Francia, fermati poliziotti belgi che trasportavano profughi

Guidavano un furgone con a bordo un gruppo di cittadini siriani e iracheni, anche minorenni. Interrogati e rilasciati dopo quattro ore. Parigi convoca d'urgenza l'ambasciatore.

22 Settembre 2016

Fermati in Francia due poliziotti belgi: nel furgone trasportavano 13 profughi.

(© Ansa) Fermati in Francia due poliziotti belgi: nel furgone trasportavano 13 profughi.

La vicenda somiglia a una perfetta blague belge, una di quelle barzellette con cui i francesi si divertono a deridere i propri vicini.
In questo caso, però, c'è poco da scherzare, perché Parigi e Bruxelles sfiorano l'incidente diplomatico.
Due poliziotti belgi sono stati fermati martedì 20 settembre a Nieppe, nel Nord della Francia, al volante di un furgone su cui avevano caricato un gruppo di migranti siriani e iracheni, tra cui alcuni minori.
Il ministro dell'Interno di Parigi, Bernard Cazeneuve, ha convocato d'urgenza l'ambasciatore del Belgio e ha telefonato al suo omologo Jan Jambon, mentre la polizia transalpina ha espresso «profonda disapprovazione» per quanto accaduto. Le due cancellerie sono ai ferri corti, ma cosa è successo esattamente? I poliziotti belgi trafficavano profughi?
SCOPERTI DA UN CAMIONISTA. La presenza dei migranti è stata scoperta da un camionista proveniente dalla Francia, che ha sentito rumori sospetti provenire dal suo autorimorchio e ha subito allertato le forze dell'ordine.
A bordo erano nascoste in tutto 13 persone, desiderose di raggiungere la Gran Bretagna. A febbraio 2016 il Belgio ha ripristinato i controlli alla frontiera, per bloccare i flussi di clandestini provenienti dalla Francia. Le regole dell'Unione prevedono che i cittadini extracomunitari che viaggiano senza documenti regolari debbano essere sistematicamente ricondotti al confine del Paese di provenienza.
LO SCONFINAMENTO IN TERRITORIO FRANCESE. I 13 migranti, una volta scoperti, sono stati quindi fatti salire sui furgoni della polizia belga, che avrebbe dovuto provvedere a riportarli indietro. A questo punto, però, qualcosa è andato storto. Il convoglio ha oltrepassato la frontiera ed è penetrato in Francia. «I colleghi non se ne sono accorti, hanno sforato di una cinquantina di metri», ha spiegato Vincent Gilles, presidente di uno dei sindacati di polizia di Bruxelles.
Il fermo da parte dei francesi, però, è scattato immediatamente.
QUATTRO ORE SOTTO INTERROGATORIO. Agenti e migranti sono stati portati in commissariato e per i poliziotti fermati è iniziato un lungo interrogatorio, prima del sospirato rilascio.
«Quattro ore sotto torchio, senza un avvocato e senza un interprete», ha detto ancora Gilles, rivelando che gli agenti belgi non erano neanche francofoni. Secondo le forze dell'ordine di Bruxelles, sono 2.500 i migranti intercettati nel Paese dall'inizio del mese di luglio. Un flusso tale che non consentirebbe sempre di avvertire i colleghi francesi per procedere al riaccompagnamento alla frontiera.

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