Francia, test su farmaco alla cannabis uccide un volontario

Altri cinque sono gravi. L'incidente durante la sperimentazione di un antidolorifico.

15 Gennaio 2016

Sono in tutto sei le persone coinvolte in un incidente durante la sperimentazione di un nuovo farmaco, di cui cinque gravi e un sesto clinicamente morto.
La notizia è stata confermata dal ministro della Sanità francese, Marisol Touraine, che ha parlato di 'incidente grave' e annunciato che si recherà subito sul posto. La sperimentazione, ha precisato il ministero, era un «test clinico di Fase 1, condotto su un medicinale preso per via orale in corso di sviluppo da parte di un laboratorio europeo».
SMENTITA LA PRESENZA DI CANNABINOIDE. Inizialmente i media francesi hanno divulgato la notizia che si trattava di un antidolorifico a base di cannabis in fase di sperimentazione. Rivelazioni di Le Monde hanno smentito questa voce: leggi qui la notizia aggiornata.
A condurre il test, su volontari sani remunerati, era la società specializzata Biotrial, che da oltre vent'anni realizza studi di questo tipo per le case farmaceutiche. La molecola studiata nel test era stata sviluppata dalla casa farmaceutica portoghese Bial, ed è un prodotto 'di tipo analgesico'. Sul
caso è stata aperta un'inchiesta per lesioni colpose. L'obiettivo della sperimentazione era «valutare la sicurezza di utilizzo, la tolleranza, i profili farmacologici della molecola in volontari sani».
Il laboratorio ha informato il ministero dell'incidente la sera di giovedì 14 e sta attualmente contattando tutti i volontari coinvolti e ritirando il medicinale. L'Agenzia nazionale per la sicurezza del farmaco ha deciso di avviare un'ispezione tecnica, mentre il ministro ha chiesto all'Ispezione degli affari sociali di condurre verifiche su 'organizzazione, mezzi e condizioni di intervento' del laboratorio responsabile del test clinico.
AIFA: «PREPARAZIONE CONTAMINATA». Un evento come quello accaduto in Francia nella sperimentazione di un nuovo farmaco, «che porta alla morte clinica di un volontario e al ricovero in condizioni gravi di altri cinque, lascia pensare o che è contaminata la preparazione o che c'è qualcosa che mancava nel dossier preparatorio». Lo ha affermato il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, sottolineando che si tratta comunque di un «caso eccezionale», ricordando che in Italia «abbiamo criteri stringenti nelle sperimentazioni, e cerchiamo di garantire la massima sicurezza».
 

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