Gaza, Margine protettivo: i numeri della guerra

Bilancio dell'operazione Protective edge.

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28 Agosto 2014

Il cessate il fuoco a tempo indeterminato concordato al Cairo tra Israele e Hamas ha posto fine a sette settimane di combattimenti a Gaza: il valico di Erez è stato riaperto ai malati e ai possessori di permessi speciali, la buffer zone che aveva sottratto ai palestinesi il 40% della superficie coltivabile della Striscia è stata ridotta, e per i pescatori il limite è tornato a sei miglia marine.
Mentre i colloqui tra i leader dei due schieramenti sono destinati a ricominciare entro un mese in Egitto, con l'obiettivo di raggiungere un vero e proprio accordo di pace, i palestinesi festeggiano nelle strade della Striscia e della Cisgiordania. Ma i quartieri della città, teatro degli scontri corpo a corpo e dei bombardamenti, sono ridotti in macerie.
LE SFIDE DELLA RICOSTRUZIONE. I superstiti di Gaza devono fare i conti con i danni provocati dalla guerra e con le sfide della ricostruzione: Mohammed Moustafa, vicepremier palestinese del governo di Ramallah, ha stimato che serviranno almeno sei miliardi di dollari (oltre 4,5 miliardi di euro). Attraverso i numeri dell'ultimo conflitto israelo-palestinese, forniti dall'Onu, è possibile rendersi conto di quanto grandi siano le difficoltà da superare, e della scia di morte e distruzione che la terza guerra combattuta fra Hamas e Israele sembra finalmente essersi lasciata alle spalle.

  • Dalla seconda guerra in Libano ai tre conflitti tra Hamas e Israele: il bilancio dei morti e dei danni (fonte: Onu).

Protective edge: 50 giorni di guerra, la più lunga e sanguinosa tra Hamas e Israele

In 50 giorni di scontri, i palestinesi uccisi sono stati 2.139, di cui 490 bambini. I soldati israeliani caduti nell'operazione Protective edge (inizata martedì 8 luglio) sono stati invece 64, cui si sono aggiunti sei civili fra i quali un bimbo. I palestinesi feriti sono stati circa 11 mila, di cui 3 mila bambini.
PIÙ DI 500 MILA SFOLLATI. Gaza City è l'area che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite spezzate e danni materiali. Gli sfollati hanno superato quota 500 mila, mentre le Nazioni unite hanno stimato che le case distrutte o diventate inabitabili a causa degli attacchi dell'aviazione israeliana siano più di 20 mila. Ancora il 25 agosto, giorno precedente al cessate il fuoco, un bombardamento ha distrutto uno degli edifici più alti di Gaza, la Torre Basha, che ospitava su 15 piani appartamenti e uffici.
SERVONO 295 MILIONI DI DOLLARI. Secondo Pierre Krähenbühl, commissario generale dell'Unrwa, per assistere nell'immediato la popolazione di Gaza saranno necessari 295 milioni di dollari in aiuti internazionali. Il commissario ha lanciato un appello per raccogliere i fondi nel più breve tempo possibile: «Molti palestinesi», ha detto, «saranno costretti ad affrontare un duro inverno in rifugi d'emergenza».
SPARATI 3.700 RAZZI, DISTRUTTI 32 TUNNEL. In base ai dati diffusi dalle forze armate israeliane, sui territori dello Stato ebraico sarebbe caduta una pioggia di 3.700 razzi fino al 20 agosto. I tunnel distrutti dai militari di Tel Aviv ammonterebbero invece a 32, mentre i combattenti palestinesi uccisi sarebbero 750.

  • La conta dei morti dell'operazione Pillar of defense (infografica realizzata dalla Bbc).

Pillar of defense: otto giorni di guerra a novembre 2012

Prima di Protective edge, l'ultima offensiva israeliana a Gaza è stata quella ribatezzata, a novembre 2012, Pillar of defense. La guerra, combattuta senza invasione di terra, cominciò con un attacco aereo mirato, che uccise Ahmed Jabari, il comandante delle Brigate al Qassam, l'ala militare di Hamas. Su di lui, secondo Israele, ricadeva il peso di «tutte le attività terroristiche» compiute contro lo Stato ebraico dalla Striscia di Gaza negli ultimi 10 anni.
173 VITTIME, SEI ISRAELIANE. Bombardamenti e lanci di razzi Qassam andarono avanti per otto giorni, dal 14 al 21 novembre 2012 compresi. Secondo l'associazione israeliana per i diritti umani B'Tselem, citata dalla Bbc, nel corso della guerra morirono in tutto 173 persone. Le perdite palestinesi furono 167, di cui 87 civili. Quelle da parte israeliana sei, quattro civili e due militari.
DISTRUTTE CASE, SCUOLE E CAMPI SPORTIVI. Alcune delle principali infrastrutture di Gaza vennero danneggiate o distrutte dagli attacchi aerei israeliani. Fra queste, l'ufficio del primo ministro di Hamas, un compound governativo che ospitava la sede del ministero dell'Interno e i tunnel utilizzati già allora dalla popolazione di Gaza per il contrabbando delle merci più diverse: dal cibo alle armi fino alle medicine. Case, campi sportivi, scuole materne e cabine elettriche furono colpite.

  • Le vite spezzate dall'operazione Cast Lead (infografica realizzata dalla Bbc).

Cast lead: 22 giorni di guerra tra il 2008 e il 2009

Prima del 2014, l'ultima volta che le truppe israeliane sono entrate a Gaza risaliva a dicembre 2008, nell'ambito dell'operazione Cast lead (Piombo fuso).
Nel corso di 22 giorni di guerra vennero uccisi 1.391 palestinesi, di cui 759 civili: 344 bambini e 110 donne. Nove invece i morti da parte israeliana: tre civili e sei soldati.
L'USO DEL FOSFORO BIANCO. Secondo un rapporto di Amnesty International, l'altissimo numero di vite umane spezzate dipese dalla difficoltà per i feriti della Striscia di accedere alle cure mediche a causa del perdurare dei combattimenti e delle restrizioni imposte da Israele. L'organizzazione condannò anche l'uso da parte dell'esercito di Tel Aviv, nel corso di quel conflitto, di armi come il fosforo bianco e i proiettili d'artiglieria; mentre denunciò la tattica di Hamas, che mise in pericolo i civili di Gaza sparando razzi Qassam dai quartieri residenziali.

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