Giacarta, il terrore si sposta nei centri commerciali

Kenya, Iraq e ora Indonesia. Crescono gli attacchi dell'Isis agli shopping center. Simbolo dell'Occidente. Un rischio anche per l'Europa. Che dovrà blindarsi.

di

|

14 Gennaio 2016

Uno dei luoghi colpiti dal commando di terroristi a Giacarta.

(© Getty Images) Uno dei luoghi colpiti dal commando di terroristi a Giacarta.

L’Indonesia è il Paese con più musulmani al mondo (il 90% su 250 milioni di abitanti, il 4% 'simpatizzanti' dell’Isis), serbatoio anche di migliaia di jihadisti di al Qaeda e dell’Isis.
Due giorni dopo la strage di Istanbul, il 14 gennaio la capitale Giacarta è stata scossa da esplosioni e sparatorie a catena in un quartiere centralissimo, sede dell’Onu, dei palazzi governativi e di diverse ambasciate.
TARGET OCCIDENTALI. Almeno sette i morti, diversi i feriti, mezzi blindati nelle vie sotto coprifuoco e un copione già visto negli ultimi anni in Francia, negli Stati Uniti, soprattutto in Kenya e in Iraq: gli attacchi hanno colpito target occidentali sensibili, in zone commerciali come il parcheggio del caffè Starbucks e lo shopping center vicino al palazzo presidenziale e alle Nazioni unite.
Per compiere «un atto di terrorismo così atroce», come lo ha definito il presidente Joko Widodo, occorrono commandi armati di diversi kamikaze.
QUOTIDIANITÀ BLINDATA. L’Indonesia era già stata vittima dei maxi attentati di al Qaeda a Bali del 2002, con 200 morti, poi dei nuovi attacchi del 2009 agli hotel Marriott e Ritz di Giacarta. Agli ultimi attentati nella capitale, durati diverse ore, avrebbero partecipato «almeno cinque» terroristi.
L’Isis aggredisce ormai a tambur battente, con uno o più maxi attentati al giorno.
Da Giacarta a Parigi, entra nei centri commerciali, nei ristoranti e nei locali, costringendo le forze dell’ordine a blindare la quotidianità degli abitanti.
Succede già a Nairobi e Baghdad, accadrà presto anche in Europa?


Salto di qualità nella guerra del Califfato

Mezzi blindati nel centro della capitale indonesiana.

(© Getty Images) Mezzi blindati nel centro della capitale indonesiana.

L’11 gennaio 2016 l’Isis ha rivendicato anche l’assalto a un centro commerciale di Baghdad, per mano di una ventina uomini armati: almeno 18 morti e oltre 50 i feriti, in uno dei quartieri sciiti della capitale irachena.
Non se ne è parlato molto perché dalla caduta di Saddam Hussein la metropoli è teatro di scontri a fuoco e anche attentati frequenti: ma l’attacco, per l’entità e il target, è stato fuori dal comune, un salto di qualità nella guerra settaria quotidiana.
Un gruppo di kamikaze si è fatto esplodere in un’auto nel parcheggio, poi il commando ha seminato panico e morte nello shopping mall, prendendo in ostaggio una cinquantina di persone, finché le forze irachene atterrate sul tetto non hanno liberato il complesso.
BAGHDAD COME NAIROBI. L’attentato di Baghdad ricalca quello degli al Shabaab in Kenya al Westgate di Nairobi: il 21 settembre 2013 almeno 10 terroristi con granate e fucili d’assalto fecero irruzione nel grande centro commerciale dal parcheggio sotterraneo o, stando a racconti divergenti, dal recinto del ristorante al pian terreno.
L’incertezza sulle modalità e sui numeri è un’altra costante di questo tipo di attacchi: a Nairobi fu una mattanza per oltre un giorno, almeno 68 morti e oltre 200 i feriti, e secondo le testimonianze non ufficiali il numero delle vittime e anche degli assalitori sarebbe superiore ai dati forniti dalle forze dell’ordine.
SHOPPING CENTER BLINDATI. L’esercito e la polizia kenioti combatterono fino al mattino dopo, per stanare i terroristi e liberare i civili nascosti terrorizzati nei magazzini e tra la merce dei negozi, com’è successo anche per l’attacco del 20 novembre 2015 all’hotel Radisson di Bamako, in Mali.
Come il quadrilatero di Giacarta, il più lussuoso centro commerciale di Nairobi (allora di proprietà israeliana) era ed è frequentato da molti diplomatici e occidentali.
Dall’attacco scioccante, tutti i maggiori complessi commerciali del Kenya sono blindati come gli aeroporti.

Metal detector all'ingresso, polizia e contractor all’interno

Una manifestazione a favore dell'Isis in Indonesia

Una manifestazione a favore dell'Isis in Indonesia

Le macchine che entrano nei parcheggi vengono aperte e controllate dalla security, per intercettare possibili auto-bombe.
Metal-detector anche all’entrata dell’edificio per chi viene a fare acquisti o divertirsi, polizia e contractor all’interno e a presidio di tutte le zone dove risiede l’élite di diplomatici e occidentali.
A Baghdad, dopo l’attacco al centro commerciale, è stata immediatamente chiusa la Zona verde, ossia il quartiere internazionale delle sedi governative e delle ambasciate, di norma già sottoposto a strettissimi controlli.
E chiuso in Turchia, dalla mattina del 12 gennaio, resta il centro storico e cuore turistico di Istanbul.
COLPITI BERSAGLI MINORI. Aerei, metropolitane e mezzi pubblici, stadi, teatri, cinema centri commerciali.
Quando - come in Occidente - non si riesce più a penetrare nei luoghi istituzionali e principali centri d’aggregazione iper controllati, vengono attaccati alberghi e resort privati minori, ristoranti, discoteche, supermarket.
In California, negli Usa, è diventato bersaglio un centro per disabili.
A Garissa, in Kenya, un dormitorio in un campus universitario - si colpisce sempre più di notte - e bungalow per turisti. In Iraq, Yemen, fino in Africa, si colpiscono chiese e moschee.
ALLERTA MASSIMA IN ITALIA. Superato Expo 2015, dopo le nuove stragi di Parigi anche in Italia sono stati inevitabilmente innalzati i controlli anti-terrorismo.
Milano resta vigilata a vista: metal detector all’ingresso del Duomo e del teatro della Scala.
A San Pietro, nella Roma sotto Giubileo, tutto il centro è pattugliato da migliaia di agenti della polizia, anche in borghese e sugli autobus.
Per Natale l’allerta era massima anche in tutti i centri commerciali. Ancora si può fare la spesa senza passare sotto gli scanner, ma alla fine del 2016 viaggiare o spostarsi, anche solo per riempire il carrello o mangiare in un fast food, potrebbe diventare più complicato.


Twitter @BarbaraCiolli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next