrattamenti nel suo periodo di affiancamento. Il ragazzo ha raccontato ciò che ha visto alla figlia del fratello del regista, Margherita, che assieme al padre Giovanni non ha esitato a denunciare. Al ritorno dalle vacanze, all'uomo è stato immediatamente notificato l'atto del giudice per le indagini preliminari, che ha disposto l'allontanamento dalla casa di Nuti.
DEPRESSIONE E MINACCE DI SUICIDIO. L'attore-regista toscano, 60 anni, campione di incassi negli Anni 80-90 con film come Io, Chiara e lo Scuro, Tutta colpa del paradiso, Stregati e Caruso Pascoski di padre polacco, continua un'esistenza nel segno di una parabola discendente. Non a caso, la piece in suo omaggio rappresentata a Prato nel dicembre 2014 e ispirata al libro Sono un bravo ragazzo (Rizzoli) a cura del fratello Giovanni, ha come titolo: Andata, caduta e ritorno. Tutto inizia nel 2003 quando Francesco Nuti chiama i pompieri per un malore. Seguono anni di depressioni, cure, annunci di suicidio e problemi di alcolismo. Per lui che, a fine Anni 70, veniva notato da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, una coppia già attiva nel cabaret col nome di Giancattivi arriva poi un ricovero nel settembre 2006 al Policlinico di Roma, a causa di un ematoma cranico dovuto a un mai chiarito incidente domestico.
L'USCITA DAL COMA E UN NUOVO INIZIO. A novembre esce però dal coma e, nel 2009, si comincia a parlare di due sceneggiature scritte da lui e di un libro: Poesie raccolte. Nel 2010 viene presentato al Festival di Roma un documentario Francesco Nuti... E vengo da lontano di Mario Canale, presentato come evento speciale in chiusura del Festival. Assente alla proiezione Nuti, che dopo l'incidente domestico di quattro anni prima, è rimasto senza voce e sulla sedia a rotelle. L'attore però manda in quell'occasione una lettera, letta prima della proiezione dalla madre di sua figlia Ginevra, Annamaria Malipiero: «Non sono ancora forte come vorrei, la parola stenta a scivolare via e dopo 100 passi devo riposarmi. Negli ultimi due anni molto lentamente sto migliorando e ho ripreso a pensare alle mie sceneggiature come Olga e i fratellastri di Billi e Quando potrà cullare un bambino. Nel novembre dello stesso anno la prima apparizione televisiva dopo il lungo periodo di assenza. L'attore e regista è a I fatti vostri di Raidue. Nel 2011 Nuti si racconta nel diario Sono un bravo ragazzo (Rizzoli) con in copertina un autografo dell'attore: Ciao Francesco Nuti. «Sono ancora vivo e godo questo presente e vedo un futuro giovane, allegro. La vita è strana... ci vuole coraggio», dice Nuti. Nel maggio 2014 ancora un suo appello: «Cari produttori credete ancora nelle mie storie, spero esca il mio ultimo film che ho scritto, dal titolo Olga e i fratellastri Billi». È quanto legge il fratello Giovanni al cinema Odeon di Firenze, in occasione della presentazione del film Madonna che silenzio c'è stasera di Maurizio Ponzi in versione restaurata.

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