Gatti torturati e uccisi, sempre più casi nel Nord Italia

Nel 2015 ne sono stati ammazzati 14 mila. E 5 mila seviziati durante riti satanici. Altri 4 mila mangiati tra Lombardia e Veneto. Le associazioni: «È emergenza».

di

|

17 Febbraio 2016

Nel 2015 5 mila gatti, prevalentemente neri, seviziati durante riti satanici o esoterici nel periodo dei solstizi.

(© GettyImages) Nel 2015 5 mila gatti, prevalentemente neri, seviziati durante riti satanici o esoterici nel periodo dei solstizi.

Migliaia di gatti seviziati, scuoiati, scomparsi nel nulla.
Uccisi per essere mangiati o per ricavarne pelliccia.
Sono circa 14 mila i gatti che nel 2015 sono stati ammazzati, denuncia l’Aidaa, Associazione italiana difesa animali e ambiente.
Che segnala anche casi estremi e fenomeni ormai arrivati a numeri da emergenza.
NEL MIRINO QUELLI NERI. Come quello dei 5 mila gatti, prevalentemente neri, seviziati durante riti satanici o esoterici nel periodo dei solstizi.
Nelle ultime ore un altro episodio: alla periferia Est della Capitale sono stati scoperti i resti di un gatto nero fatto a pezzi e lasciato straziato in un campo isolato nella zona di Lunghezza.
Poche settimane prima, la denuncia degli animalisti a Parma contro la chiusura di un fascicolo d’inchiesta sulla sparizione di centinaia di gatti.
«COME UN FILM HORROR». Numeri alla mano, l’associazione in difesa degli animali descrive uno scenario inquietante.
«Sembra un film horror, ma invece si tratta delle segnalazioni lette sui social network e ricevute direttamente ai nostri indirizzi di posta elettronica».
Ci sono altri 4 mila gatti uccisi e mangiati prevalentemente nelle zone del Sud-Est della Lombardia e nel Veneto, nel quadrilatero Brescia-Cremona-Verona-Vicenza.
IMPICCATI PER GIOCO. Molti anche quelli torturati e uccisi da minorenni che li hanno impiccati, magari solo per gioco.
Circa 560 i casi, soprattutto in Puglia e in Sicilia, di felini ammazzati invece con armi da fuoco.
Un caso estremo è stato segnalato in provincia di Brescia dove «almeno 30 gatti sono stati uccisi barbaramente», denuncia l’Aidaa, «da un contadino che prima li faceva catturare dal proprio cane dobermann e poi li faceva posare sul sentiero e li schiacciava passandoci sopra con il trattore».

Trovati gatti tagliati di netto in due parti: la pista del rito esoterico

L’ultimo episodio è avvenuto alla periferia Est della Capitale, dove sono stati ritrovati i resti di un gatto nero fatto a pezzi, nella zona di Lunghezza.
L’animale è stato tagliato di netto almeno in due parti: la parte superiore del tronco e la testa sono stati lasciati sul prato, mentre è sparita l’altra parte, con la zampe anteriori e la coda.
Fra le ipotesi battute c’è quella del rito satanico.
E non sarebbe la prima volta in zona: nella vicina Castelverde a gennaio i volontari di Earth hanno trovato gatti fatti a pezzi e abbandonati in una busta appesa a un albero. Era accaduto anche un anno prima.
MISTERO DEL FURGONE BIANCO. L’Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha ricordato che le sparizioni continuano con una certa frequenza nella zona tra Vicenza, Padova e Rovigo, la stessa dove tempo fa alcuni cittadini avevano segnalato un furgone bianco con ogni probabilità a caccia di gatti.
Secondo la guardia zoofila questi felini sono utilizzati per la vivisezione clandestina e per i riti delle sette, ma anche nel mercato illegale di carne e pellicce.

Ogni anno massacrati migliaia di esemplari nella notte di Halloween

Secondo i dati dell’Aidaa, solo nella notte a cavallo fra il 31 ottobre e il primo novembre ogni anno vengono massacrati migliaia di gatti.
Le zone più a rischio sono Terni e Perugia, il Piemonte, la provincia di Varese e l’area tra Viterbo e Roma.
I responsabili sarebbero gruppi esoterici, ma anche le ''nuove chiese'' che nascono e si diffondono sul web.
UN’INCHIESTA A PARMA. Diversi sono stati gli appelli lanciati da associazioni a Lignano (Friuli) e in provincia di Reggio Emilia a «non essere omertosi o indifferenti».
A Parma, invece, a gennaio gli animalisti sono scesi in piazza chiedendo che non venga chiuso un fascicolo d’inchiesta che riguarda proprio la sparizione di centinaia di gatti.
Un’indagine per la quale è stato indagato anche un 40enne ripreso dalle telecamere mentre prendeva un gatto dal giardino di un’abitazione privata.
Secondo l’associazione Enpa dietro le sparizioni ci sarebbe un gruppo organizzato.
PROTESTA DEI VOLONTARI. Ed è per questo che i volontari hanno organizzato una protesta per fare luce sull’accaduto, a cui hanno partecipato anche altri sodalizi.
«Tra il 2007 e il 2015, nelle province di Parma e Reggio Emilia i gatti scomparsi sono centinaia o forse a migliaia», ricorda l’associazione.
Nessuno sa che fine abbiano fatto. Le ipotesi? L’addestramento ai combattimenti dei cani o la sperimentazione ‘fai da te’.
Nel 2008, a Parma, in 48 ore scomparve un’intera colonia di gatti, circa 30 esemplari. Dal 2013 il fenomeno ha iniziato ad allargarsi ai comuni vicini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next